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Intrecci Mondiali: Gruppi C-D

Intrecci Mondiali: Gruppi C-D

Secondo appuntamento con lo speciale “Intrecci Mondiali”: un viaggio storico-sportivo dove verranno trattati due gironi per volta. Dopo aver parlato dei primi due gruppi, oggi si parla dei gruppi C e D. Due le corazzate dei questi due raggruppamenti: Argentina e Francia. Due squadre con ambizioni di successo finale. Entrambe le squadre per legittimare qualcosa: Messi sul tetto del mondo e i giovani francesi sul palcoscenico mondiale.

Girone C

Francia

“Allons enfants de la Patrie, le jour de gloire est arrivé!”. Mai inno nazionale fu più azzeccato. Enfants, ragazzini terribili, galletti impazziti. Questa Francia, sulla carta, fa paura. I giorni di gloria sono arrivati. Il momento, adesso, è vostro. Con il terribile trio d’attacco.  Mbappè, Griezmann, Dembelè. Due dei cinque giocatori più pagati della storia del calcio, e un biondino indemoniato che quando il gioco si fa duro diventa sempre decisivo. Il terzo di quella lista di cinque gioca a centrocampo. E questo deve essere il Mondiale della sua consacrazione. Dopo due annate a Manchester, sponda rossa, un po’ opache. Paul Labile Pogba deve dimostrare chi è. In Russia, davanti a tutto il mondo. Questi ragazzi hanno già vissuto la delusione più grande. Tra le mure amiche, allo Stade de France. Loro avevano preso la Bastiglia. Eder, due anni fai,  ai supplementari hapreso l’angolo giusto alle spalle di Lloris. Facendo piangere questi bimbi francesi. Che oggi sono cresciuti. Con la sconfitta sulle spalle e, ormai, alle spalle. E con la volontà di stupire il domani, cominciando già da oggi.

Perù, Danimarca e Australia

Gruppo C

Gruppo C

Perù-Danimarca, presumibilmente, si giocheranno il secondo posto dietro la Francia. Nessun intreccio tra le due squadre. Emisferi diversi e lotta per il secondo posto. Guerrero, il simbolo peruviano, ha qualcosa in comune con i danesi. Ripescato all’ultimo, come i figli della Sirenetta di Eriksen nel 1992. La Danimarca alla fine vinse, sorprendentemente, quell’Europeo. Sicuramente Guerrero non ci riuscirà, ma essere presente in Russia rappresenta per lui già una vittoria. Una vittoria dovuta. In un sogno prima spezzato e poi realizzato.
Per ultima l’Australia, che forse ultima arriverà. Ma i kangaroo sono sempre lì. Presenti e puntuali a giocarsi il loro Mondiale. Senza grosse aspettative ma con la voglia di sorprendere. Sempre e comunque con Tim Cahill a sostenere l’attacco. Con il suo genio immortale anche a 38 anni. Chissà se tra quattro anni ci sarà ancora.

Girone D

Argentina

L’Argentina di Messi è, probabilmente, all’ultima chiamata possibile. Nel 2022 la Pulce avrà 35 anni. Certamente non sarà bollito, sarà ancora tra i più forti al mondo. Ma il momento è adesso. Il momento è ora. Come lo era nel 2014 in Brasile. Sfuggito, anche, per colpa di un infortunio di Angel Di Maria e della concretezza tedesca. Leo può farcela, Leo deve farcela. In un mondiale in cui le avversarie più forti saranno quelle che da sempre incrociano il suo destino. Brasile, Spagna, Germania e Cristiano Ronaldo.
Destino e avversari da combattere e sconfiggere. Messi da parte, ora o mai più. Dalla sua una squadra con tanto talento ma un pò di confusione. Ma i campioni, in questo tipo di competizioni, ti portano alla vittoria. Lì davanti, probabilmente, sarà ancora coppia con Higuain. Forse il migliore per giocare con il 10 albiceleste. Ma non si sa se quello giusto per aiutarlo ad alzare la coppa. Vedi le tante finali del Pipita e quell’occasione a tu per tu con Neuer che ancora non fa dormire gli argentini. Intrecci in un girone che, sorprendentemente, potrebbe essere il più incerto ed equilibrato dell’intera fase a gruppi. Girone in cui l’Argentina arriverà quasi sicuramente prima, ma non sorprenderebbe qualche scivolone clamoroso. L’obiettivo, però, è solo uno. Alzare la coppa del mondo.
Segnatevi in agenda questa data: 07 luglio 2018, ore 21:00. Quarti di finale. Se tutto andrà come deve avremo una grande sfida. Messi contro la Spagna, che lo ha fatto diventare grande, o contro Cristiano Ronaldo, che lo ha portato al livello massimo.
In una finale che potrebbe mettergli di fronte il Brasile. Dopo la finale mancata del 2014, proprio in terra verdeoro. E a quel punto, il motivetto più famoso di quell’estate potrebbe ritornare. A Messi lo vas a ver, la Copa nos va a traer, Maradona es más grande que Pelé

Croazia, Nigeria e Islanda

Gruppo D

Gruppo D

Sulla carta tutti vedono favorita la Croazia. Sottovalutando Nigeria e Islanda. Partiamo da un punto: probabilmente questa Croazia è la più forte rappresentante dell’ex Jugoslavia dal 1992 ad oggi. Questa Croazia è la più forte di sempre. Ma sono slavi, e sappiamo che, in termini di aspettative, non ci si può fidare. O le stelle o le stalle. Soprattutto in un girone che, come detto, si preannuncia come uno dei più equilibrati. Senza escludere l’Argentina. Che ha già perso contro la Nigeria. All’Olimpiade di Atlanta ’96 Jay Jay OkochaKanu e Taribo West vinsero contro Crespo, Zanetti e Ortega. Riuscendo a lasciare al terzo posto anche il Brasile di Ronaldo. E quindi occhio ai nigeriani. E anche ai geyser islandesi. Non hanno nulla da perdere. Hanno già vinto e possono dare fastidio. Con la loro organizzazione in campo e con il loro urlo sugli spalti.

Marco Pino, editore classe 1993 per LivinplayNews. Studente all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano in Management per l’Impresa, ha approfondito le sue conoscenze in materia sportiva con Sports Management. È da sempre appassionato di sport, in particolare alla gestione delle società calcistiche e ai loro business.

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