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Il calcio nel destino: Cristiano Ronaldo

Il calcio nel destino: Cristiano Ronaldo

Sognare, divertirsi, gioire ma anche soffrire; non c’è nulla al mondo che possa provocare così tante emozioni come il calcio. Da sempre è una fonte inesauribile di grandi storie ed oggi ne racconteremo una che è già diventata leggenda. Torniamo indietro di qualche anno, precisamente 33 anni fa, e spostiamoci a Madeira, piccolo arcipelago di isole appartenenti al Portogallo. Un luogo lontanissimo, in pieno Oceano Atlantico e più vicino al continente Africano rispetto a quello europeo. Eppure è qui che inizia la nostra storia destinata a cambiare il calcio contemporaneo.

“LO CHIAMEREMO CRISTIANO”

Si, stiamo parlando proprio di lui. Forte, vincente e ricco: un simbolo attuale del calcio. Tuttavia ne è passata  di acqua sotto i ponti prima del successo globale. A partire dall’infanzia e dalle umili origini della sua famiglia, papà Josè era un giardiniere mentre mamma Maria Dolores una cuoca. I due coniugi hanno già tre figli e quella quarta gravidanza inattesa è un “peso” che non possono permettersi. Nonostante i tanti tentativi di aborto, quel bambino viene alla luce e mamma Dolores non sa di essere entrata già nella storia. Il suo nome è Cristiano, per la fede religiosa, e Ronaldo, in onore del presidente degli Stati Uniti, Ronald Reagan. Fin da piccolo la sua passione per il calcio è qualcosa di indescrivibile; Cristiano vive le sue giornate sempre con il pallone, instaurando un rapporto quasi morboso con questo oggetto sferico.

“L’ARRIVO IN EUROPA”: LO SPORTING LISBONA

Inizia a giocare a Madeira all’età di 7 anni e ci vuole davvero poco prima che si cominci a parlare di lui. All’età di 12 anni, infatti, viene acquistato dallo Sporting Lisbona. La madre Dolores ricorda sempre il giorno della partenza del figlio, il volo verso il continente che sembra così lontano da Madeira, nonostante l’arcipelago sia europeo. Per l’occasione Cristiano ha ricevuto dalla madre e dalle sorelle dei vestiti nuovi per presentarsi al meglio nella capitale. Nella stagione 2002-2003 fa il suo esordio tra i professionisti. Ad Agosto, infatti, all’età di 17 anni entra nel match contro l’Inter, valevole per il turno preliminare di Champions League. Ancora una volta il destino, il portoghese diventerà un simbolo di questa competizione. A fine partita il giovane Cristiano scambierà la maglia con il nostro Gigi Di Biagio. La sua prima stagione fra i professionisti si conclude con 25 presenze ed una Supercoppa Portoghese.

FERGUSON CHIAMA, CRISTIANO RISPONDE

Le più importanti big d’Europa vogliono assicurarselo: il Real Madrid in Spagna e la Juventus in Italia. Tuttavia il suo grande sogno porta oltre la Manica ed è lì che Cristiano decide di trasferirsi appena maggiorenne. Si vola a Manchester, sponda United ed, ad accoglierlo, c’è un allenatore leggendario, che diventerà un secondo padre. Sir Alex Ferguson, senza ombra di dubbio, sarà il suo mentore che farà crescere tantissimo il talento portoghese. Fra le fila dei “Diavoli Rossi”, nasce CR7. Oggi tutti lo conosciamo così, i bambini crescono con le sue giocate ed è diventato un brand a livello internazionale. Cristiano sceglie un numero pesante e dimostra di meritare quella maglia che ha fatto la storia del club: Best, Beckham, Cantonà. Dal 2003 al 2009, diventa trascinatore della sua squadra a suon di goal, conquistando tre campionati inglesi, una FA Cup, due coppe di lega inglese, due supercoppe inglesi, la sua prima Champions League contro il Chelsea ed un mondiale per club. A livello personale, poi, conquista il suo primo pallone d’oro oltre ad altri riconoscimenti, come la scarpa d’oro.

IL FASCINO DELLA “CAMISETA BLANCA”

Nel Giugno del 2009, Cristiano ed il suo super procuratore Jorge Mendes decidono che è il momento di lasciare Manchester. Una scelta dolorosa ma anche necessaria: Cristiano è un vincente ma soprattutto super competitivo. La sua dedizione al lavoro quotidiano lo porta a voler raggiungere sempre i suoi obiettivi. In particolare, dopo il trionfo a Mosca, Cristiano affronta un’altra finale di Champions, all’Olimpico di Roma. Perderà quella partita, di fronte al fortissimo Barcellona guidato da Leo Messi. Quella partita non la dimenticherà mai ed è la scintilla che lo porta ad accettare la corte di Florentino Perez e del Real Madrid. Ancora una volta il fascino del calcio ci regala questo eterno duello di cui siamo testimoni. Due fra i più forti calciatori della storia di questo sport, si ritrovano avversari non solo in Europa ma anche nello stesso campionato.

TITOLI, CHAMPIONS E PALLONI D’ORO

Servirebbero infinite pagine per descrivere la parentesi madrilena dal 2009 fino ad oggi. Cristiano viene acquistato per la cifra record di 94 milioni di euro, che sembrano spiccioli di fronte al trasferimento estivo di Neymar. In Spagna conquista due scudetti, due coppe del Rey e due supercoppe, tuttavia è in Europa che dà il meglio di sè. Con la casacca del Real Madrid Cristiano conduce i suoi compagni alla conquista di ben 3 Champions League, seguite da 3 mondiali per Club.

LA SVOLTA TATTICA

Soprattutto a Madrid cambia il suo modo di giocare; con Ferguson è un’ala forte e veloce, che ama rientrare sul suo piede preferito. A Madrid diventa la punta di diamante, in particolare l’incontro con un altro allenatore sarà decisivo. Infatti Carletto Ancelotti lo trasformerà nell’attaccante devastante che oggi conosciamo, intuendo le potenzialità del portoghese in una posizione centrale di campo. Il suo strapotere fisico, la sua velocità e potenza unita alla sua intelligenza calcistica lo hanno reso il prototipo del nuovo attaccante moderno. Nel corso degli anni, cambiano i compagni d’attacco ma lui rimane sempre il punto di riferimento. Insieme ad Ancelotti, Cristiano entra ancora una volta nella leggenda conquistando la “decima” Champions League del Real Madrid. Una coppa che sembrava stregata, alla quale si sono aggiunte anche le ultime due edizioni. Nessuna squadra ci era mai riuscita dall’ istituzione della moderna Coppa dei Campioni.

 

IL CONFRONTO CON MESSI

Dopo una lunga egemonia del talento argentino, Cristiano ha raggiunto quota 5 palloni d’oro. Vincendo in maniera consecutiva le ultime edizioni, il portoghese continua questa lotta serrata con Messi fra titoli di club, nazionale e record personali. In particolare ogni stagione è un duello continuo a suon di goal. Come dichiarato da Ancelotti, Cristiano è un maniaco dell’allenamento e della cura del suo corpo.Il suo essere atleta professionista e la sua voglia di vincere lo porta ad essere competitivo ancora all’età di 33 anni, soprattutto nel confronto con il rivale di sempre che ha qualche anno in meno.

 

L’AMORE PER LA NAZIONALE

Non ci sono stati solo il Manchester ed il Real Madrid nella storia di Cristiano. Il suo legame con la nazionale è sempre stato strettissimo, fin dal 2001 quando esordì con l’under 15. Oggi è, infatti, il primo calciatore portoghese per numero di presenze e goal. Ha partecipato a tre edizioni mondiali ed a quattro europei. Ancora una volta è entrato nella storia nel 2016, conquistando quell’edizione in finale contro la Francia padrona di casa. Un altro grande obiettivo portato a termine: la conquista di un titolo a livello di nazionale maggiore.

UNO SGUARDO AL FUTURO?

In questa stagione Cristiano sta attraversando un momento difficile come tutto il Real Madrid. Mancano i suoi goal, non è in lotta per campionato ed il suo allenatore Zidane rischia l’esonero. Il portoghese è chiamato, ancora una volta, ad essere decisivo in Champions per salvare la stagione. L’avversario degli ottavi di finale si chiama PSG. Troppe volte si è dato per finito il Real Madrid e lo stesso Ronaldo, soprattutto in questo ultimo periodo con la grana rinnovo contratto che incombe. Adesso siamo pronti ad essere smentiti ancora una volta, aspettando i prossimi capitoli di una storia che ancora ha tanto da raccontare. Cosa succederà nei prossimi anni? Qualche indizio è lui stesso a rivelarlo in questa intervista.

BUON COMPLEANNO CAMPIONE!

Ernesto Francia, editore classe 1991 per LivinplayNews. Laureato in Scienze storiche presso l'Alma Mater Studiorum di Bologna, collabora come giornalista per quotidiani ed editore per blog sportivi. Grande amante di calcio e basket, segue lo sport a 360 gradi unendo passione e lavoro.

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