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Sei la Nazionale, del 2020..

Sei la Nazionale, del 2020..

Mancini nuovo CT della Nazionale. A suo favore vedo il fatto che, dopo il fallimento della gestione Ventura, sarà difficile fare peggio. D’altrocanto, le risorse sono quelle che sono e la buon’anima di Gianpiero non poteva fare miracoli (anche se ci ha messo tutto l’impegno per non farcela).

Parliamoci chiaro, anche se Insigne fosse entrato davvero al posto di De Rossi, come il capitano giallorosso aveva suggerito pacatamente al CT, non avremmo avuto la certezza di vincere quella partita. Le possibilità sarebbero aumentate, ma è meglio ora non riaprire vecchie ferite che in realtà, non si sono mai chiuse.

Se oggi dovessero chiedervi… Ma chi è il giocatore attorno a cui costruire la Nazionale? Chi è il CAMPIONE? Farò un sondaggio su Instagram per capirlo perché sinceramente non riesco a trovare una risposta.

Insigne? Bravo, forse il più bravo, ma non è un giocatore di livello internazionale. Verratti? Sono 5 anni che aspettiamo una partita in cui faccia la differenza in Nazionale. Immobile? Purtroppo le decine di gol che fa con la Lazio, raramente le ha replicate con l’Italia, dato che ha bisogno che la squadra giochi in un certo modo per rendere al meglio.

Conte aveva capito questo e infatti, quella che ricordiamo come la migliore Nazionale dal Mondiale 2006 in poi, era costruita attorno al GRUPPO e non al singolo giocatore.

Parola d’ordine: RIFONDAZIONE

Ora ci sarà una sorta di rifondazione con i Buffon, i Barzagli, i De Rossi, i Chiellini e tanti altri che, gradualmente, lasceranno il posto alle giovani leve.

In porta Donnarumma e Perin sembrano i più quotati. In difesa Caldara, Romagnoli e Rugani possono essere buone soluzioni, magari da affiancare inizialmente ai più esperti Bonucci e Chiellini. I terzini sono un po’ il tallone d’Achille di questa generazione, ma comunque annoveriamo Florenzi, Zappacosta, Calabria, D’Ambrosio, Spinazzola e Conti tra i possibili titolari, nel caso si giocasse con la difesa a 4.. In mezzo al campo, il solito, ma comunque ancora 26enne, Verratti che forse prima o poi si prenderà la sue responsabilità. Cristante sta facendo un’ottima stagione con l’Atalanta (contate quanti bergamaschi abbiamo già citato…), anche Pellegrini e Gagliardini sono sulla strada giusta, senza dimenticare Jorginho, che contro la Svezia fu uno dei pochi a salvarsi, e Locatelli, che dopo un inizio pazzesco si è un po’ perso.

Sulle fasce probabilmente uno dei nostri pezzi forte. Insigne, Bernardeschi e Chiesa stanno dimostrando ottime qualità, pur non avendo mai spaccato del tutto: sicuramente i primi due sembrano più pronti di Enrico jr, il quale comunque ha già fatto vedere ottime cose nella sua breve carriera (1997). Oltre a loro, Candreva, Verdi, Politano e Berardi: carriere differenti, anche per ragioni anagrafiche, ma comunque potenziali buone risorse per la Nazionale.

Balotelli si, Balotelli no

Scongiurato il pericolo Yaya Tourè (pare infatti che Costacurta abbia posto il veto sul farlo diventare italiano), il nome che suona più forte è quello di Balotelli. Che poi il ritorno di Mario in azzurro non è che sia automatico. E’ vero che Mancini fu il primo a lanciarlo in Serie A, ma la rissa quando erano al City ce la ricordiamo tutti. Sta di fatto che quest’anno pochissimi attaccanti italiani hanno superato i 20 gol stagionali in uno dei top 5 campionati europei. Anche se il mio amico Marcello di Imperia mi ricorda che le difese francesi non sono impenetrabili. Dopotutto, però, Keita l’anno scorso alla Lazio sembrava un fenomeno e quest’anno sta facendo fatica al Monaco.

Io credo che il problema nella sua gestione sia: o Balotelli gioca sempre titolare o non viene neanche convocato. Ma perché? Perché non può essere come tutti gli altri?

Guardate Belotti. L’anno scorso segnava anche dal bagno di casa sua, e infatti era titolare in azzurro. Quest’anno Immobile ha fatto molto meglio, e il Gallo si è accomodato in panchina, pronto a subentrare. Mario è un ragazzo “particolare”, si sa. E se dovessimo parlare di lui, finiremmo fra una settimana. Io credo solo che tecnicamente sia molto valido, ma ha un problema di costanza che negli anni gli ha fatto fare le brutte figure di cui tutti abbiamo memoria. Se portato in Nazionale come tutti gli altri, può essere un valore aggiunto.

Oltre a lui, i già citati Immobile e Belotti sembrano quelli più attrezzati, ma occhio ai pischelli in rampa di lancio. Cutrone è stato il miglior marcatore stagionale del Milan (non fate battute) alla prima stagione da “professionista” e Pellegri è del 2001 e può essere una risorsa incredibile.

Caro Mancio, la strada è lunga e impervia. Ma se fra qualche anno, i The Giornalisti parleranno della Nazionale del 2020, noi ti saremo eternamente grati.

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