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Balotelli e Kean sul tetto d’Europa

Balotelli e Kean sul tetto d’Europa

Un sogno. Forse più una speranza. Vittima della continua ricerca di un centravanti di livello per la nostra Nazionale.

Figura che manca dai tempi di Luca Toni. Numero 30 della Fiorentina e del Bayern Monaco. Numero 9 di altri tempi.

Dopo aver vissuto l’altalenante speranza Balotelli, male di se stesso per non aver fatto una carriera al massimo delle sue potenzialità. Obiettivo: rivivere i fasti delle notti magiche di Vialli e Schillaci. O i goal e le delusioni di Vieri e Inzaghi in maglia azzura.

Come detto, Super Mario. La più grande promessa mai mantenuta. O meglio, come canta Roberto Mancini, “Il mio sbaglio più grande, ma che rifarei“.

Passando per Immobile e Belotti. Aggrapandoci a Pellè. Per poi guardare in faccia la realtà e vedere una classifica marcatori in cui la bandiera nostrana è portata in alto da “Highlander Quagliarella” e “Mastro Birraio Ciccio Caputo“. Due esempi di quanto sia buona la scuola italiana. Una scuola che, però, sembra venir fuori quando si avvicina quota 100. E non di goal.

Bianco o nero?

Ieri sera, in una pallida notte di preparazione all’appuntamento europeo, una luce illumina un tranquillo venerdì. E’ quella di Moise Kean, primo 2000 a realizzare una rete in Serie A. Simbolo della nuova generazione calcistica.

L’esultanza di Kean

Da quel pomeriggio di Bologna di 2 anni fa, il “ragazzino” di Allegri ha convinto solo a tratti. Una buona esperienza al Verona, condizionata dall’infortunio, e una doppietta nella finale dell’Europeo Under 19 la scorsa estate. Due minuti e due goal per raggiungere il Portogallo di Trincao e regalare, con spavalderia, i supplementari ai suoi compagni. Una finale persa con onore. Che ha messo in mostra il talento suo e dei suoi compagni.

Ieri sera un’altra doppietta, e una prestazione convincente che deve, però, essere calata nella situazione. Un’Udinese troppo timida e una difesa poco attenta hanno permesso a Moise di fare bella figura. Ma resta il fatto che alcune cose devi comunque saperle fare. A prescindere dai regali degli avversari.

Un ruolo da vice Ronaldo in questa stagione. E la mente già proiettata alla prossima. Restare in mezzo ai campioni bianconeri per crescere e provare ad avere più occasioni. O maturare altrove per avere maggiore continuità? Questo è il dilemma che attanaglia lui, la Juve e il suo procuratore.

Sogno azzurro

Ah già il procuratore. Cercando meglio si tratta di tale Mino Raiola. Già sentito questo nome. Legato proprio a quello che sembra essere l’alter ego di Kean. Quel Mario Balotelli che, con Cassano, è stato l’ultima grande speranza azzurra in una competizione internazionale.

La celebre esultanza di SuperMario

Mancini ha dimostrato di puntare su Kean. Convocandolo nonostante il pochissimo spazio a disposizione nel club. E ha sempre avuto un debole per Super Mario. Ma d’altronde, come dargli torto. Tutti, almeno una volta nella vita, ci siamo innamorati di Balotelli. Un odi et amo perenne. Condito dalla rabbia nel pensare a quello che potrebbe essere.

E in un mondo ideale e proiettato al futuro, io un sogno ce l’ho. Europeo 2020, esordio all’Olimpico di Roma. Un competizione europea che deve segnare il riscatto di una Nazionale devastata dalla mancata partecipazione all’ultimo Mondiale.

Sembra un flashback raccontato da mio padre. L’eterno ritorno dell’uguale.

Notti magiche dimenticate. E una “nuova Nazionale” guidata dai suoi figli simbolo di integrazione. Mario Balotelli e Moise Kean a guidare l’attacco azzurro. Per riportare la bandiera tricolore in alto.

Dopo la Germania di Boateng e Ozil. La Francia di Pogba e Kantè. L’Italia di Balotelli e Kean.

Perchè a volte sembriamo essere rimasti a Italia ’90. Ma un’altra notte magica all’Olimpico, con quei due protagonisti, potrebbe farci sognare ancora.

E convincerci che il Mondo va avanti. Ma, a volte, siamo solo Noi a restare indietro.

Marco Pino, editore classe 1993 per LivinplayNews. Studente all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano in Management per l’Impresa, ha approfondito le sue conoscenze in materia sportiva con Sports Management. È da sempre appassionato di sport, in particolare alla gestione delle società calcistiche e ai loro business.

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