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Un calciatore che diventa rockstar: la storia di Pablo Dani Osvaldo

Un calciatore che diventa rockstar: la storia di Pablo Dani Osvaldo

“Caro calcio, iniziavo a odiarti. E non avrei mai potuto tradirti”. Sono queste una delle ultime frasi di uno dei calciatori più stravaganti dell’ultimo decennio del calcio italiano, il suo nome è Pablo Daniel Osvaldo. In occasione del suo 32simo compleanno voglio raccontarvi la storia di un uomo che ha smesso troppo presto di giocare a calcio per inseguire un altro suo sogno: la musica.

Gli inizi

Pablo Daniel (Dani) Osvaldo nasce a Lanus in Argentina il 12 gennaio 1986. Egli dimostra subito fin dalle giovanili militate in Argentina di essere un attaccante forte fisicamente. Un ottimo realizzatore e con quel pizzico di follia gli permette nel corso degli anni di segnare gol straordinari.

Inizia a giocare nelle giovanili della sua città il Lanus, che lo forma fino all’età di 13anni prima di passare al Banfield e successivamente all’Huracan. Dopo aver fatto tutte le trafile giovanili all’età di 19anni esordisce in prima squadra nel campionato cadetto argentino siglando 11 reti su 33 presenze.

Lo sbarco in Italia

Nel gennaio del 2006 l’Atalanta acquista il suo cartellino e verso fine stagione lo fa debuttare in Serie B. Dove trova la prima rete in Italia a Pescara. Con l’Atalanta promossa in Serie A, i bergamaschi decidono di far crescere ancora un anno in serie cadetta l’attaccante argentino. E quindi viene ceduto in comproprietà al Lecce. Con i giallorossi allenati da Zeman è titolare fisso, gioca spesso titolare e va anche molte volte a segno. Ma come spesso accade con le squadre zemaniane i risultati non sono sempre positivi ed infatti a metà stagione viene sostituito da Papadopulo. Il nostro protagonista viene sempre di più messo ai margini della rosa chiudendo la stagione con sole 8 reti.

Debutto e primi gol in Serie A

Nell’estate 2007 l’Atalanta per 1,6 mln si riprende il suo cartellino. Ma a fine agosto un’offerta di 4,5mln da parte della Fiorentina porta l’attaccante argentino a debuttare in Serie A e in Coppa Uefa in Toscana. Il debutto in Serie A non tarda ad arrivare, a causa di diverse defezioni di formazione, il suo attuale allenatore Prandelli lo schiera titolare in un sabato sera di settembre in un derby toscano contro il Livorno. Il risultato sarà Livorno 0 Fiorentina 3 e Osvaldo segna i suoi primi due gol nel massimo campionato.

Min 0.52 (il primo gol), min 1.22 (il secondo gol).

Ogni anno ad un attaccante che arriva con la maglia della Fiorentina viene richiesto un gol contro i nemici storici della Juventus. Dani siccome è un calciatore speciale non solo segna, ma il suo gol è decisivo nella vittoria di Torino, un successo che mancava ai toscani da oltre venti anni.

Min (1.27) il 3-2 finale al 93simo e l’esultanza storica sotto la curva ospite con la mitragliatrice. Era dai tempi di Batistuta che a Firenze non vedevano questa esultanza.

La stagione 2007-08 in viola si chiude con il gol decisivo per il quarto posto finale in classifica, e dunque qualificazione in Champions League. Il nostro protagonista si ritrova a Torino a giocare contro i granata e decide di vincere la partita in questo modo, con il suo marchio di fabbrica, la rovesciata.

Le prime difficoltà e la fuga dall’Italia

Nella stagione successiva, Pablo rimane alla Fiorentina con la consapevolezza di essere stato decisivo nelle partite chiave che hanno permesso i viola di ritornare nel palcoscenico più importante d’Europa. Debutta in Champions contro il Bayern Monaco. Però la stagione 2008/2009 non sembra essere quella della consacrazione, infatti viene presto messo ai margini della squadra e a gennaio decide di giocare con più frequenza e va a Bologna.

Gli emiliani sborsano ben 7 mln nella finestra di mercato invernale, ma passa un anno tra giocare poco e infortuni che lo tengono lontano dai campi per alcuni mesi. Finchè il gennaio successivo viene ceduto in comproprietà in Spagna, all’Espanyol, seconda squadra di Barcelona.

Nell’anno e mezzo spagnolo ritorna ad essere il grande talento che aveva deliziato Firenze la prima stagione. Segna 22 gol in 47 partite tra Liga e Copa del Rey.

L’approdo a Roma, e la scelta di giocare per la nostra nazionale

Queste sue grandi performance ha permesso la nuova Roma americana targata Luis Enrique di puntare su di lui come attaccante cardine del suo 4-3-3. Siamo nell’estate 2011 e Thomas DiBenedetto sborsa nelle casse spagnole 15mln di euro. Il periodo giallorosso è pieno di alti e bassi. Dal punto di vista Osvaldo calciatore non si discute, segna sempre, in ogni modo. Colpo di testa, acrobazie, tiri al volo e tanto altro. Ma spesso in una piazza molto esigente come quella capitolina, il nostro Dani spesso si lascia andare a gesti troppo istintivi con avversari, compagni di squadra e allenatori. Il rapporto non idilliaco con Andreazzoli, nel frattempo nuovo allenatore, è decisivo nel chiudere i rapporti con i giallorossi dopo appena due stagioni, registrando comunque 29 gol in 56 partite.

A causa degli infortuni di Balotelli e Pazzini, mister Prandelli decide che Osvaldo possa essere una nuova risorsa per la nazionale italiana. Gioca le ultime due partite di qualificazioni per Euro 2012 e le amichevoli in preparazione di questo evento. Ma all’europeo non va c’è Balotelli e gli altri sono seconde punte.

Però Dani ormai è rientrato nel nuovo gruppo della nazionale per i mondiali brasiliani e diventa un punto fermo nella prima parte delle qualificazioni ai mondiali dove segna le prime due reti contro la Bulgaria. Successivamente va a segno contro l’Armenia. Però una manata in faccia al danese Stokholm gli costa la prima espulsione e un comportamento antisportivo in finale di Coppa Italia convince Prandelli a non convocarlo per la Confederation Cup. Resta comunque nel giro azzurro, ma anche stavolta non viene convocato per i Mondiali e la sua avventura con l’Italia termina il 5 Marzo in un amichevole persa contro la Spagna prima di Rio 2014.

La Premier League e il primo scudetto

Nonostante i vari problemi caratteriali la Roma riesce a vendere Osvaldo alla stessa cifra di quanto due anni prima era stato acquistato. La nuova destinazione è la Premier League con il Southampton. Voluto a tutti i costi da Pochettino che ne era stato suo allenatore ai tempi dell’Espanyol, convince la società inglese ad investire su di lui e diventa l’acquisto più caro del club.

Questi primi mesi inglesi sottolineano di un giocatore in declino più dal punto di visto tecnico che non si discute, da quello emotivo spesso esagerato. Ci sono due momenti dove viene rispecchiato la sua personalità. Il primo durante Southampton vs Manchester City.

Gli arriva un pallone che stoppa di testa in avanti, e con una finta salta Kompany, un attimo dopo con un’altra finta gli fa il tunnel e lo manda per terra. Nel frattempo arrivano altri due difensori a contrastarlo, ma lui già di destro sa dove metterla sul palo più lontano e firma uno dei gol più belli di tutta la Premier League.

Il secondo momento la rissa con un compagno di squadra Josè Fonte a fine gennaio che fa chiudere anzitempo l’avventura inglese. Va alla Juventus in prestito semestrale con diritto di riscatto a 19mln.

Antonio Conte cerca una prima punta per poter far tirare il fiato a Llorente. L’occasione di avere Osvaldo in prestito gratuito per sei mesi può essere per entrambi positivo. Gioca spesso in Europa League dove segna con il Trabzonspor il primo gol in bianconero e spesso subentra allo spagnolo in campionato.

L’unico gol in campionato in Roma vs Juventus nei minuti di recupero ed ha un’esultanza focosa che il pubblico romano non gli perdona. E’ stato un gol inutile ai fini del campionato perchè già la Juventus si era aggiudicato lo scudetto e dunque Dani ha vinto per la prima volta nella sua storia un trofeo. Però dal punto di vista personale un gol che se lo ricorderà per tutta la vita.

Gli ultimi anni da calciatore

Terminata l’avventura bianconera che non esercita il diritto di riscatto torna in Inghilterra. Ma è l’Inter ad aggiudicarsi l’italo-argentino in prestito. Dopo qualche gol tra campionato ed Europa League il 6 Gennaio 2015 ha un diverbio con il compagno di squadra Icardi allo Juventus Stadium contro i bianconeri. Reo di non avergli passato il pallone in un’occasione pericolosa. Nello spogliatoio mette le mani addosso al suo allenatore, Roberto Mancini.

Il momento dello screzio

Due giorni dopo viene messo fuori rosa e successivamente viene sospeso da tutte le attività alla Pinetina. Risultato: rescissione del contratto e l’Inter gli farà pagare anche un risarcimento. Quindi è inevitabile la cessione. Va nuovamente in prestito stavolta al Boca Juniors per ritrovarsi nella sua terra. Lì i gol li fa sempre 7 su 15 presenze, però vuole ancora mettersi in gioco in Europa e dunque dopo aver rescisso il contratto con il Southampton va al Porto.

La sua esultanza in patria con il Boca

Però anche i portoghesi non accettano il suo modo di fare e dopo la prima parte di stagione lo rispediscono in patria. Seconda esperienza al Boca. Durante gli ottavi di finale della Copa Libertadores si mette a fumare davanti ai suoi compagni di squadra ed ha una discussione con loro. Inevitabile la rescissione del contratto. Aspetta per tutta l’estate un nuovo contratto e il primo settembre del 2016 decide di appendere le scarpe al chiodo e dedicarsi alla musica creando la band “Barrio Viejo” dove Osvaldo è la voce del gruppo.

 

Per diversi mesi non abbiamo più sentito parlare di Osvaldo, tranne qualche giorno fa che in un tweet risponde alla polemica Var: “Io al Var, preferisco il bar! Ridateci il calcio, grossi figli di p******.” Sempre con il suo modo di fare che a molti da fastidio, ma per altri resta il ragazzo pazzo di Lanus, che se avesse avuto un’altra testa chissà con quei piedi dove poteva arrivare.

 

 

 

Gabriele Di Pietro, editore classe 1993 per LivinplayNews. Entra a far parte di Livinplay come esperto di Fantacalcio, ed ogni settimana dedica una rubrica al gioco che appassiona ogni settimana tantissimi fantallenatori. Appassionato di sport, in particolare Calcio, Tennis e Motori.

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