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Il derby del 4 marzo, Milan-Inter: elezioni per l’Europa!

Il derby del 4 marzo, Milan-Inter: elezioni per l’Europa!

Domenica 4 Marzo, si sa, ci saranno le elezioni per la Champions

Da un lato il Milan di Salvini e Gattuso, dall’altro l’Inter di Di Maio e Spalletti. No un attimo, sto facendo un pò di confusione. Ricominciamo.

Qui parliamo di roba importante, si parla di Calcio. La politica è una roba che con “il pallone” non c’entra molto. O forse si. D’altronde abbiamo uno che per vent’anni, con una squadra con i colori del Diavolo, ha fatto successo in Politica. Ma si sa, siamo in Italia. E il calcio è un motore fortissimo.

Derby di Milano

Bando alle ciancie. Parliamo di derby. Non importa chi va al Governo. Importa chi va in Champions. E questo derby potrebbe essere un crocevia importante per entrambe le squadre.

Certo, una volta si giocava per andare in Finale di Champions League. Adesso si gioca per andare ai gironi. Bene, ma non benissimo.

Sicuramente meglio rispetto agli ultimi anni, in cui ci si giocava il 6° o 7° posto.

Da un lato il Milan, rivitalizzato da Gattuso e sull’onda dell’entusiasmo dopo la vittoria all’Olimpico contro la Roma e il passaggio del turno in Coppa Italia. Dall’altro l’Inter, salvata dalla vittoria sul Benevento che non deve illudere. Ancora in corsa, però, per il vero obiettivo stagionale. Momenti di salute differenti, stati di forma opposti. Un unico pensiero: il Derby della Madonnina.

Intreccio RossoNeroAzzurro

Al giro di boa del campionato, l’Inter si trovava terza a 41 punti. A + sedici su un Milan in undicesima posizione. Adesso, dopo 7 giornate del girone di ritorno, si è ribaltato tutto. I rossoneri si trovano a soli sette punti dai cugini. Più vicino alla zona Champions League.

Sembra quasi che le due squadre si trovino nella situazione opposta.

L’Inter volava sulle fasce con Candreva e Perisic, cosa che oggi riesce a fare benissimo il Milan con Suso e Chalanoglu. Il turco e lo spagnolo sembravano spenti e incapaci di incidere. Cosa che ora è prerogativa delle ali dell’Inter. Il Milan non riusciva a dare equilibrio a centrocampo, soprattutto con Biglia e Kessiè. A differenza dei cugini che, con la muraglia Vecino-Gagliardini davanti alla difesa e Borja Valero da regista avanzato, riuscivano ad essere compatti e trovare sbocchi sulle fasce. Anche qui, situazione capovolta. Il centrocampo del Milan gira, quello dell’Inter non lo fa più. Con Bonaventura a fare la differenza sulla trequarti, legando il gioco fra attacco e centrocampo.

E probabilmente sarebbe proprio il buon Jack, il prototipo del giocatore capace di inserirsi in fase offensiva, che farebbe comodo all’Inter. In cerca del trequartista da inizio campionato, e con un Rafinha che sembra essere un pò indietro fisicamente. Lo ha dimostrato contro il Benevento, ben intrappolato da Sandro e Viola. A differenza delle partite precedenti, in cui era riuscito a smuovere qualcosa a gara in corso. Con avversari stanchi la sua freschezza può cambiare qualcosa sulla trequarti neroazzurra. Dall’inizio, per adesso, ancora no. Come disse Spalletti “saremo Noi a far girare lui, e non il contrario”.

A prescindere dai momenti e dalla condizione odierna, però, il derby è sempre il derby. Una partita, LA PARTITA, capace di dare una sterzata alla stagione. Il Milan ci arriva con qualcosa in più, l’Inter con qualcosa in meno. Il campo sarà sovrano.

La Madonnina aspetta un padrone, così come l’Italia un governo.

Magari il derby finirà in parità. Speriamo che non sia lo stesso per le elezioni.

 

 

 

 

Marco Pino, editore classe 1993 per LivinplayNews. Studente all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano in Management per l’Impresa, ha approfondito le sue conoscenze in materia sportiva con Sports Management. È da sempre appassionato di sport, in particolare alla gestione delle società calcistiche e ai loro business.

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