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La disfatta italiana in Europa

La disfatta italiana in Europa

Era stata definita la stagione del rilancio europeo delle italiane. Le premesse e le prime uscite avevano confermato questo, grazie alle grandi prestazioni in Champions ed Europa League. Un cambiamento importante, una svolta che avrebbe rilanciato le nostre squadre nel ruolo di protagoniste. Purtroppo è sfumato tutto ed il resoconto finale, al termine dei gironi, è impietoso. Al ritorno delle quattro squadre in Champions riusciamo a qualificarne solo due agli ottavi. Le due retrocesse in Europa League rimpolpano la presenza italiana che perde anche una protagonista già nella fase a gironi, dopo l’eliminazione dell’Atalanta nei playoff estivi. Forse è tempo di ridimensionare le nostre ambizioni europee.

JUVENTUS CON IL MINIMO SFORZO

I bianconeri, per voce della società, puntano chiaramente alla vittoria finale. L’acquisto di CR7 poi ne è la conferma lampante. La squadra di Allegri costruisce la qualificazione nelle prime uscite vincendo e convincendo, mostrando una concentrazione maggiore rispetto alle partite in campionato. Spiccano sicuramente la solidità difensiva ed un gioco votato all’attacco, mentre in alcuni frangenti manca il cinismo in avanti. Il primo posto era obbligatorio ed arriva senza un estremo e determinante supporto di Ronaldo, che chiude solo con un goal ed una espulsione ingiusta. Tuttavia bisogna stare attenti al campanello d’allarme suonato per le due sconfitte: contro il Manchester United in casa per un calo di tensione pericoloso nel finale di gara e contro lo Young Boys per una partita svogliata e con poco ritmo. Principale protagonista sicuramente Dybala con cinque reti.

LA CAPITALE RIMANE CITTA’ ETERNA

Roma e Lazio sono agli ottavi di finale, entrambe con il secondo posto nei gironi. Tuttavia sono due situazioni complesse da analizzare, con molte sfaccettature che vanno anche lontano dal terreno di gioco. I giallorossi, che avevano stupito nella stagione passata con la semifinale, tornano bruscamente sulla terra. Brutte sconfitte in Europa che fanno alla pari con quelle in campionato. Di Francesco non è più considerato un predestinato ma rischia la panchina, anche se è necessario sottolineare lo stravolgimento della rosa specialmente a centrocampo. Urge un cambio di rotta immediato. Sul fronte biancoceleste, la squadra di Inzaghi non è più una sorpresa. Ottiene il pass per i sedicesimi con 9 punti, non riuscendo ad arginare lo strapotere dell’Eintracht Francoforte che chiude con uno spettacolare 6 su 6 in termini di vittorie. Non ci sono mezze misure per Immobile e compagni, o vittorie o sconfitte.

MILANO PROFONDO ROSSO

Forse è il caso di ricominciare a lavorare in maniera seria e con pochi proclami. Entrambe le società si sono distinte negli ultimi mesi più per le dichiarazioni che per le prestazioni in campo. L’Inter spreca due match point fondamentali: prima esce sconfitta contro il Tottenham, poi non riesce nemmeno a superare il Psv già eliminato. E’ una disfatta della quale si fa carico Spalletti, accusato di non saper gestire le partite cruciali. All’indomani dell’eliminazione, è stato annunciato l’arrivo di Marotta, sarà lui l’uomo della svolta come fece con la Juventus? Se i nerazzurri avranno l’obbligo di essere protagonisti in Europa League, non si potrà dire lo stesso dei cugini rossoneri. Dopo sentenze, audizioni e ricorsi il Milan era riuscito a riottenere l’Europa. La squadra di Gattuso, tuttavia, si scioglie come neve al sole ed a poco servono le proteste contro gli arbitri. Il Milan è fuori anche dai gironi di Europa League ed adesso è fondamentale inserirsi nella lotta Champions in campionato.

NAPOLI: SOLE, MARE E GIRONE SFORTUNATO

Ormai possiamo inserirlo fra le caratteristiche principali della città campana. Dopo il mare, il sole e la pizza, c’è sicuramente il girone di ferro in Champions League. Ancora una volta, come negli anni passati, gli azzurri si trovano ad affrontare delle sfide che hanno il sapore di semifinali di Champions. Liverpool e Psg sono avversarie da prima fascia ma, mai come quest’anno, a Napoli si respirava un’aria nuova. Una ventata di ottimismo che risponde al nome di Carletto Ancelotti. L’esperto della coppa dalle grandi orecchie, tuttavia, non riesce nel miracolo dopo la sconfitta decisiva ad Anfield ed anche i napoletani dovranno accontentarsi dell’Europa League, sempre poco considerata. Vincere questo trofeo sarebbe importante per il club e per l’intero paese, il Napoli ha l’obbligo di provarci. Nel frattempo ancora si maledice lo splendido goal di Di Maria al 94′.

 

Ernesto Francia, editore classe 1991 per LivinplayNews. Laureato in Scienze storiche presso l'Alma Mater Studiorum di Bologna, collabora come giornalista per quotidiani ed editore per blog sportivi. Grande amante di calcio e basket, segue lo sport a 360 gradi unendo passione e lavoro.

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