fbpx
Seguici su

Editoriale

“Campionato falsato”

“Campionato falsato”

“Fratelli d’Italia, l’Italia s’è desta”. Purtroppo non lo canteremo questa estate in Russia, tuttavia ci perdonerà Mameli se lo prendiamo in prestito per un altro scopo. Effettivamente, calcisticamente parlando, da nord a sud gli italiani uniti sono riusciti a trincerarsi dietro il consueto slogan del campionato falsato. Non è una novità: polemiche e complotti fanno parte del nostro dna. La Serie A volge al termine in un clima tutt’altro che tranquillo e disteso.

LE PULIZIE DI PRIMAVERA

L’arrivo della primavera è sinonimo di cambiamento, di freschezza e felicità. Il Napoli rappresentava la novità, il vento del cambiamento dopo il “medioevo oscuro bianconero”. Non dimentichiamoci, però, che siamo in Italia e noi italiani siamo particolari. All’ombra del Vesuvio il malcontento cresce sempre di più in attesa di una scintilla che lo faccia scoppiare. Cadono le barriere, non esistono differenze territoriali, tutti i fratelli italiani si sono uniti. Tanto da attaccare in prima battuta un concittadino, tale Gigio Donnarumma, per aver compiuto una parata miracolosa all’ultimo secondo. Sotto la Mole, tuttavia, i bianconeri non se la passano tanto bene. C’è il rischio concreto che il regno delle due Sicilie si prenda una grande rivincita sui piemontesi invasori. Dopo tanti anni di successi, la Juventus appare “umana” e si fa travolgere dal post partita del Bernabeu.

BIDONI DELL’IMMONDIZIA E ROVESCIATE

Il campo viene dimenticato, non esiste più il calcio come sport. Si apre un teatrino, fatto da tante marionette e battute di basso livello. Tra fruttini, bidoni dell’immondizia e patatine il campionato non ha più un padrone. Tocca al destino intervenire come spesso avviene: Simy si traveste da Cristiano Ronaldo e Koulibaly sale in cielo come San Gennaro. E’ l’apoteosi, da tantissimi anni non si vedeva una Serie A così. Una lotta scudetto avvincente ed un intero popolo azzurro che crede nel “miracolo”. Quel fiume di persone in festa, a prescindere dalla fede calcistica, fa emozionare. Probabilmente la scena più bella di questa stagione, l’essenza di questo sport.

COSI’ NON VAR

L’effetto svanisce subito appena una settimana dopo. “Campionato falsato” torna ad essere il tormentone, Orsato diventa il nemico numero 1, il tanto atteso Var viene considerato inutile. Insomma termina qui la serie A. Tutto il resto non conta più: denunce, esposti in procura, fantomatiche interrogazioni parlamentari. Un popolo che si sente derubato, offeso e maltrattato. Un furto di calcio e di stato viene definito dal sindaco di Napoli De Magistris. Il mondo ci guarda, ci osserva e riflette. Noi, invece, riusciamo solo ad alimentare questa caccia alla streghe in un clima di odio e rancore. Un altro campionato volge al termine e nessuno ricorderà l’epico duello Juventus-Napoli. Da questa estate in poi ci si ricorderà solo di Orsato, di Pjanic e di Vecino. D’altronde, a distanza di vent’anni, si parla ancora di Iuliano-Ronaldo suvvia…

Ernesto Francia, editore classe 1991 per LivinplayNews. Laureato in Scienze storiche presso l'Alma Mater Studiorum di Bologna, collabora come giornalista per quotidiani ed editore per blog sportivi. Grande amante di calcio e basket, segue lo sport a 360 gradi unendo passione e lavoro.

Altro in Editoriale