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Attualità

Caccia all’anello: guida ai Playoff NBA

Caccia all’anello: guida ai Playoff NBA

A metà Aprile, con la March Madness alle spalle, il basket NBA entra nel suo periodo più caldo. I playoff, dai quali emergeranno i nuovi campioni, rappresentano per alcune squadre il rilancio delle proprie ambizioni, per altre un assaggio di un futuro vincente, per altre ancora un banco di prova di quanto fatto nella regular season. Infine, per alcune squadre l’anello rappresenta l’unica possibilità: vittoria o tracollo, in un viaggio sportivo che ci accompagnerà fino a metà giugno. Tra stelle in ascesa e campioni in declino, tra rookie affamati e vecchi squali del ferro, ecco la nostra analisi del primo turno dei playoff!

 Eastern Conference

Il tabellone

Il tabellone della Eastern Conference – fonte nba.com

 Le deluse

Ad un certo punto della stagione i Detroit Pistons erano pienamente in corsa per la postseason. L’ottima partenza (14-6 a ottobre e novembre) era stata intaccata da 7 sconfitte di fila ad inizio dicembre, ma fino ad inizio 2018 la stagione di Detroit poteva ritenersi pienamente in linea con le aspettative. Per quale motivo, dunque, un roster con Blake Griffin, Reggie Jackson e Andre Drummond non giocherà i playoff? Per cominciare, nel periodo caldo della stagione i Pistons hanno vinto solo 16 partite su 40, con un gennaio da 11 sconfitte su 14 incontri (record simile a squadre come Orlando, Dallas o Phoenix). L’attacco è stato sterile  (103.8 PPG) e gran parte della stagione è stata affidata al talento delle stelle più che ad un sistema chiaro ed efficace. Van Gundy dovrebbe salutare a breve e dalla scelta del prossimo coach sarà decisiva per superare la mediocrità di questi Pistons, cui basta una striscia negativa per salutare le speranze di playoff.

Nota di demerito per gli Orlando Magic. Dopo il disastroso 29-53 della scorsa stagione, era lecito attendersi che i Magic cambiassero marcia. L’assenza di rivoluzioni estive, con la conferma del quintetto, poteva far sperare (se non nei playoff) quantomeno in una crescita di alcuni talenti, Gordon e Payton su tutti. Al contrario, dopo l’illusorio 8-4 iniziale, Orlando ha infilato quasi esclusivamente sconfitte (solo 8 successi in trasferta) ed è riuscita a peggiorare il record del 2017, totalizzando solo 25 vittorie. Payton è stato spedito ai Suns senza rimpianti, l’ex Spurs Simmons si è confermato solo un buon subentrante: poco o nulla da cui ripartire per una squadra che non va ai playoff dal 2012.

La sopresa

Gli Indiana Pacers avevano perso il loro miglior giocatore, Paul George, e sembravano avviati a una stagione mediocre. A dispetto delle previsioni, il rendimento di Sabonis e Oladipo ha lanciato i Pacers verso i piani alti della Eastern Conference.  Con una difesa tra le migliori della Lega (104.2 OPP PPG) a compensare un attacco non eccezionale, Indiana ha raccolto scalpi prestigiosi in stagione (hanno battuto almeno una volta Warriors, Cleveland, Celtics e 76ers) e arrivano ai playoff con la voglia di stupire. Basterà contro i Cavaliers o pagheranno cara l’ultima sconfitta contro gli Hornets, dato che una vittoria avrebbe prodotto un accoppiamento diverso?

Pronostici

(1) Toronto Raptors – (8) Washington Wizards 4-2

John Wall è chiamato all’impresa contro Toronto

Questo quarto di finale pone di fronte due franchigie simili. Da un lato Toronto, con DeRozan e Lowry, ha vissuto la sua miglior stagione e deve cogliere il più possibile dal magic moment delle sue stelle; dall’altro i Wizards, al di sotto delle attese, hanno comunque dalla loro il talento di John Wall e Bradley Beal, nonché la solidità dei vari Porter, Gortat, Morris. L’attacco mobile dei Raptors (+7.8, 2° miglior differenziale NBA) dovrebbe avere la meglio sulla difesa non solidissima dei Wizards. Il fattore campo e la fiducia dovrebbero fare il resto, portando Toronto al secondo turno in una serie comunque equilibrata e spettacolare.

(2)  Boston Celtics – (7) Milwaukee Bucks 3-4

Antetokoumpo, leader dei Bucks

Con Boston a pieno regime staremmo parlando di un altro quarto di finale ma gli infortuni pesano sui Celtics. L’assenza degli All Star Hayward e Irving forse non abbatterà Brad Stevens ma le ambizioni dei Celtics sono pesantemente in ribasso. Dall’altra parte i Bucks di Antetokoumpo hanno raccolto meno di quanto ci si aspettasse e non arrivano ai playoff in salute ma quantomeno integri, Brogdon a parte. Ne viene fuori una serie equilibrata, nella quale l’atletismo di Milwaukee potrebbe avere la meglio sulle rotazioni corte di Boston. Quest’ultima ci riproverà l’anno prossimo, mentre i Bucks devono dimostrare al Greek Freak di essere sulla strada giusta per diventare una contender.

(3) Philadelphia 76ers – (6) Miami Heat  4-1

Marco Belinelli, ultimo acquisto di Philadelphia

Trust the Process. Dopo anni di fiducia ad occhi chiusi, i 76ers sono pronti a ripagare i tifosi regalando dei playoff da sogno. Simmons ed Embiid (in attesa del rientro) sono un duo inarrestabile, J.J. Redick e Belinelli due tiratori di primo livello, Fultz una promessa per il futuro. Il carattere degli Heat, guidati dall’eterno Wade, possono contare sulla crescita di Dragic (prima volta all’All Star Game nel 2018) ma non hanno le risorse per cogliere più di una vittoria. A favore dei 76ers gira anche la fiducia portata dalle 16 vittorie consecutive e la consapevolezza di non avere niente da perdere. Nessuno si attende che vincano il titolo quest’anno ma nel frattempo andare più avanti possibile è un buon inizio..

(4) Cleveland Cavaliers – (5) Indiana Pacers 4-1

James scalda i muscoli a caccia del titolo

Il miglior Lebron di sempre ha salvato la stagione, altrimenti disastrosa, di Cleveland. I Cavaliers hanno rivoluzionato il roster a metà stagione, ammettendo il fallimento estivo, e hanno una difesa non ancora a livello. Indiana, d’altra parte, ha poco talento da opporre allo strapotere del Re e solo una serie di straordinaria concentrazione e fisicità può salvare i Pacers da un epilogo già scritto. Victor Oladipo costituisce la migliore speranza per Indiana. Il classe ’92 ha messo 23.1 PPG in regular season, assistito dai vari Bogdanovic, Collison e Young. Ciò nonostante il progetto dei Pacers è ancora troppo acerbo per essere seriamente di ostacolo ai piani di Cleveland (o, meglio, di Lebron James).

Western Conference

Il tabellone

Il tabellone della Western Conference – fonte nba.com

La delusa

Doc Rivers ha dichiarato di essere orgoglioso della sua squadra ma per i Clippers 2017/18 c’è davvero poco da sorridere. Dopo aver ceduto Chris Paul in estate, Los Angeles ha deciso di rilanciare le sue ambizioni da contender con l’ingaggio di Gallinari, Beverley e Teodosic; poi, a metà stagione, la trade per Blake Griffin ha portato in dote Avery Bradley da Detroit, ma neanche l’ex Boston è stato sufficiente per raggiungere i playoff. Gli infortuni sono un alibi ma a fine stagione DeAndre Jordan potrebbe salutare e i Clippers potrebbero perdere i loro tre migliori giocatori nel giro di un anno senza aver fatto passi in avanti. Teodosic non ha trovato un ritmo NBA, Gallinari non si è mai ripreso dalla follia pre-Europeo, la difesa subisce 109 PPG senza Beverley. Ricostruzione o una nuova corsa? Se si, ancora con Rivers?

La sorpresa

Alzi la mano chi avrebbe scommesso su Utah a inizio anno. Eppure i Jazz, al primo anno del post Hayward, hanno messo insieme 48 vittorie, nonostante un roster di seconda/terza fascia. Il segreto è Donovan Mitchell, una delle insidie per Ben Simmons sulla strada per il Rookie of the Year, primo esordiente con oltre 20 PPG dal 2011 (allora fu Blake Griffin). Dietro di lui, tolto il fenomenale Rudy Gobert, è il sistema di coach Snyder a fare la differenza. I Jazz hanno la miglior difesa della lega (99.8 OPP PPG) e il terzo miglior differenziale (davanti solo Rockets e Warriors), al netto di un attacco da 19° posto nella Lega (dietro a Nets, Lakers, Hornets). L’impressione è che il giro ai playoff sarà breve ma il futuro è ben più roseo di quanto non lo fosse 8 mesi fa.

Pronostici

(1) Houston Rockets – (8) Minnesota Timberwolves 4-0

Jimmy Butler difende su James Harden in regular season

I Twolves hanno agguantato i playoff nello “spareggio” contro Denver ma affrontano i Rockets più vincenti (e convincenti) di sempre. Nelle 4 sfide di regular season Minnesota non ha colto nemmeno un successo e potrebbe pagare la durissima volata contro Denver. D’altro canto il duo Harden-Paul è affiancato dal migliore Clint Capela di sempre e da un supporting cast di primissimo livello. Difficile pensare che Houston possa inciampare al primo turno contro un avversario ampiamente alla sua portata e perciò ci sbilanciamo, prevedendo un probabile (anche se non necessariamente agevole) sweep per i Rockets.

(2) Golden State Warriors  – (7) San Antonio Spurs  4-2

Klay Thompson affronta Patty Mills in una sfida tra tiratori

L’assenza di Curry per il primo turno non dovrebbe turbare i sogni dei campioni in carica, che trovano degli Spurs pesantemente rimaneggiati dalle vicissitudini stagionali. I ragazzi di Popovich, privi del lungodegente Leonard, possono affidarsi ad un Aldridge formato MVP e all’immortale Ginobili, ma le rotazioni sono davvero troppo povere di talento per opporsi a Durant, Thompson, Green, Iguodala.. Quest’anno lo score in trasferta degli Spurs è stato pessimo (8 sconfitte di fila, serie ancora aperta) e tutto lascia presagire che sarà durissimo violare la Oracle Arena. Bollino rosso su gara 3 e gara 4: se i Warriors violeranno l’AT&T Center la pratica potrebbe essere chiusa a Oakland in gara 5. A meno che Kawhi Leonard..

(3) Portland Tail Blazers – (6) New Orleans Pelicans 4-3

McCollum e Lillard, i fenomeni di Portland

Il quarto più indecifrabile della Western Conference. Da un lato i sorprendenti Tail Blazers di Damian Lillard (26.9 PPG in stagione) e CJ McCollum, dall’altro un Anthony Davis mai così forte in carriera. Pesantissima l’assenza di DeMarcus Cousins, ma ancora più complesso risolvere i problemi difensivi: solo i disastrati Suns concedono più punti dei Pelicans (110.4 OPP PPG). Per New Orleans sarà fondamentale che Rajon Rondo mantenga lo stato di forma dell’ultimo mese (10.5 APG), mentre Portland dovrà tirare fuori qualche punto in più da una panchina difficilmente in doppia cifra. Una sfida, dunque, equilibrata nella quale il fattore campo potrebbe alla fine fare la differenza. Nelle ultime 10 i Tail Blazers sono 8-2 al Moda Center, per questo ci sentiamo di puntare sul passaggio del turno di Lillard e compagni.

(4) Oklahoma City Thunder – (5) Utah Jazz 4-2

Gobert contro Westbrook: una sfida nella sfida

Dopo una stagione sopra le righe Utah ha voglia di stupire ancora. Sulla sua strada trova gli altalenanti Thunder, che non hanno ancora trovato il modo di mettere a frutto il talento a loro disposizione. Tuttavia, i ragazzi di coach Donovan dispongono di un arsenale offensivo più che sufficiente per passare il turno. Non solo lo storico Westbrook (2° anno di fila in tripla doppia di media) ma anche un Adams stellare a coprire le lacune difensive di Paul George e Carmelo Anthony. I Jazz mettono sul piatto il talento di Donovan Mitchell, la solidità di Rudy Gobert e poco altro, dato che Rubio resta (al netto dei miglioramenti di stagione) una PG di seconda fascia dal punto di vista realizzativo. Solo un suicidio dei Thunder potrebbe portare questa partita oltre gara 6: dopo la rivoluzione estiva per portare talento alla corte di Russell, qualunque risultato diverso dalla semifinale di Conference aprirebbe scenari impensabili sul futuro.

Questi i nostri pronostici per il primo turno playoff: appuntamento al prossimo mese per il quadro delle semifinali di Conference!

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