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Quando un’accusa di stupro diventa spettacolo mediatico

Quando un’accusa di stupro diventa spettacolo mediatico

Non è necessaria alcuna premessa. Il “caso Ronaldo” è diventato l’argomento di discussione più importante al mondo. Dagli Stati Uniti all’Asia passando per l’Europa, tiene banco l’accusa di violenza sessuale compiuta dal talento portoghese nel lontano 2009. Dopo centinaia di goal, decine di trofei e successi professionali, CR7 si ritrova ad affrontare il suo avversario più difficile. Non è questa la sede in cui analizzeremo la vicenda, ascolteremo i testimoni o valuteremo le prove dell’accusa. In realtà credo che sia più consono fermarci un attimo e riflettere su tutta la situazione nel suo complesso. Il caso Ronaldo è solo la cresta dell’onda di un grande tsunami che si sta abbattendo, ormai da più di un anno, su tutto il mondo. Quotidianamente stupri e violenze sessuali sono entrati a far parte delle nostre vite dal punto di vista mediatico; veniamo bombardati ogni giorno da queste notizie sui giornali, in radio, in tv e soprattutto sui social network. Una bomba nucleare che è esplosa all’improvviso e che sta mietendo tantissime “vittime”. Ma se da una parte è una grande conquista riuscire a denunciare uno stupro ed avere la forza di accusare il proprio violentatore, dall’altra si è innescato un grande teatrino mediatico di dubbio gusto.

DA WEINSTEIN AL CASO RONALDO

Vorrei ragionare su un aspetto importante. Tutti i casi che sono venuti a galla negli ultimi anni riguardano il mondo dello spettacolo, tantissime personalità famose sia come vittime che come carnefici. Ma siamo sicuri che questa ondata mediatica sia un bene anche per i migliaia di “comuni mortali” che subiscono violenze ogni giorno? Personalmente credo che la campagna #metoo abbia dato risalto alla vicenda senza portare degli aiuti concreti alle vittime. Ridurre il tutto ad accuse sui social e post al veleno non fa altro che sminuire ancor di più una delle macchie più terribili di cui l’uomo può rendersi protagonista. Nel caso specifico Ronaldo si ritrova ad affrontare una situazione avvenuta nel lontano 2009 e che aveva ampiamente chiuso tramite un accordo economico. Il pagamento di oltre trecento mila dollari ha innescato un vortice senza fine di pareri nel mondo; da una parte il partito pro Ronaldo, dall’altra il partito pro Kathryn Mayorga presunta vittima dello stupro, nel mezzo chi accusa entrambi per motivi diversi. Risultato finale? L’accusa di stupro è dimenticata e si parla esclusivamente di soldi, interessi economici e benefici.

VITA PRIVATA, SPONSOR E SOLDI

Messo da parte lo stupro come atto, è venuto a mancare anche lo sport. Ad oggi, da grande professionista, Ronaldo continua a preparare i prossimi impegni con la Juventus. Inevitabilmente, però, il portoghese non può essere sereno. Da quando la notizia è diventata ufficiale, CR7 non è più considerato un calciatore. Lo spettacolo mediatico ha messo da parte tutto questo per concentrarsi sulla vita privata del portoghese, sui suoi guadagni e soprattutto sul rapporto con gli sponsor. Da uomo immagine e copertina richiesto da tutti, Ronaldo deve difendere la sua reputazione come padre e come uomo. Ci si dimentica proprio di tutto questo, si parla esclusivamente di Ronaldo come macchina da soldi mentre viene messo da parte il lato umano. Come anche nel caso della ex modella Mayorga che è considerata solo l’ennesima donna alla ricerca di soldi e di fama. Non sappiamo ancora come andrà a finire questa vicenda e non è giusto lanciarsi in sentenze definitive. Tuttavia è chiaro e lampante che stiamo perdendo il vero valore di ciò che ci sta intorno e che avviene quotidianamente. Torniamo ad essere più umani, torniamo ad osservare la realtà che ci sta attorno e dimentichiamo il finto mondo mediatico. Sarebbe un bene per noi e soprattutto per le tante vittime di stupro dimenticate.

 

Ernesto Francia, editore classe 1991 per LivinplayNews. Laureato in Scienze storiche presso l'Alma Mater Studiorum di Bologna, collabora come giornalista per quotidiani ed editore per blog sportivi. Grande amante di calcio e basket, segue lo sport a 360 gradi unendo passione e lavoro.

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