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Drogba

Attualità

Buona fortuna Didier, è stato un piacere!

Buona fortuna Didier, è stato un piacere!

Didier Drogba ha compiuto 40 anni lo scorso 11 Marzo e ha deciso di appendere le scarpette al chiodo. Ha lasciato il segno ovunque sia stato, dalla Costa D’Avorio agli Stati Uniti, passando per Francia, Inghilterra, Turchia e Cina.

Didier Drogba è stato il mio giocatore preferito. E ora vi spiego perché.

Didier Begins

Lo sguardo fisso sul pallone. Quel pallone che lo aveva accompagnato da Abidjan, dai primi calci con la mamma che lo seguiva sempre alle partite. Ora è in finale di Champions. Deve battere il rigore decisivo. Quanto sei cresciuto Didier. E dire che fino a 20 anni non avevi mai avuto un contratto professionistico. Gli inizi nella terza divisione francese con il Levallois, poi Le Mans nella serie cadetta. Non segna subito tanto, ma che fisico, che carattere, che tecnica quel ragazzo africano. A Le Mans hanno pazienza ma 15 gol in 72 partite non sono un granchè, e Didier lo sa.

Step by Step

Sa che non deve buttare via tutto adesso, adesso che può giocare con continuità in una squadra professionistica. Dalla Ligue 1, però, qualcuno si è accorto di lui. E’ il Guingamp, squadra modesta che lotta per non retrocedere, ma che comunque gli consente di avere visibilità. Arriva a gennaio 2002 ma la consacrazione vera arriva pochi mesi più tardi, con l’inizio della nuova stagione. 21 gol in 39 partite, più di un gol ogni due partite, e anche il Guingamp risale la china. Didier comincia ad essere veramente protagonista. Viene chiamato dal Marsiglia e ha la possibilità di giocare anche la Champions League, e in seguito la Coppa Uefa. In queste due competizioni ha uno score semplicemente spaventoso. All’esordio, sigla 5 gol in 8 partite di Champions e 6 gol in 8 partite di Coppa Uefa. Arriverà in finale, ma la perderà. E’ solo la prima della sua carriera, con il tempo imparerà ad essere discretamente decisivo.

Where Dreams Come True

Sei forte, ma se vuoi diventare un campione devi giocare in Inghilterra, nella mia squadra.

Musica e parole di Josè Mourinho, tutto il resto è storia. Passa al Chelsea e la profezia del suo allenatore si avvera. Due volte miglior giocatore africano dell’anno, due volte capocannoniere della Premier League, miglior marcatore di sempre del Chelsea nelle competizioni europee, miglior marcatore della storia della Nazionale Ivoriana, primo giocatore africano a segnare 100 gol nel campionato inglese e infine quel pallone. Il pallone che può valere la prima Champions League della sua vita (e della storia del Chelsea). Didier non sbaglia. E’ campione d’Europa. La missione è stata portata a termine.

 

Miracolo Africano

Ma se doveste chiedere a lui se quello è stato il momento massimo della sua carriera, probabilmente risponderebbe di no. Drogba è stato il mio giocatore preferito non solo per tutte le statistiche pazzesche che ho citato. Nonostante abbia girato il mondo, non dimentica da dove è partito. Esordisce in Nazionale nel 2002 e la Costa d’Avorio nel 2006 ottiene la prima storica qualificazione ai Mondiali. Per esattezza, la ottiene l’8 ottobre 2005. La guerra civile è scoppiata ormai da oltre 3 anni e il Paese è in una situazione a dir poco critica. Subito dopo la partita, Drogba prende il microfono e sente che quel momento può essere decisivo. Per lui, per la sua squadra, per la sua gente.

Didier si inginocchia davanti alle telecamere, i suoi compagni intorno a lui. Guarda fisso in camera, lo sguardo tradisce l’emozione, ma la voce è forte e chiara. Chiede a tutti di deporre le armi e andare in Germania da popolo unito. Quei Mondiali non devono essere solo una competizione sportiva, ma possono valere molto di più. Nessuno può più fare finta di niente. Il capitano della Costa D’Avorio ha pregato in ginocchio il suo popolo.

Che ci si creda o no, la guerra viene davvero sospesa.

La Missione

Purtroppo la pace dura solo pochi mesi ma Didier non è certo uno che si dà per vinto facilmente. Nel 2007, durante le partite di qualificazione alla Coppa D’Africa, propone che il match contro il Madagascar venga giocato a Bouakè. Cosa c’è di strano? Nulla. Solo che Bouakè è una delle roccaforti dei ribelli anti-governativi e giocare lì vorrebbe dire esporsi ad un rischio incalcolabile. Ma Didier insiste. E il governo alla fine cede. L’allerta prima della partita è a dei livelli altissimi. Basta pochissimo per far crollare tutto. Ma invece la partita si gioca, senza problemi. La Costa d’Avorio vince 5-0, neanche sto a dirvi chi ha segnato l’ultimo gol. In tribuna c’è spazio solo per una festa incredibile, sono tutti insieme, sembra che davvero la Costa d’Avorio sia un popolo unito.

La missione è stata portata a termine. Quasi nessuno ci avrebbe sperato, solo uno ci ha creduto dall’inizio e non ha mai perso la speranza. L’invasione di campo gioiosa alla fine del match è solo un dettaglio di quello che Didier è riuscito a fare. La guerra poi è ripresa, ancora. Ma quello che poteva fare, lui l’ha fatto, e il suo Paese non lo dimenticherà mai. Con la Nazionale purtroppo non è riuscito a vincere quello che ha vinto con le sue squadre di club. Due volte sconfitto in finale di Coppa d’Africa, una volta in semifinale e una ai quarti. Nonostante ciò, detiene il record di gol siglati con la maglia degli Elefanti ed è stato protagonista della prima storica qualificazioni ai Mondiali.

Ma tanto già lo sappiamo. I record potranno essere battuti, ma quello che ha fatto Drogba per il suo popolo non potrà mai essere dimenticato.

 

Grazie di tutto Didier!

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