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Buenos Aires – Napoli

Buenos Aires – Napoli

Napoli-Buenos Aires. Una rotta che unisce due continenti, due nazioni, due popoli. Nomi, Cognomi e tratti somatici rappresentano dei chiari segni della storica connessione fra argentini e italiani, soprattutto in ambito calcistico. Per capirne il motivo bisogna fare un passo indietro a cavallo tra l’8oo ed il ‘9oo, quando molti dei nostri connazionali, cercando una migliore qualità della vita, furono spinti ad emigrare oltreoceano. Il flusso migratorio degli italiani in Argentina si divise in due fasi. Una prima dal 1870 sino allo scoppio del primo conflitto mondiale nel 1915 che interessò soprattutto gli italiani del settentrione (Liguri e Piemontesi in maggioranza). Una seconda fase, a partire dal secondo dopoguerra, coinvolgeva le regioni del mezzogiorno. Oggi la comunità italiana in Argentina è la più grande nel mondo e conta quasi 800.000 persone.

BOCA-RIVER E IL DERBY “ALLA GENOVESE”

Xeneizes, deriva dal dialettale Zeneizi cioè Genovesi. Oggi questo nome viene utilizzato per indicare la tifoseria organizzata, la barra brava, dei tifosi del Boca Juniors ed in generale gli abitanti de La Boca, il quartiere che nel 1905 diede i natali al Club gialloblù. Quattro anni prima nacque l’acerrima rivale, il Club Atlètico River Plate, i cui fondatori, così come quelli del Boca, erano in parte di origini liguri. La storia del River, forse ancor più che quella del Boca, rispecchia le origini italiane per colori e tradizione, il bianco ed il rosso di Genova. Città d’origine del primo presidente Enrique Salvarezza e di 6/11 della prima formazione a scendere in campo: Moltedo, Ratto, Peralta, Carrega, Zanni e Messina.

PADRE LORENZO

Sempre nei primi anni del ‘9oo un prete salesiano, Lorenzo Massa, i cui genitori emigrarono da Torino, ospitò nel cortile del suo oratorio di Almagro le partite di un gruppo di ragazzi di colore del quartiere. Il compromesso? La partecipazione alla messa domenicale. Nascerà così il Club Atlètico San Lorenzo de Almagro. Lo storico Club argentino vanta fra i suoi tifosi anche il Santo Padre Jorge Mario Bergoglio.

ITALO-ARGENTINI

Oltre Papa Francesco (Jorge Mario Bergoglio), il cui padre originario della provincia di Asti salpò nel 1928 da Genova per giungere a Buenos Aires in cerca di fortuna, sono molti i calciatori argentini di origini italiane giunti nel Vecchio Continente.

  • Alfredo Di Stefano: Vincitore del Pallone d’Oro nel ’57 e nel ’59, campione in Argentina ed in Spagna con la camiceta blanca del Real Madrid; il padre Alfredo ench’egli ex calciatore, ed il nonno Michele trovano le loro origini proprio in Italia.
  • Omar Sivori:Campione della Juventus prima e del Napoli poi. Grazie alla Nonna italiana giocò sia con la maglia della Nazionale Argentina che con quella Italiana. Il regolamento FIFA prevedeva la possibilità di giocare per più di una Nazionale nel corso della carriera calcistica.
  • Antonio Valentin Angelillo: Anche Angelillo usufruì di questa possibilità date le origini lucane del nonno. In Italia ha vestito le maglie di Roma, Milan e Genoa, ma soprattutto dell’Inter. Con la maglia nerazzurra stabilì il record di marcature stagionali nel campionato a 18 squadre con ben 33 reti.
  • Gabriel Omar Batistuta: il trisnonno italiano del centravanti Argentino era Domenico Battistutta nato in Italia. Nella migrazione, il cognome perde due T trasformandosi in quello del più noto “Batigol”.
  • Lionel Messi: Vincitore di 5 palloni d’oro (finora), è di fatto uno dei migliori calciatori di sempre. Il suo trisavolo, Angelo Messi, nel 1883 migrò da Recanati a Rosario.
  • Mauro Icardi: Il bomber nerazzurro, da poco tornato a vestire la maglia albi-celeste, è stato tentato agli inizi della sua carriera dalla possibile convocazione con la maglia Azzurra. E’ in possesso del doppio passaporto grazie alle origini piemontesi del nonno nativo di Carmagnola.
  • Paulo Dybala: talentuoso numero 10 della Juventus. Approdato a Torino dal Palermo, dov’era soprannominato “U picciriddu”, per statura e giovane età, ha la nonna italiana. Grazie a lei, nel 2012, ha ottenuto ufficialmente la cittadinanza italiana, scegliendo tuttavia la nazionale Argentina.

ARGENTINI IN ITALIA

Il flusso migratorio, dunque, inverte il senso di marcia, almeno per quel che concerne la serie A. La facilità di comprensione delle due lingue, spagnolo e italiano, la religione Cattolica, il clima e l’alimentazione, oltre ad un’incredibile sacralità conferita al calcio. Tutte caratteristiche che accomunano Italiani ed Argentini. Quelli attualmente in attività (oltre i sopracitati Icardi e Dybala) rappresentano delle pedine fondamentali per i club italiani. Fra questi :Gonzalo Higuain, Alejandro Darìo Gomez, Mateo Musacchio, Federico Fazio, Lucas Biglia, Rodrigo De Paul, Maxi Lopez, Diego Perotti, Rodrigo Palacio, Giovanni Simeone;

EROI DEI DUE MONDI: LE IMPRESE

Tanti sono anche gli Argentini che in Italia sono riusciti  a compiere delle vere e proprie imprese. Helenio Herrera “Il mago” da allenatore dell’Inter ha vinto numerosi trofei, fra i quali due coppe Campioni e la prima Coppa Intercontinentale per un Club italiano. Batistuta e Walter Samuel sono riusciti a vincere lo scudetto con la Roma a diciott’anni di distanza dall’ultima conquista del tricolore. Lo stesso Samuel con la maglia dell’Inter ha contribuito alla conquista del “Triplete”, accompagnato dai connazionali Javier Zanetti, Diego Alberto Milito, Esteban Cambiasso. Mauro German Camoranesi, argentino naturalizzato italiano, è riuscito a vincere la Coppa del Mondo nel 2006 dopo le grandi vittorie con la maglia della Juventus.

UNO SU TUTTI

Parlando di talenti argentini applicati al calcio italiano con lodevoli (a dir poco) risultati, non citando Diego Armando Maradona si fa “peccato”. L’uomo che, portando Napoli alla conquista di ben due scudetti, è divenuto simbolo di un’intera città e veicolo di passione calcistica. Maradona, per molti ritenuto il più grande di tutti i tempi, rappresenta un metro di paragone imprescindibile per ogni calciatore. Ovviamente lo è per i tanti Argentini che approdano in Italia.

RITORNO A NAPOLI

Siamo partiti dai porti italiani e da chi ha abbandonato luoghi ed affetti per giungere a Buenos Aires. Adesso torniamo a Napoli, nella città che ha eletto un argentino come idolo e simbolo di passione sportiva. E’ di questo che si tratta parlando di Argentini: guardarsi allo specchio, riconoscere nell’altro il proprio riflesso e scorgere dietro di esso le navi salpanti, il barrio piuttosto che i quartieri spagnoli, e la gioia di ritrovare quei paesaggi abbandonati attraverso gli occhi delle successive generazioni, attraverso un pallone che rotola. Buenos Aires-Napoli.

 

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