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Cassano sì, Cassano no

Cassano sì, Cassano no

Dalla Puglia con furore

Bari, 1999/00

Antonio Cassano, che storia. Un uomo tutto d’un pezzo, una carriera tutta incandescente, un po’ come lui. Peter Pan, Il Pibe di Bari Vecchia, Fantantonio. Questi sono i suoi più comuni soprannomi, rigorosamente assegnatogli in ordine cronologico.

Dai quartieri meno belli del capoluogo pugliese all’entrambe sponde milanesi. Da Roma a Genova passando per Madrid, fino a Parma. Una mina vagante in giro per l’Italia e per l’Europa. Ma sempre con una costante: le cassanate. Già, Cassano è un personaggio unico e noto a tutti tanto per il suo talento quanto per i suoi modi di fare intemperanti. Antonio è il più evidente dei casi cosiddetti di genio e sregolatezza.

(In)discutibilità d’un genio

Cassanata, marchio di fabbrica

Avremmo tante domande da fargli. Sarà soddisfatto Cassano della sua carriera? Avrebbe potuto e dovuto fare di più e come? È pentito delle sue gesta smoderate?
È probabile che neanche lui abbia risposte a queste domande, viste le sue ultime uscite. Sì, perché Cassano, per l’ennesima volta, è tornato a far parlare di sé.

Verona 2017 e Chiavari 2018. Le (ultime?) due tappe nell’altalenante carriera di Antonio. Le classiche tappe da toccata e fuga. “Torno a giocare, farò la differenza!”, sia in Veneto che in Liguria si presentò così, per poi, dopo poche ore (!!!) dopo tornare sui suoi passi e rimangiarsi tutto.

Una riflessione su Cassano accomuna gran parte degli appassionati italiani di calcio: cosa sarebbe potuto essere Fantantonio se solo avesse avuto un po’ di più la testa sulle spalle? A sentimento e con quel pizzico d’amaro in bocca, ognuno di noi è pronto ad affermare che Cassano sarebbe potuto essere quel leader tecnico-tattico ricco di genio e imprevedibilità che all’Italia è mancato dal 2006; poteva essere il faro di una Nazionale e, perché no, magari un esempio per le generazioni future.

Purtroppo però così non è stato, e che rammarico! Cassano è questo. È quel personaggio divertente, con la risposta sempre pronta, col talento cristallino da fare invidia a tutti, ma con un carattere che lo ha penalizzato in tutta la sua, seppur livellata, lunga carriera.

Delusioni e sorrisi. Sono queste le emozioni che Antonio Cassano, in vent’anni di calcio, ci ha trasmesso. Adesso però è finita davvero. Oppure no…

Bari, Roma, Real Madrid, Sampdoria, Milan, Inter, Parma, Verona

Mirko Burrascano è il Direttore di Livinplay News. Siciliano del 1992, ha conseguito il Football Master all'Università del Calcio di Roma ed è un tecnico abilitato Uefa B. Vive lo sport, vive di sport, scrive di sport. I suoi hobby? La cucina siciliana e la geografia.

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