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Il ritorno del Bomber

Il ritorno del Bomber

“Ogni volta che un bambino prende a calci qualcosa per la strada, lì ricomincia la storia del calcio”. 

Una passione che ci accomuna, un pallone ed un cortile, sognando i fenomeni visti in tv e cercando di imitarli con gli amici; un percorso che si ripete da generazioni, una scintilla magica che scatta dentro di noi fin da bambini e che ci accompagna fino alla vecchiaia. Sembra tutto esageratamente romantico ed, al giorno d’oggi, anche banale e scontato, tuttavia se non ci fosse quest’amore il calcio non esisterebbe. E così come i nostri padri ed i nostri nonni ancor prima, ci immedesimiamo nei nostri idoli calcistici: dall’attaccante al fantasista, dall’esterno tutta velocità al mediano grintoso, fino ai rocciosi difensori o ai miracolosi portieri. Ogni ruolo ha sempre avuto il suo numero simbolico e, senza ombra di dubbio, il 9 ed il 10 sono i più amati e desiderati. Quando ancora non esistevano le pay tv ed il calcio si poteva seguire solo allo stadio o ascoltando la radio, la domenica era interamente dedicata alla religione: e sono sicuro che negli anni Gesù ha avuto illustri compagni terreni da Maradona a Platini. Tralasciando le fedi calcistiche, i sogni di ogni tifoso sono stati da sempre legati alle giocate del numero 10 ed ai goal del numero 9. Purtroppo il calcio è in continua evoluzione e così anche le tipologie di calciatori: i ritmi più veloci, la maggiore fisicità e l’atletismo ai massimi livelli ha fatto scomparire quasi del tutto la figura del numero 10 vecchio stampo. L’Italia ha saluto lo scorso anno Francesco Totti, uno dei massimi esponenti ed ultimo simbolo di un calcio ormai passato. Tuttavia la Serie A e la nazionale italiana sono sempre state legate alla presenza dei grandi numeri 9, dei veri bomber d’area di rigore. Dalle grandi squadre fino alle piccole realtà di provincia, l’attaccante centrale ha sempre ricoperto un ruolo fondamentale e simbolico: Trezeguet, Vieri, Schevchenko ma anche Lucarelli, Zampagna, Hubner. Fortunatamente, dopo alcuni anni critici post Calciopoli, la serie A è tornata ad essere teatro delle grandi sfide fra attaccanti a suon di goal. Non c’è in palio solo lo scudetto, le qualificazioni europee o la salvezza, ma soprattutto la classifica capocannonieri. Dopo sette giornate di questa stagione 17/18, sicuramente gli amanti del calcio nostrano non si possono lamentare: un campionato equilibrato, una lotta scudetto avvincente e tantissimi goal. A questo proposito la nostra Serie A ci propone una grande varietà di numeri 9, tutti con caratteristiche diverse gli uni dagli altri: a partire dalla coppia argentina HiguainIcardi. Nonostante i 7 anni di differenza, questa stagione si ritrovano a dover lottare non solo in campionato, ma anche per una maglia con la nazionale. Higuain è il prototipo dell’attaccante completo: letale in area di rigore ma anche estremamente decisivo in zona assist come rifinitore. Nella storia del nostro campionato per il record di goal raggiunto con il Napoli, vive un inizio di stagione complicato a causa della mancata convocazione in nazionale e di una forma fisica non ancora al top. Mauro Icardi, al contrario, è entrato a far parte della nazionale e si può definire uno “stoccatore”; restio a difendere ma letale in zona goal come pochissimi al mondo. Dall’Argentina torniamo in Italia con la coppia della nostra nazionale, Immobile Belotti; il primo sta vivendo un periodo magico alla Lazio, dopo l’esperienze negative a Siviglia e Dortmund. Ha raggiunto una maturità tattica ed una continuità notevole, riuscendo a reggere il peso dell’attacco da solo. Il suo partner in maglia azzurra, il Gallo, è l’emblema del’evoluzione del calcio: l’attaccante moderno forte fisicamente ma anche veloce, letale in area di rigore ma con grande spirito di sacrificio in difesa. Le sue fortune e la sua crescita sono legate al Toro, per questo motivo ha deciso di continuare in maglia granata nella stagione che porta al mondiale in Russia. La consacrazione è vicina e Cairo sa che 100 milioni sono garantiti nelle casse della sua società. Parlando di consacrazioni non si possono escludere il ritrovato Dzeko ed il piccoletto Mertens; le fortune di Roma e Napoli sono legate a loro, che in Italia stanno vivendo una seconda giovinezza. Il bomber bosniaco, dopo una prima stagione fallimentare, ha dimostrato tutto il suo valore diventando fondamentale per la Roma di Spalletti prima e di Di Francesco adesso. Uno dei suoi più grandi avversari nella classifica marcatori, gioca all’ombra del Vesuvio e, all’età di 30 anni, ha scoperto di non essere un’ala d’attacco ma un fenomenale numero 9. Dries Mertens ha sorpreso l’Europa intera lo scorso anno: dopo l’infortunio di Milik, mister Sarri ha costruito un gioco veloce e palla a terra nel quale il talento belga è diventato la punta di diamante al centro del tridente offensivo. Non si può parlare più di “falso nueve”, Mertens è un bomber a tutti gli effetti nonostante la bassa statura.

Adesso spetta a tutti loro darsi battaglia a suon di goal fino a Maggio; noi siamo sicuri che sarà uno spettacolo emozionante ed avvincente, aspettando la solita sorpresa che ogni anno la serie A ci regala. Lo scorso anno toccò a Mertens, forse il passaggio del testimone coinvolgerà un piccoletto con la 10 sulle spalle che gioca all’ombra della Mole? Chissà, solo il campo potrà dircelo.

 

Ernesto Francia, editore classe 1991 per LivinplayNews. Laureato in Scienze storiche presso l'Alma Mater Studiorum di Bologna, collabora come giornalista per quotidiani ed editore per blog sportivi. Grande amante di calcio e basket, segue lo sport a 360 gradi unendo passione e lavoro.

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