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Pagelle di Milan e Napoli (21ª di Serie A)

Pagelle di Milan e Napoli (21ª di Serie A)

Milan e Napoli hanno dato spazio a una partita tattica e attenta nel primo tempo, mentre più aperta e spettacolare nel secondo. L’allievo Gattuso ha tenuto testa al suo condottiero di mille battaglie e il match è rimasto aperto a tre risultati fino all’ultimo minuto. Come spesso accade, non sono mancate le polemiche, in particolar modo per l’espulsione finale di Fabian Ruiz e Ancelotti. Oggi proviamo a vivere più tranquillamente quello che è successo sabato sera, analizzando la partita in chiave ironica.

MILAN

Donnarumma: dopo due minuti vede Rodriguez puntato da Mertens e Callejon e capisce che la scorta di Amaro del Capo che si è fatto all’aperitivo potrebbe non bastare. Zielinski lo minaccia con ripetute bombe a mano, ma lui si oppone con guanti, faccia e portafoglio. INOX.

Musacchio: il diametro del suo petto copre metà del globo terrestre, ma questo lo rallenta nella corsa, spingendo alcuni tifosi a rimpiangere Zapata. Nel finale, da solo e a un metro dalla porta, si sente Cristiano Ronaldo e azzarda una rovesciata quasi mancando il pallone, ma vivendo la sua vita in perenne scivolata, è un errore che gli si può perdonare. ROCCIA.

Bakayoko: ha la calamita ai piedi, fa preda di ogni pallone che gravita nella sua zona e addirittura, in qualche circostanza, supera la metà campo palla al piede. Visti i risultati, però, Gattuso gli sguinzaglia contro il bulldog di Bertolacci per spiegargli il concetto di mediano. Se al suo fianco tornasse il fratello giusto di Kessiè, il Milan potrebbe trovarsi un centrocampo di ferro. ABBANDONATO.

Calhanoglu: un vero peccato la sua assenza nel match perché avrebbe potuto dire la sua. A parte gli scherzi, non era affatto semplice sbagliare tutti i palloni che tocca, ma grazie alla sua costanza e dedizione, riesce in questa impresa, venendo anche premiato da Gattuso che non lo sostituirebbe neanche se venisse richiamato alle armi da Erdogan. FIGLIO ILLEGITTIMO?

Cutrone: I minuti passati giocando da solo contro Koulibaly e Albiol vengono annoverati dagli inquirenti come sequestro di persona, però il buon Patrick non si dà per vinto e come sempre lotta sfiorando anche il gol. Gattuso preferisce tenere “stabile” il Milan e non lo rischia insieme a Robocop. Lo toglie a 20 minuti dalla fine, anche se lui, dopo 27 ore dal fischio finale, non ha ancora smesso di correre. FORREST.

 

NAPOLI

Koulibaly: parliamoci chiaro, non è esagerato dire che sia uno dei tre centrali più forti al mondo. Ho sempre pensato che dire “è il più forte al mondo” sia un concetto molto soggettivo, però il suo senso della posizione e tempismo negli interventi farebbero sembrare perfino Rodriguez un difensore vero. Trump sta pensando di metterlo al confine con il Messico. INVALICABILE.

Fabian Ruiz: come Bakayoko, è il faro del centrocampo, con più qualità del suo dirimpettaio rossonero. Ha letto le formazioni prima di entrare ed è corso a recuperare le bombole dell’ossigeno da sub di suo cugino Gaetano dato che era l’unico mediano in campo, ma nonostante questo, l’espulsione rimane più che dubbiosa. Da verificare il baffo da pistolero del west che lo invecchia di 18 anni. CHAPO.

Zielinski: a un certo punto della partita, Gattuso chiama le forze dell’ordine per verificare le scarpe di Piotr dato che tutti i palloni respinti al limite dell’area finivano inesorabilmente sui suoi piedi. Forse uno dei più sottovalutati centrocampisti in Italia, ma centrare sempre la faccia di Donnarumma potrebbe alla lunga nuocere alla sua carriera. POLISH SNIPER.

Callejon: ora che ha i capelli più corti, ha perso 7 kg di gel e corre ancora più di prima. Accende il motorino e fa 56 scatti in 56 minuti, lasciando Rodriguez come Willy il Coyote mentre prepara delle trappole per fermarlo. In Svizzera, però, certi cartoni animati non li guardano, e disegnare sui cartelloni pubblicitari il campo che continua, non risulta essere una buona idea. GARELLI.

Milik: va considerato che Insigne, Mertens e Callejon insieme non arrivano alla spalla del polacco, il quale si trova in difficoltà quando cala la nebbia su San Siro e perde di vista metà dei suoi compagni di squadra. Fa molto movimento per liberare lo spazio per gli altri creando un buco nero nel quale finiscono Calabria e Malcuit, che comunque non si scompongono continuando la loro partita a Pokemon Go. GULLIVER.

 

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