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Jesse Owens, Berlino 1936

Editoriale

Dalla prima Olimpiade fino alla Catalogna: l’eterno binomio sport e politica

Dalla prima Olimpiade fino alla Catalogna: l’eterno binomio sport e politica

Olimpia (Grecia), 776 a.C. nascono i primi Giochi Olimpici della storia. Noi italiani siamo figli della cultura greca e latina, la nostra identità storico-culturale nasce dal mondo classico, ma se ci pensiamo bene non sono proprio le Olimpiadi l’eredità più importante che ci hanno lasciato? Non si offenda nessuno, non sto paragonando l’enorme “tesoro culturale” classico con delle gare sportive, piuttosto mi sto concentrando sull’essenza dei Giochi Olimpici, sul loro valore originario e sulla loro funzione sociale, politica e storica. In epoca contemporanea le Olimpiadi sono state teatro di scandali di diverso genere, trasformandosi in un evento globale legato essenzialmente al dio denaro. Alle origini, invece, era Zeus l’unico dio per il quale si svolgevano i giochi e la funzione religiosa era accompagnata da quella politica e sociale; per i Greci i giorni dedicati ai giochi rappresentavano un momento di sana competizione e di pace. L’originario “spirito olimpico” ed il concetto di sport antico sono finiti nel dimenticatoio; tuttavia è indubbio che la storia dello sport sia andato di pari passo con l’evoluzione dell’uomo.

Sport e politica negli USA: il caso Trump

Donald Trump e LeBron James

Donald Trump e LeBron James

Un pallone, un canestro, un prato hanno influenzato e caratterizzato molti eventi storici, rendendo lo sport fondamentale per ogni fine politico. So che in molti avranno pensato al denaro come principale mezzo politico, ma non è forse vero che oggi tutto l’universo sportivo è legato ai soldi ed agli interessi economici? La storia ce lo insegna e ce lo dimostra quotidianamente; gli ultimi eventi, in ordine cronologico, nei quali sport e politica si sono intrecciati sono avvenuti negli Usa ed in Spagna. Tuttavia questi rappresentano solo la punta dell’iceberg: tutto lo sport statunitense si è schierato contro il presidente Donald Trump e le violenze razziali. Una bomba ad orologeria che è esplosa in maniera definitiva creando una spaccatura netta tra “bianchi e neri”, “tra neri e la polizia”; dal Basket fino al Football americano tutte le maggiori stars sportive, in segno di protesta, hanno deciso di inginocchiarsi durante le esecuzioni del’inno nazionale americano. Lebron James e Kobe Bryant, due leggende Nba, hanno sostenuto la scelta del collega Curry e dei Golden State Warriors di non recarsi alla casa Bianca per l’incontro ufficiale con il presidente Trump. Lo sport è sceso in campo in maniera netta, decisa ed unita come mai nella storia degli Usa; il presidente Trump sta affrontando una crisi politica e sociale interna molto grave.

Sport e razzismo: da Berlino 1936 al SudAfrica di Mandela

Slogan di Nelson Mandela

Slogan di Nelson Mandela

Come ho già detto questa è solo la punta dell’iceberg; lo sport ha combattuto la politica nella lotta al razzismo e la politica ha utilizzato lo sport per fini razzisti e nazionalisti. Il primo caso è stato evidente, per esempio, in Sudafrica nella lotta all’apartheid condotta da Nelson Mand

ela o in Francia dove è il mezzo principale di integrazione fra diverse etnie. Nel secondo caso basti pensare alla storia del nostro paese o a Berlino 1936; i regimi totalitari nazionalisti hanno utilizzato ed utilizzano lo sport come principale macchina di propaganda e di supremazia etnica. Hitler considerò i giochi Olimpici del 1936 a Berlino, l’occasione migliore per esaltare la razza ariana e la potenza tedesca. Fu Jesse Owens il simbolo di quell’edizione, un giovane statunitense di colore che con le sue imprese sportive divenne l’emblema non solo dello sport ma anche della lotta al razzismo. Alla luce di tutto questo è evidente che sport e politica non si potranno separare mai; non c’è nulla che leghi così tanto gli uomini come lo sport e la politica ha bisogno di avere unità.

La “questione catalana”: lo scontro Piquè – Ramos

La protesta del popolo catalano

La protesta del popolo catalano

A questo proposito, oltre alla vicenda Trump, la questione della Catalogna è anch’essa emblematica a livello sportivo e politico; la coppia di difensori centrali della nazionale iberica, Piquè e Ramos, sono diventati i simboli sportivi di questa situazione politica. Da una parte il difensore del Barcellona sostiene l’indipendenza della Catalogna, la sua identità storica e politica; dall’altra parte il difensore del Real Madrid è convinto che la questione sia legata semplicemente ad interessi economici e politici. Lo sport ancora una volta sovrasta la politica, i cittadini spagnoli si rivedono in due calciatori e non nei rappresentanti politici, l’attenzione è tutta concentrata sulle parole e le azioni di due uomini che calciano un pallone su un prato verde. Ognuno potrà avere la sua opinione ed io non analizzerò la questione nello specifico; io voglio credere che ancora lo sport possa trasmettere emozioni, possa unire gli uomini di diverse etnie, razze e religioni, possa avere una funzione di riscatto sociale. Possa essere un momento di pace e gioia per tanti, non un subdolo mezzo legato agli interessi politici ed economici di pochi.

Ernesto Francia, editore classe 1991 per LivinplayNews. Laureato in Scienze storiche presso l'Alma Mater Studiorum di Bologna, collabora come giornalista per quotidiani ed editore per blog sportivi. Grande amante di calcio e basket, segue lo sport a 360 gradi unendo passione e lavoro.

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