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Riquelme

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L’idolo della Bombonera: Juan Romàn Riquelme

L’idolo della Bombonera: Juan Romàn Riquelme

Chi indossa il 10 sulle spalle, di riflesso, viene etichettato come l’asso della squadra, il fantasista, genio e follia. Se lo indossi per la selecciòn argentina vale ancora di più. Ma se a indossare quella prestigiosissima maglia albiceleste è Juan Romàn Riquelme il discorso cambia. Ecco, Riquelme è il protagonista di questa storia. E’ il protagonista del racconto de “El ultimo diez”.

1978: l’anno del destino

Questa storia comincia esattamente 39 anni fa. Siamo a Buenos Aires nel 1978, l’Argentina ospita per la prima volta nella sua storia i Mondiali di calcio. Più precisamente siamo al Estadio Monumental ed è il 25 giugno. La nazionale di calcio padrona di casa si gode il suo meraviglioso “Diez” Mario Kempes e vince il suo primo storico mondiale, grazie ai suoi decisivi gol. Tuttavia, appena 24 ore prima del fischio d’inizio della finale, arbitrata dall’italiano Gonella, a meno di 30 km di distanza, a San Fernando, nasceva Juan Romàn Riquleme, appunto, il nostro protagonista. E come fosse una scrittura del destino, nasce lui e il suo paese vince per la prima volta i Mondiali.

Infanzia e ruolo

Riquelme, 1995

Riquelme, 1995

Riquelme sin da piccolo mostra amore verso il pallone, apprezzando il gioco del calcio e impara con notevole scioltezza fondamenta e non solo. Seguito molto dal padre in tutta la sua carriera, è proprio la figura paterna che lo esorta a fare un provino con l’Argentinos Juniors, dopo essere stato notato dagli osservatori nel club. Manco a dirlo, nel 1991, supera a pieni voti il provino. Nonostante la tenera età, sono chiare le sue intenzioni e il suo ruolo. Il padre lo sa bene ed è sempre lui a consigliare all’allora tecnico dell’Argentinos Juniors a schierare il giovane Romàn dietro le punte. Da lì in poi, il ruolo del trequartista sarà suo per sempre. Il ruolo del 10.

 

La scelta tra i top

Presentazione di Riquelme al Boca, 1996

Presentazione di Riquelme al Boca, 1996

Nel 1995, dopo tre anni più che convincenti, è il minorenne più desiderato d’Argentina. A volerlo, su tutte, vi sono le due più grandi del paese: Boca Juniors e River Plate. La rivalità tra le due società è più che nota, tuttavia la scelta per il giovanissimo Romàn non fu affatto difficile: in famiglia c’era una e una sola fede, quella “azul y oro”. Sia per la madre che per il padre l’unica bandiera presente in casa era quella del Boca, addirittura si dice che il padre “costrinse” il figlio a questa scelta minacciandolo di non presenziare alle sue partite qualora avesse scelto il River Plate. La risposta dunque per Riquleme non fu mai dubbiosa: “Vado a giocare alla Bombonera“. Per la felicità dell’intera famiglia, e in seguito anche per la sua, Riquelme diventa ufficialmente un nuovo giocatore del Boca Juniors per la notevole cifra di $ 800.000.

 

Esordi e apprezzamenti

Soprannominato El Mudo per il suo carattere molto introverso e taciturno, Riquelme divenne da subito il beniamino del pubblico della Bombonera. Il 10 sulle spalle non gli pesava, anzi lo stimolava sempre più. Seppur appena maggiorenne, i paragoni con Maradona, idolo indiscusso della Doce, non si contavano. Ogni tifoso de La Boca era certo di vedere il nuovo astro argentino, “El Ultimo Diez”. Alla corte di Carlos Bilardo, tecnico del Boca Juniors, Romàn offre prestazioni, gol e assist da vero campione. Segna il suo primo gol dopo appena tre giorni dal suo esordio. Il pubblico è pazzo di Riqulme: tutti cantano e invocano il suo nome.

 

I successi in maglia blu-oro

La sua prima stagione si conclude con 22 presenze, 4 gol e 6 assist. Nell’arco di 6 anni regala immense gioie ai propri tifosi, tanto del Boca quanto della Selecciòn. In maglia albiceleste vince il Campionato sudamericano under-20 e il Mondiale under-20, entrambi nel 2017. All’alba del nuovo millennio giunge alla notorietà del calcio mondiale vincendo la Coppa Libertadores e il 28 novembre del 2000 è assoluto protagonista della vittoria della Coppa Intercontinentale contro il Real Madrid, vincitore della Champions League. Pur non trovando la via del gol, è lui a prendere la sua squadra per mano e a trascinarla al successo. Da vedere e rivedere il suo sublime assist per il gol del 2-0 di Martin Palermo.

 

Sbarco in Europa

Presentazione Riquelme e Van Gall, 2002.

Presentazione Riquelme e Van Gall, 2002.

L’8 luglio 2002, dopo 44 gol e 81 assist in 194 partite con la maglia del Boca Juniors, approda ufficialmente in Europa. Ed è il Barcelona ad assicurarsi le prestazioni di El Mudo in cambio di € 11,5 milioni. Tuttavia l’esperienza in blaugrana non fu delle migliori e durò una sola stagione. Le incomprensioni col tecnico Van Gall erano palesi e note a tutti. Il tecnico olandese non considerava Riquelme un acquisto utile alla causa del Barça, piuttosto preferiva definirlo “acquisto politico”. L’amore tra i due non sbocciò mai, Van Gall lo inseriva quasi sempre a gara in corso e come esterno sinistro di centrocampo, ruolo non proprio adatto alle sue caratteristiche. Limitato, quindi, dalle scelte tecniche e dai rapporti non idilliaci che si sono venuti a creare in Catalgona, decide di salutare il Camp Nou, con appena 6 gol in 42 presenze.

Yellow Submarine

Esultanza di Riquelme al Villareal

Esultanza di Riquelme al Villareal

Il 28 agosto 2003, deluso dall’esperienza di Barcellona, Riquelme approda al Villareal in prestito. Anche qui il primo anno non è facile per Romàn. L’ambientamento dal Sud America all’Europa è stato una delle partite più difficili per lui. Ma nella stagione 2004/05 riesce a trovare la sua consacrazione anche a livello europeo. Seppur non col 10 sulle spalle, bensì con l’8, El Mudo è il vero ed unico leader del sottomarino giallo. Trascinatore sia nel campionato spagnolo che in Europa. Dopo aver fatto innamorare il pubblico del Villareal, la società esercita il diritto di riscatto fissato a 7 milioni più 4 di bonus nei confronti del Barcellona. Quattro stagioni da incorniciare per Riquelme, fino al rigore fallito il 25 aprile 2006 in semifinale di Champions League contro l’Arsenal a due minuti dalla fine. La fine di un sogno. Da quel momento, le tensioni con l’allenatore, Manuel Pellegrini, furono sempre più frequenti. Romàn finì fuori rosa per la stagione seguente ed è costretto a chiedere la cessione.

 

Ritorno in patria

Nella sessione invernale di mercato del 2007, torna in prestito al Boca. Il calore della gente che lo ama e che continua ad amarlo è davvero smisurato. El Mudo ripaga questo affetto continuando da dove aveva lasciato. Continua a guidare da leader silenzioso a suon di gol e di assist deliziosi. Il risultato? Ennesima vittoria della Coppa Libertadores, dove Riqueleme, tra andata e ritorno, segna tre gol nella finale contro il Gremio. Il Boca Juniors però non riesce a trovare l’accordo con il Villareal per il riscatto del prestito. Così Romàn è costretto a tornare una seconda volta in Spagna. I malumori con Pellegrini, hanno fatto sì che nel gennaio 2008 il Boca potesse aggiudicarsi a titolo definitivo El Ultimo Diez per la gioia dei tifosi argentini.

Ultimi anni

Negli ultimi anni di carriera, Riquelme riuscì a continuare nell’emozionare i cuori dei suoi tifosi, tuttavia il club non trovò grandi risultati di collettivo, soprattutto nel primo periodo. Tra alti e bassi del Boca, riesce a vincere un Torneo d’Apertura argentino nel 2011. All’indomani della finale di Coppa Libertadores persa contro il Corinthians, El Mudo lascia il Boca pensando al ritiro, ma dopo appena pochi mesi torna per giocarvi le ultime partite nella stagione 2013/14. Il suo ultimo gol è un gioiello, nella partita più importante, nel Superclasico contro il River Plate:

Il tramonto e l’addio

Riquelme in maglia albiceleste

Riquelme in maglia albiceleste

Nella stagione 2014/15 decide di lasciare il calcio da dove tutto ebbe inizio: nell’Argentinos Juniors. Il club militava nella serie cadetta e al suo primo (ed ultimo) anno, Riquelme lo guida alla promozione in Primera Division. Adesso l’addio è definitivo. Romàn afferma che non potrebbe mai giocare alla Bombonera da avversario del Boca, decide così di appendere ufficialmente gli scarpini al chiodo. Si chiude così, dunque, la carriera di El Ultimo Diez. Uno dei giocatori più apprezzati di sempre in Argentina. Sicuramente il 10 più apprezzato nel dopo-Maradona. Il suo marchio nel futbol argentino resterà per sempre. Nel cuore dei tifosi degli Xeneizes resterà per sempre l’immagine encomiabile di El Mudo, di El Ultimo Diez, il leader talentuoso e silenzioso. E nel cuore di tutti i tifosi argentini ci sarà sempre un posto per Juan Romàn Riquelme: quattro volte miglior giocatore argentino dell’anno (2000, 2001, 2008, 2011) e una volta miglior giocatore sudamericano dell’anno (2001). Grazie a El Mudo per aver segnato un’epoca nel suo diverso modo di fare, con le sue gesta da fuoriclasse, dentro e fuori dal campo, e grazie per averci fatto sentire i tuoi rimbombi con quei modi unici e taciturni.

Mirko Burrascano è il Direttore di Livinplay News. Siciliano del 1992, ha conseguito il Football Master all'Università del Calcio di Roma ed è un tecnico abilitato Uefa B. Vive lo sport, vive di sport, scrive di sport. I suoi hobby? La cucina siciliana e la geografia.

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