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ESports: i Messi e Ronaldo del futuro sono già qui!

ESports: i Messi e Ronaldo del futuro sono già qui!

Tra qualche anno piuttosto che Cristiano Ronaldo e Lionel Messi, potremo acclamare Niccolò Mirra e Mattia Guarracino. I più penseranno che chi scrive è sicuramente un pazzo. E probabilmente non sbaglierebbero di molto. Ma chi sono questi due? Due talentini in auge stile Vincenzo Sarno, “bambino prodigio” da 120 milioni di lire? No, non proprio. Mirra e Guarracino sono due FIFA videogamer. Campioni degli eSport messi sotto contratto rispettivamente da Roma e Sampdoria. Si, sotto contratto. Ingaggiati per rappresentare le due squadre ai Campionati Mondiali di FIFA.

Si avete capito bene. FIFA. Quello che insieme a PES è il più famoso videogioco di calcio. Quel giochino causa di litigate con gli amici. Pomeriggi infiniti persi con conseguente debito a fine anno.

Perchè oggi giocare a FIFA/PES non può essere solo una scusa per non studiare il pomeriggio. Ma può anche essere considerato un lavoro.

La scelta del CIO

Ad ottobre scorso, il CIO ha ufficialmente aperto agli eSports come disciplina olimpica. Attraverso un comunicato ha dichiarato che “possono essere considerati delle discipline agonistiche vere e proprie”.

L’apertura da parte del Comitato Olimpico certifica gli eSport come fenomeno in forte crescita, soprattutto fra i giovani. E soprattutto nel continente asiatico. Non a caso, soprattuto i sudcoreani sono considerati i maestri del settore. Affemandosi continuamente nelle principali competizioni organizzate a livello mondiale. Sembra assurdo, ma nel mondo dei videogame esiste già il professionismo. Gli stessi player sono sottoposti a duri ed estenuanti allenamenti. Oltre agli infortuni, in particolar modo alle articolazioni delle mani. Ovviamente. Sono tantissimi, inoltre, milioni i telespettatori online e gli spettatori presenti nelle arene.

 

 

Boom di revenues

Nel 2016 gli eSports hanno fatturato un giro d’affari di 460 milioni di dollari e si stima che entro il 2020 possa arrivare al miliardo di dollari. Poca roba diciamo. Il fenomeno degli eSports rappresenta un trend mondiale in forte ascesa. Superando di gran lunga, a livello di audience via streaming, la maggior parte di quelli che sono gli eventi considerati tradizionali.

Nielsen ha recentemente stilato una Top 10 dei trend mondiali, e indovinate a che posto si sono posizionat gli eSports? Al 7° posto!!

Volete un esempio? Ricordate le Finals Nba ’16? Quelle storiche in cui i Cavs rimontarono i Warriors vincendo 4-3. Quella gara 7 fu seguita da 31 milioni di spettatori. Beh, le finali mondiali di League of Legends tenutesi a Berlino furono seguite da ben 36 milioni di spettatori.

FNATIC, i galacticos degli eSports

FNATIC nasce nel 2004. E oggi è un vero e proprio impero. I galacticos dei videogame. I team di FNATIC fanno incetta di premi nei tornei di tutto il mondo. Così forti che la BBC li ha definiti il Real Madrid dei videogiochi. In Europa nessuno come loro.

Recentemente, la società è entrata anche nel mercato italiano. Tramite una partnership con la Roma. Il Presidente giallorosso Pallota ha investito 6,5 milioni nella società di Sam Mathews, fondatore di FNATIC. E infatti, nel virtuale, è proprio l’azienda di Mathews lo sponsor della Roma. Oggi FNATIC è una vera e proprio impresa. Con settantacinque dipendenti e quaratacinque giocatori professionisti. Arrivando anche ad ottenere merchandisign sponsorship milionarie.

Gli sviluppi in Italia

E l’Italia? In Italia, come sempre, arriviamo tardi. Ma almeno stiamo arrivando. Gli eSports, nel Bel Paese, coinvolgono un milione e duecentomila persone. Con una distribuzione demografica di cui il 51% ha un’età fra i 18 e 34 anni. Mentre quelli tra i 35 anni e 64 anni sono il 32%. Con un’interessante quota rosa che arriva al 12%.

In Italia il giro d’affari è arrivato ai 12 milioni nel 2016 e si stima arrivi ai 14 milioni nel 2018.

Anche i grandi campioni del passato si sono interessati. Come ad esempio Ruud Gullit, l’olandese con le treccine. L’ex Milan e Sampdoria ha deciso fondare un’accademia di esports dedicata proprio ai videogiocatori di FIFA, il celebre game targato EA Sports. La finalità è dare la possibilità di emergere ai giovani talenti.

Ai membri viene fornito una preparazione completa e la possibilità di sfruttare software per analizzare dati e statistiche di gioco. Avranno, inoltre, specifica formazione sull’uso dei social network. Con l’intento di riuscire a creare un brand personale.

 

“Il pubblico è difficile da quantificare, perché spesso è invisibile”. Questo fa capire le potenzialità di un mondo che si gioca online, al passo con i tempi e i trend del mercato.

Non credo che gli eSports potranno sostituire lo “sport reale” ma sicuramente il “virtuale” è un mondo in forte crescita. Un settore a cui bisogna guardare con attenzione. In cui le aziende stanno investendo e che avrà sempre più spazio, soprattutto sui canali online streaming. L’ascesa è imponente e non si può più sottovalutare.

Guardate questo video, Roma-Sampdoria, 0-1. Non siamo così lontani. Tra qualche anno il Pallone d’Oro non si vincerà con i piedi, ma con le mani.

 

 

Marco Pino, editore classe 1993 per LivinplayNews. Studente all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano in Management per l’Impresa, ha approfondito le sue conoscenze in materia sportiva con Sports Management. È da sempre appassionato di sport, in particolare alla gestione delle società calcistiche e ai loro business.

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