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Valentino Rossi

Attualità

La ricetta del Dottore: classe, spettacolo e fantasia

La ricetta del Dottore: classe, spettacolo e fantasia

Il motomondiale scalda i motori, la star è sempre Valentino.

Rossi c’è, per fortuna. Presto la voce di Guido Meda tornerà a riecheggiare nelle nostre case e a farci saltare sui divani. Non aspettavamo altro, con buona pace di una carta d’identità che può rimanere ancora chiusa in un cassetto. Il dottore sarà ai nastri di partenza ed attorno ad una stella che brilla di luce propria, tutto apparirà contorno. Lorenzo e Marquez possiedono bravura e talento indiscutibili, hanno vinto e continueranno a farlo ma difficilmente potranno sostituirsi alla portata principale. Questione di emozioni.

LA STORIA

Un giovanissimo Valentino

Un giovanissimo Valentino

Senza Valentino non esiste mondiale. Concetto semplice, lapalissiano: vero fin quando non arriverà qualcuno in grado di smentirlo. Sono le leggi della fisica. Quelle che, sulla Yamaha griffata quarantasei, trovano applicazione a corrente alternata. Perché se il genio parla, o meglio guida, tutto diventa possibile, ogni sorpasso si può realizzare. Sfrontatezza e lucida follia per infilare gli avversari, indurli, volenti o nolenti, ad alzare bandiera bianca. Biaggi, Gibernau, Stoner, Lorenzo: la lista degli sconfitti è lunga, attraversa trasversale le generazioni ed accresce il mito. La grandezza si alimenta di imprese, la carriera si infarcisce di titoli iridati: nove, quasi dieci ma nessuna polemica, anche quella è acqua passata. C’ sempre un’altra stagione e l’amarezza si cura aprendo il gas a manetta. E’ la ricetta del campione, l’unica a cui ha sempre ubbidito da Pesaro a Suzuka, dal ‘79 ad oggi. L’importante è sentire il rombo, provare il brivido e non c’è differenza tra l’Ape a Tavullia e la Ferrari, su cui, sedendosi quasi per scherzo, arrivò a sorprendere sua maestà Schumacher.

LO SPETTACOLO

Rossi, che spettacolo!

Rossi, che spettacolo!

Capelli lunghi, tinti di biondo o rasati a zero. Le mode passano, lo stile resta, marchio inimitabile del trionfo, strumento per consegnarsi all’eternità. Un rodeo a Lacuna Seca, la corrida a Jerez de la Frontera. In ogni angolo del pianeta c’è uno show. Personale, unico. Rossi ha imparato il copione, poi lo ha recitato a memoria: classe cristallina per spodestare gli avversari, fossero anche idoli di casa, simpatia ed irriverenza per mandare in estasi le tribune.

OGGI COME IERI

The Doctor!

The Doctor!

Ecletticità ed eccessi, in un concentrato esplosivo. A Sherwood si è vestito da Robin Hood, in Argentina ha indossato la maglia di Maradona. Paese che vai, usanza che trovi. Il Pibe ringrazia, la gente si esalta e non si stacca dal tubo catodico. Priorità, anche con la pasta al forno nel piatto, specialmente adesso che l’età avanza ed i successi da piacevole abitudine assumono i connotati di gemme rare. Baggio non gioca, Senna non corre. Cremonini aveva quasi ragione, menomale che c’è il dottore a dare un senso alle domeniche.

Giovanni Sofia, classe 1991, laureato in giurisprudenza. Dal 2016 scrive per la testata on line Messinanelpallone.it. Vive, respira e deambula per la città dello Stretto. Appassionato di sport e gastronomia, potete incontrarlo con la stessa facilità dentro uno stadio o seduto a tavola.

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