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Tutto l’anno al VAR: il bilancio

Tutto l’anno al VAR: il bilancio

Questa stagione è destinata a passare alla storia non solo per il settimo scudetto consecutivo conquistato dalla Juventus, ma anche per l’avvento di uno strumento che ci ha fatto discutere in queste settimane: il VAR. Il sistema nasce con l’obiettivo di facilitare il più possibile l’operato degli arbitri nel corso di una partita grazie all’utilizzo della tecnologia e al supporto di due assistenti. Il protocollo definito dall’IFAB , International Board, limita l’intervento del VAR a quattro tipologie di eventi: calci di rigore, espulsioni, gol viziati da irregolarità e scambio di persona sui cartellini.
Il principio base su cui poggia l’attuale protocollo punta al “massimo beneficio con la minima interferenza”. Quindi vanno rivisti solo “i chiari errori” commessi dall’arbitro in campo. Inoltre, seppure l’arbitro ha comunque l’ultima parola e la responsabilità della decisione finale, gli addetti al VAR possono richiamarlo, nei casi previsti, se la sua interpretazione configura una svista.

VAR, OK!

Ed è proprio su l’espressione “chiari errori” che il VAR ha creato molti equivoci. Molti errori commessi quest’anno sono frutto di una prassi ancora acerba che deve essere perfezionata col tempo. Una follia pensare che il nuovo protocollo potesse essere attuato subito in maniera perfetta. Come ogni cosa nuova c’è bisogno di tempo per abituarsi e capirne tutte le dinamiche. Al termine di questo primo anno è così possibile dare un bilancio positivo al VAR.

VAR IN NUMERI

Il primo a richiederne l’utilizzo è stato l’arbitro Maresca, direttore di gara di Juventus-Cagliari, prima giornata del massimo campionato. Complessivamente si contano 115 interventi in 380 partite di campionato (30,2%), 35 rigori fischiati (i penalty complessivi sono comunque calati da 132 a 126), 18 cancellati e numerosi cartellini gialli. A illustrare il quadro generale della stagione è Tiziano Pieri, ex direttore di gara internazionale ed esperto di VAR a Rai Sport. In base al suo calcolo sulle 92 espulsioni della stagione, il VAR è stato decisivo nel 20% delle volte (19 casi). Una percentuale più bassa se si considerano invece i rigori: in 35 casi su 126 (27%) è stato decisivo il consulto della moviola per evitare liti in campo e polemiche sterili.
E’ calato invece, e non sembra essere un caso, il numero delle ammonizioni. Si è passati infatti dalle 1.625 del 2016-2017 alle 1.475 della stagione che si è da poco conclusa. Nelle 38 giornate, l’arbitro-tv è intervenuto almeno una volta, salvo nella penultima, l’unica in cui non c’è stato alcun cambio decisionale. L’arbitro che ha richiesto il maggiore supporto è stato Valeri, che ha cambiato per 10 volte la decisione che aveva inizialmente preso in 15 incontri. Seguono poi Orsato (7) e Di Bello (6). Tagliavento invece, quando è stato in cabina VAR (14 volte), non hai mai corretto il collega in campo, cosa che invece Mazzoleni ha fatto 10 volte su 19. Sono stati invece 29 i gol tolti grazie all’ausilio del VAR, mentre quelli assegnati grazie sono stati 14. Chievo e Napoli sono le uniche due squadra a non aver ottenuto rigori-var, ma i clivensi, al contrario degli azzurri (a cui la Var non ha fischiato nessun rigore contro, al pari di Atalanta, Milan, Fiorentina e Sampdoria), ne hanno avuti contro, grazie alla tecnologia, 4 (così come Torino e Spal). A Fiorentina e Genoa il VAR ha tolto 3 rigori inizialmente assegnati dall’arbitro, alla Lazio e al Sassuolo due.

VAR AI MONDIALI

Ai Mondiali di Russia 2018 vedremo come se la caveranno i “varisti” degli altri Paesi. Si è deciso per questo motivo di dividere le due categorie, di andare verso una specializzazione di addetti VAR ben distinti dai direttori di gara. Gli esponenti italiani saranno Orsato, Irrati e Valeri mentre il nostro team in campo sarà formato da Gianluca Rocchi, Elenito Di Liberatore e Mauro Tonolini.
Il team VAR svolgerà la sua funzione di supporto arbitrale da una sala operativa centralizzata (VOR), situata nell’International Broadcast Centre (IBC) di Mosca. La FIFA, a supporto dei tifosi, ha inoltre realizzato un sistema di informazione rivolto alle emittenti, che consentirà agli spettatori, sia allo stadio che davanti alla televisione, di seguire le varie fasi del processo di revisione ed essere istantaneamente informati sulle ragioni e sul risultato della review. Un bel banco di prova agli occhi del mondo.

La squadra a servizio degli arbitri sarà composta da quattro addetti: VAR, Avar1, Avar2 e Avar3.
Il primo controllerà e verificherà le varie situazioni di gioco attraverso le inquadrature della telecamera principale riportate sul monitor superiore; sarà inoltre a capo del team e si occuperà di comunicare con l’arbitro sul terreno di gioco.
Il secondo, l’Avar1, manterrà nel mentre il VAR informato sulla prosecuzione del gioco in caso di controllo o revisione di un caso.
Il terzo, l’Avar2, situato nella postazione del fuorigioco, anticiperà e controllerà qualsiasi potenziale situazione di offside per accelerare il processo di verifica e revisione del VAR.
Il quarto, l’Avar3, assisterà il VAR garantendogli un’adeguata comunicazione con gli altri assistenti e coordinando tutte queste figure.

Gabriele Rizzo è uno degli editori di LivinplayNews. Studente in giurisprudenza indirizzo giuristico d'impresa. Trader e analista dei mercati europei e mondiali per conto della Global Trading Capital Market. Founder di una società di investimento comune di capitali con sede in Germania. Appassionato di tecnologia e di sport, soprattutto calcio e basket.

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