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Henry, Martial e Mbappé in maglia francese

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Il mito di Henry e i suoi presunti eredi: Martial e Mbappè

Il mito di Henry e i suoi presunti eredi: Martial e Mbappè

Titì e le sue origini

La storia di Thierry Daniel “Titì” Henry è un po’ nota a tutti, ma pochi ne conoscono realmente le origini. I paragoni che oggi gli si accostano permettono di fare un excursus sulla sua carriera prima di diventare famoso. Titì nasce a Les Ulis, piccolo comune dell’Île-de-France, appena distante 30 km da Parigi. Originario delle Piccole Antille, è nel suo quartiere nativo che apprende la cultura del calcio. L’influenza del padre nella carriera giovanile di Henry fu determinante nelle scelte del piccolo campione francese: in otto anni ha cambiato quattro società e quasi sempre su “consiglio” del padre. Dopo aver esordito nella squadra locale del CO Les Ulis, a dodici anni si trasferisce nell’US Palaiseau. Dopo neanche un anno, però, sempre su volere del padre, approda al Viry-Châtillon per due stagioni. Nel 1990, questa volta in accordo con il suo mentore ed ex allenatore Jean-Marie Panza, si accasa allo Châtillon.

Consacrazione Monaco

Arnold Catalano, osservatore dell’AS Monaco, nota un funambolico quattordicenne in una partita dello Châtillon e decide di volerlo alla corte del Principato a tutti i costi. Il suo nome è Thierry Henry. Nonostante gli scarsi risultati scolastici e le resistenze del Preside per il mancato provino ufficiale, Henry si aggrega all’accademia Clairefontaine, storica cantera transalpina. Qui conosce un suo connazionale che diventerà il suo padre calcistico: Arsène Wenger. Nel 1994, non ancora maggiorenne, arriva l’esordio nella prima squadra del Monaco, oltre che nella Nazionale francese. Da lì in poi diverrà il Thierry Henry che oggi tutti conosciamo: formidabile centravanti e leader carismatico. Oltre a quella del Monaco, in carriera ha indossato le maglie di Juventus, Arsenal e Barcelona, per poi chiudere in America coi NY Red Bulls. Tra nazionale e club, gol in totale per lui sono stati ben 417.

Anthony Martial

Martial nasce a Lione nel 1995 ed è considerato un papabile erede di Thierry Henry. La prima caratteristica in comune è rappresentata dalle origini: entrambi sono originari delle Piccole Antille (Guadalupa). La seconda somiglianza consiste nella carriera giovanile. Infatti, Anthony, proprio come Titì, inizia a tirare i primi calci a un pallone nel CO Les Ulis. A 14 anni, dopo essere stato notato da osservatori del Olympique Lione, inizia a giocare per la squadra della sua città natale. Qui, con la prima squadra, riesce a esordire in Ligue 1, in Europa League e in Nazionale U-17. Nonostante ciò, trova poco spazio e nell’estate 2013 passa al Monaco (anche lui…) per la sbalorditiva somma di 5 milioni di euro considerando la sua età di 17 anni. Due anni in Principato per incantare mezza Europa ed essere acquistato dal Manchester United per 50 milioni di euro (record!).

Kylian Mbappé

A differenza dei due sopracitati, Kylian Sanmi Mbappé Lottin ha origini camerunesi. Mbappé nasce nel 1998 a Bondy, nell’Île-de-France, ad appena 15 km da Parigi. Sulle sponde della Senna, seguito e coccolato dal padre (ex DS del AS Bondy), apprende il gioco del calcio mettendo alla luce sin da subito qualità sopraffine. Proprio come Henry, prima di approdare al Monaco, ha seguito tutto il percorso di formazione nell’accademia di Clairefontaine. A 16 anni esordisce col Monaco in Ligue 1, record per la società di Montecarlo. Neanche due mesi dopo e, all’età di 17 anni e 62 giorni, diventa il marcatore più giovane nella storia del Monaco, infrangendo il precedente record, sempre di Titì Henry. Oggi, a 19 anni e a suon di gol, sta incantando la Costa Azzurra suscitando l’interesse dei top club europei. Ha già esordito in Champions League ed Europa, oltre che in Nazionale.

Caratteristiche e paragoni

Tanto Martial, quanto Mbappé sono stati accostati ad Henry, il che ha una logica e comprensibile lettura. In Francia, dopo Platini e Zidane, non hanno più visto un 10 capace di trascinarli a trionfi continentali e intercontinentali. Hanno invece trovato in Henry, a cavallo degli anni 2000, quel formidabile attaccante moderno capace di guidare un reparto da solo e che faceva della velocità negli spazi e della progressione palla al piede le sue doti migliori. Dopo il ritiro di Henry, quindi, si è dato il via alla caccia al nuovo fenomeno. Testate nazionali e mercati giunti a cifre disarmanti hanno evidenziato più che mai i Martial e i Mbappé, i quali hanno davanti a loro tutte le potenzialità di fare carriere idilliache, ma che (almeno per ora) non hanno bisogno di paragoni e parallelismi con campioni del passato.

Passato, presente e futuro

Come già detto Henry rappresenta senz’altro il passato della Nazionale di calcio francese. Oggi i francesi, dalla loro, cercano di coniare a immagine e somiglianza di Titì, talvolta anche coattivamente, i giovani transalpini. Martial e Mbappé hanno dimostrato tanto e forse anche troppo. Precoci nella crescita hanno fatto perdere l’orientamento (anche economico) ai club benestanti. In futuro probabilmente saranno loro i leader delle proprie squadre e della propria nazionale, guidandole verso innumerevoli successi, diventando gli esempi da seguire del (dopo) domani. Per ora, et voilà, godiamoci le istintive giocate di questi due Enfants Prodiges destinati a un futuro sempre più bleus.

Mirko Burrascano è il Direttore di Livinplay News. Siciliano del 1992, ha conseguito il Football Master all'Università del Calcio di Roma ed è un tecnico abilitato Uefa B. Vive lo sport, vive di sport, scrive di sport. I suoi hobby? La cucina siciliana e la geografia.

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