Seguici su

Attualità

Il Napoli non vincerà lo scudetto!

Il Napoli non vincerà lo scudetto!

Il Napoli, neanche quest’anno, vincerà lo scudetto. E il motivo è presto che spiegato: una squadra troppo bella per vincere lo scudetto. E un campionato fatto di 38 partite, oltre che col bel gioco, viene vinto con altre caratteristiche. Concretezza e cinismo. Vincere partite senza giocare al massimo. Compattezza ed adattabilità. E anche un po’ di culo. Che non guasta mai. (ops, ho detto culo).

Il Sarrismo

Sarri

Sarri

Il Napoli è una squadra divertente, bella da vedere. Costruita su concetti chiari ed espliciti. La ricerca del gioco fatto di inserimenti, triangoli offensivi, equilibrio e pressing. Una squadra che, però per vincere, ha bisogno di essere perfetta. Quella perfezione che su 38 partite non puoi mantenere. Puoi ricercarla ma, fisiologicamente, diventi incostante. Anche se per pochissimi sprazzi della stagione, arriva un momento in cui, per vincere, non puoi pensare di essere solo perfetto. Devi trovare un altro modo. Un’altra chiave. Un’altra interpretazione di determinate gare. Ed in questo “il Sarrismo” dimostra qualche punto debole. Nella sua perfezione.

Juve formato campionato

Il Napoli non può vincere lo scudetto. Milan, Inter e Roma lo hanno già vinto ad agosto. E la Lazio ha contro tutto il sistema. Chi vincerà dunque? Fammici pensare…..ok si: lo vince la Juventus. Parliamoci chiaro. La squadra di Allegri è, nettamente, la squadra più forte della Serie A. Per tanti motivi. Nello sport l’oggettività non può essere messa da parte.

Chi merita, dal 2006 in poi, nel 99% dei casi vince.

E la Juventus vince non perché gioca sempre un bel calcio, ma perché vince anche quando non gioca al massimo. O, meglio, sembra non giocare al massimo. Prendiamo, ad esempio, qualche partita. Juventus-Roma e Napoli-Juventus. Entrambe vinte 1-0 dai bianconeri. In queste due gare la Juventus non ha giocato il calcio più bello della sua stagione. (Anche se bisognerebbe fare una breve riflessione sul concetto di bellezza nel calcio). Ma ha vinto.

Ha vinto, e non ha avuto bisogno di giocare un bel calcio. Ha vinto perché ha giocato il calcio di cui aveva bisogno per portare a casa i tre punti. Poi, come è normale, ci vuole anche un po’ di fortuna nel vincere all’ultimo secondo contro la Lazio. E nel trovare uno Schick non in forma davanti al portiere al 90′. Ma ci vuole anche intelligenza e capacità di mettersi nelle condizioni di non soffrire l’avversario e trovare il guizzo giusto. L’adattabilità al contesto in ogni partita, da parte della Juventus, è la vera arma vincente dei bianconeri guidati di Allegri. Che dispone della migliore rosa del campionato, ma ha la capacità di mantenere un’identità ben precisa anche nel cambiare atteggiamento, e giocatori, di volta in volta.

Imperfezioni

Dybala(Mask) vs Lazio

Dybala(Mask) vs Lazio

Al contrario del Napoli di Sarri. Prendiamo anche qui alcune partite per spiegare il concetto. Le due sfide con l’Inter, la stessa Napoli-Juventus e la sfida al San Paolo contro la Roma. O anche l’ultimo Sassuolo-Napoli. In tutte le sfide, gli azzurri non sono stati capaci di portare a casa il bottino pieno. Solo 2 punti contro i nerazzurri, sconfitta con la Roma e pareggio al Mapei Stadium. Non giocando male, anzi, ma neanche al 100% delle loro capacità. Per via di avversari bravi a metterli in difficoltà e chiudere gli spazi di cui il Napoli ha bisogno per giocare il suo miglior calcio. Necessario per vincere. Partite interpretate secondo i concetti chiari del proprio allenatore. Gare in cui sono state sprecate le tante occasioni create. Un pò di sfortuna. Ma poco cinismo nei momenti chiave. Prendi un Insigne che spreca l’occasione davanti ad Handanovic a San Siro. E un Dybala che si inventa un goal all’ultimo secondo all’Olimpico. Pensaci un secondo e saprai chi vincerà lo scudetto.

Ovviamente nessuna presunzione di verità assoluta. Semplicemente un’analisi. Perchè per vincere un campionato non devi essere perfetto e spettacolare per 90′, creando più occasioni dell’avversario. A volte ne basta una per portare a casa i tre punti. Serve semplicemente concretizzare quella giusta al momento più opportuno. Poi se l’avversario fa il goal della vita in rovesciata. Beh, bravo lui!

 

Marco Pino, editore classe 1993 per LivinplayNews. Studente all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano in Management per l’Impresa, ha approfondito le sue conoscenze in materia sportiva con Sports Management. È da sempre appassionato di sport, in particolare alla gestione delle società calcistiche e ai loro business.

Altro in Attualità