Seguici su

Attualità

L’addio di Beppe Marotta, l’uomo della rinascita e supremazia juventina

L’addio di Beppe Marotta, l’uomo della rinascita e supremazia juventina

Beppe Marotta non è più l’amministratore delegato della Juventus. Fuori dal CDA bianconero, il dirigente rimarrà, ancora per poco immaginiamo, direttore dell’area sportiva. Un fulmine a ciel sereno, questo annuncio fatto al termine dell’importante vittoria sul Napoli di sabato scorso. Mentre la Juventus continua a macinare vittorie, 9 su 9 partite stagionali, la Juventus si prepara ad un cambiamento societario totale voluto dal presidente Agnelli. Si è lui l’artefice di tutto che, in pieno stile Florentino Perez, rivoluziona la sua Juventus dando spazio ai “giovani”. All’alba della nona stagione insieme, Agnelli e Marotta si separano non in maniera consensuale ma già da qualche tempo il rapporto si era incrinato. Adesso si apre una nuova fase, un nuovo ciclo della storia bianconera.

DALL’ANONIMATO ALLA SUPREMAZIA NAZIONALE ED EUROPEA

Beppe Marotta inizia la sua avventura alla Juventus nel 2010 con un compito ben preciso: riportare in alto la Juventus. Diventa il braccio destro di Andrea Agnelli e, godendo della piena fiducia, riesce in otto anni a rendere la società bianconera una superpotenza in Italia ed Europa. Non a caso riceve, qualche settimana fa, il premio come miglior dirigente europeo. Sotto la sua gestione la Juventus cresce a livello sportivo, economico e societario. Viene ridotto sensibilmente il gap con i top club europei e per ben due volte viene sfiorata la vittoria della Champions. La Juventus dei settimi posti è un lontano ricordo, adesso è una delle squadre più ambite a livello internazionale. L’arrivo estivo di CR7 poi è la ciliegina su un progetto ormai diventato solida realtà.

UNA SEPARAZIONE DOLOROSA

L’annuncio post Juventus – Napoli ha fatto trapelare la tristezza ed il disagio provato dal dirigente bianconero. Da tempo, ormai, le voci si erano fatte insistenti riguardo i rapporti tesi tra Marotta ed Agnelli. Il presidente ha preso una decisione che è apparsa rischiosa ma è anche del tutto naturale nel mondo del calcio. Un famosissimo detto recita “Società, dirigenti e calciatori passano, la maglia resta”, proprio in questo senso Marotta lascia la Juventus e si dice pronto a ripartire con un’altra società. Il suo lavoro e la sua esperienza hanno cresciuto i dirigenti del futuro come Nedved e Paratici, il suo pupillo, che formeranno il nuovo triumvirato con Agnelli. Non ci sono nè colpevoli nè vittime in questa vicenda, tuttavia la comunicazione, i modi e la tempistica potevano essere diversi. Questo annuncio arriva ad inizio di una stagione fondamentale e, probabilmente, sarebbe stato più consono farlo a Maggio. Il pragmatico e prudente Marotta lascia e dà spazio alla nuova politica più ambiziosa ed aggressiva di Agnelli e Paratici. Forse CR7 è stato la goccia che ha fatto traboccare il vaso.

ADESSO QUALE FUTURO?

Dopo 40 anni di carriera, Marotta si è detto pronto a continuare in un altro club ambizioso per la prossima stagione. Esclusa, per il momento, l’ipotesi al governo del calcio italiano, il dirigente ha voglia di rimettersi in gioco e portare tutta la sua esperienza a servizio di un’altra società. I primi nomi sono già usciti fuori: Inter, Napoli, Roma e Milan sono alla finestra. Chissà che non possa essere proprio Marotta a costruire la prossima anti Juventus. Nel frattempo all’ombra della Mole, la Juventus rifila un netto 3 a 0 allo Young Boys e continua il suo inizio di stagione perfetto. Bisognerà aspettare Maggio per tracciare un bilancio ma, in qualunque caso, ci sarà sempre la mano di Beppe Marotta.

Ernesto Francia, editore classe 1991 per LivinplayNews. Laureato in Scienze storiche presso l'Alma Mater Studiorum di Bologna, collabora come giornalista per quotidiani ed editore per blog sportivi. Grande amante di calcio e basket, segue lo sport a 360 gradi unendo passione e lavoro.

Altro in Attualità