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Zapata & Muriel: roba buona dalla Colombia

Zapata & Muriel: roba buona dalla Colombia

Pensi Colombia, e la prima cosa che ti viene in mente è sicuramente…il caffè. Terra di narcotrafficanti del calibro di Escobar e di estrosi fuoriclasse come il riccioluto Valderrama. Terra che uccise l’Escobar buono nel 1994 per un autogoal fatale e che regalò al mondo le magie di Faustino Asprilla.

Dalla Colombia, si sa, arriva sempre roba buona. Quel Sudamerica che regala sempre emozioni, facendoci appassionare ai suoi talenti.

Il carico, questa volta, ha portato in dote Duvàn Esteban Zapata e Luis Fernando Muriel. Protagonisti assoluti dell’ultima giornata di campionato.

Duvan Zapata

All’Atalanta di Gasperini sembrava mancare qualcosa. E quel qualcosa rispondeva al nome di “attaccante da 20-25 goal“. Per questo in estate la Dea si è regalata Duvan Zapata. Armadio a quattro ante in arrivo dalla Sampdoria.

Duvan Zapata

Duvan arriva in Italia giovanissimo. Al Napoli dove, sotto l’ombra di Higuain, non riesce ad esplodere. Riesce comunque a segnare 15 goal in poco più di 50 partite. Per lo più spezzoni di gara in cui regala punti importanti agli Azzurri. Trova spazio all’Udinese, dove però sembra essere un giocatore di medio livello. Pur mettendo in mostra eccezionali doti fisiche non eccelle a livello realizzativo. Lo scorso anno la Sampdoria, in coppia con Quagliarella e protagonista di un campionato all’altezza. L’Atalanta crede in lui e Gasperini vuole farne la sua bocca da fuoco. Dopo una sola rete in 13 partite, Duvan ha realizzato 13 reti nelle altre sette gare di campionato. Raggiungendo temporaneamente Cristiano Ronaldo in testa alla classifica marcatori. La vena realizzativa unita ad un gioco per la squadra efficace fa di lui un attaccante unico nel suo genere. E soprattutto difficile da affrontare per le difese avversarie.

Resta il dubbio che sia l’ennesimo dispetto di Gasperini, che riesce a trarre sempre il meglio dai giocatori inseriti all’interno del suo sistema. Ma con uno Zapata così, la Dea può continuare a sognare.

Luis Muriel

Quando penso a Muriel, mi viene da pensare a Pato. Due dei più grandi talenti sprecati degli ultimi 10 anni. Con le dovute proporzioni, Pato e Muriel, sono gli unici due giocatori che hanno fatto balenare nelle nostre menti il ricordo di Ronaldo il Fenomeno.

Luis Muriel

Luis Fernando Muriel arriva anche lui giovanissimo in Italia. Portato a Lecce da quel visionario di Pantaleo Corvino. E subito ci si rende conto di essere di fronte a qualcosa di diverso. Di un qualcosa che necessità, però, di essere coltivato e cresciuto. Un diamante grezzo che va curato. Ma Luis decide di rimanere così. Un diamante grezzo che non raggiunge la sua massima bellezza. Tanto girovagare tra Italia e Spagna, e adesso la scommessa Fiorentina. Con Corvino di nuovo sul suo percorso.

Un percorso appena iniziato e un esordio da urlo. Per farci chiudere ancora gli occhi e farci pensare di nuovo a Ronaldo. Per l’ennesima volta. Due magie. Una puntando la porta e incrociando dolcemente di sinistro. La seconda con classe, eleganza, freddezza, potenza, e chi più ne ha più ne metta. Il Franchi esplode e Firenze è in estasi.

Luis Muriel è tornato. Per prenderci in giro, ancora una volta.

Zapata e Muriel, è arrivato il carico dalla Colombia.

Marco Pino, editore classe 1993 per LivinplayNews. Studente all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano in Management per l’Impresa, ha approfondito le sue conoscenze in materia sportiva con Sports Management. È da sempre appassionato di sport, in particolare alla gestione delle società calcistiche e ai loro business.

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