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Da Bartali alla Corea: quando lo sport scrive la storia!

Da Bartali alla Corea: quando lo sport scrive la storia!

Vincere è importante ma a volte non è l’unica cosa che conta!

Medaglie Olimpiche PyeongChang 2018

Medaglie Olimpiche PyeongChang 2018

De Coubertin provò ad avvisarci, non gli credemmo. L’importante è partecipare diventò presto la scusa del perdente, magra consolazione da recitare di fronte agli altri per convincere in primis sé stessi. Le medaglie hanno un peso e negarlo significherebbe cadere nella banale ipocrisia. Dalla conquista di un podio olimpico passa la gloria eterna: oro, argento e bronzo distinguono carriere, danno senso ad una vita di sforzi e rinunce.
Lo sport è linea cronologica dove il tempo si scandisce con record ed imprese, primati e vittorie. Universo dorato, non parallelo perché calato nella realtà quotidiana, con la quale, inevitabilmente tende a fondersi. La storia, sull’orlo del precipizio, a campioni ed eventi, talvolta chiede aiuto per sopperire alle lacune di coloro che, chiamati a governare, finiscono unicamente per mostrare incompetenza.

I precedenti

Bartali in preda alla salita

Bartali in preda alla salita

Bartali salvò l’Italia dalla guerra civile, o almeno così si dice. Verità e leggenda si mescolano, alimentando miti a cui ci aggrappiamo, per guardare con un pizzico di fiducia ad un orizzonte colmo di odio e privo di buon senso. Nel 1914, inglesi e tedeschi, impegnati al fronte, alle pallottole preferirono il pallone. Era Natale, trincee e mitragliette potevano aspettare, d’altronde, nessuno ne sentiva la mancanza. Adolf Hitler mastica amaro, mentre Jesse Owens sfreccia e fa incetta di ori. Anni di propaganda distrutti in dieci secondi e lo spazio di cento metri. A Città del Messico, Tommy Smith e Jhon Carlos alzeranno al cielo il pugno chiuso più famoso del 900, non sono politici ma corrono forte. In pista dominano, fuori smuovono coscienze: l’istantanea è scattata, manifesto indelebile di un sessantotto a cinque cerchi.

Il mondo di oggi, USA e Corea

Bandiere USA e Corea del Nord

Mezze bandiere, USA e Corea del Nord

Variano scenari ed epoche, i personaggi si succedono non mutando la sostanza. La bomba atomica agita il sonno, la minaccia nucleare è spettro terribile con cui fare i conti. Lo scioglimento dei blocchi, paradossalmente, ha riempito gli arsenali ed in un oceano che di pacifico mantiene il nome, si testano armi dalla portata distruttiva talmente elevata da essere sconosciuta, persino ai diretti interessati. Trump e Kim Jong Un si scambiano occhiate cagnesche, rapporti tesi a cui basterebbe una scintilla per esplodere in un fragoroso boato. Il trentottesimo parallelo sarà pure retta immaginaria ma la cortina di ferro esiste, separa popoli e nazioni, distingue pianeti uniti dalla geografia e lontanissimi per costumi ed abitudini.

L’importante è partecipare

Fiamma Olimpica 2018

Fiamma Olimpica 2018

I negoziati falliscono, l’umanità, alla finestra, guarda PyeongChang confidando nell’ennesimo miracolo. La fiamma olimpica arde e squaglia muri insormontabili: giudicare i risultati è prematuro, valutare gli auspici tradizione di antica memoria. Sulle piste da sci, nonostante sia febbraio, il gelo si scioglie, i presidenti elargiscono segnali di distensione. Intanto le Coree sfilano accumunate da un’unica bandiera. Esserci equivale a vincere. Provarono a dircelo, non gli credemmo.

Giovanni Sofia, classe 1991, laureato in giurisprudenza. Dal 2016 scrive per la testata on line Messinanelpallone.it. Vive, respira e deambula per la città dello Stretto. Appassionato di sport e gastronomia, potete incontrarlo con la stessa facilità dentro uno stadio o seduto a tavola.

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