Seguici su

Attualità

Zlatan non invecchia. Zlatan matura.

Zlatan non invecchia. Zlatan matura.

La classe dei numeri dieci in un fisico da centravanti: sua maestà Zlatan Ibrahimovic.

LA CORTE DEGLI ARANCI

Malmö–Amsterdam, passando per Londra. Un biglietto di sola andata ed il talento a fungere da garante. “Zlatan Ibrahimovic non fa provini”. Idee chiare e poche parole, quelle necessarie per liquidare gli scetticismi dell’Arsenal e virare nei Paesi Bassi. Lì gli spalancheranno le porte l’Ajax ed il vivaio migliore del mondo. Prima ancora delle cantere e del guardiolismo esasperato, era alla corte dei lanceri che si suonava il campanello, buste in mano, convinti di tornare a casa con l’affare del secolo.


ITALIA-SPAGNA, ANDATA

Capello lo guarda e se ne innamora, lo vorrebbe alla Roma, lo avrà alla Juventus. Zlatan è l’essere perfetto, incrocio di stazza svedese e genio slavo. In campo danza e ricorda Van Basten, mentre i tifosi di mezza Europa gongolano e contano gli scudetti. Non ha padrone, come se i suoi gol fossero regali che risulterebbe offensivo donare ad un solo pubblico. La Vecchia signora va in Serie B, lui all’Inter. In mezzo ci sono le lacrime di Cassano ed una zampata degna di un lottatore d’alto rango, buona ad estrometterci dall’Europeo del 2004. I tricolori si succedono senza sosta e con sconcertante continuità, ma la sua chimera si chiama Champions League e per raggiungerla vola in Catalogna. Troverà la Liga, non la “Coppa dalle grandi orecchie”. Questa, infatti, per uno di quegli strani scherzi del destino, ha intrapreso il percorso opposto e su un aereo, custodita da Moratti e Zanetti, ha fatto scalo a Linate dipingendosi di nerazzurro.

….E RITORNO

Galliani è volpe navigata, tocca le corde giuste, medica le ferite del leone a cui hanno calpestato l’orgoglio ed espropriato il regno. Il riscatto, allora, ha le coordinate del capoluogo lombardo e le sembianze del Diavolo. Amore breve ma intenso, destinato a non durare. Il Milan ha rubinetti prosciugati ed immane bisogno di soldi, a Parigi sono disposti a metterne sul tavolo una montagna. L’affare è fatto. Attorno al nuovo Re Sole, i campioni si muovono come pianeti: è il Parco dei Principi, sembra Versailles. Le reti piovono, con loro i titoli nazionali. In giro per l’Europa, tuttavia, lo spartito non si inverte e le amarezze sono la causa da cui dipende, tra gli altri, l’impossibilità di inserirsi tra Messi e Ronaldo nella folle corsa al Pallone d’Oro.


DO YOU SPEAK ENGLISH?

Poco importa, perché Mourinho lo chiama e lui farà presto a consolarsi tra i milioni del Manchester United. Il biglietto da visita non sbiadisce nel tempo ma l’Inghilterra, storia alla mano, è terra difficile, ostile ai conquistatori stranieri. Zlatan si rompe il ginocchio e l’ascesa al trono si arresta di colpo, superata dai fisiologici acciacchi dell’età. La guarigione precoce ristabilisce ordine e gerarchie, il rinnovo milionario sa, invece, di carità amara da digerire. La pensione può attendere, i Galaxy no. In America ci arriva a bordo di un missile scagliato da centrocampo e diretto alle spalle del malcapitato portiere di turno, la spiegazione l’avevamo trovata sfogliando il giornale: “Grazie Los Angeles, è stato un piacere”.

Giovanni Sofia, classe 1991, laureato in giurisprudenza. Dal 2016 scrive per la testata on line Messinanelpallone.it. Vive, respira e deambula per la città dello Stretto. Appassionato di sport e gastronomia, potete incontrarlo con la stessa facilità dentro uno stadio o seduto a tavola.

Altro in Attualità