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Il calcio tace. La gente pensa.

Il calcio tace. La gente pensa.

Una domenica non come le altre. Una domenica diversa. Piena di significato. Le elezioni politiche e il derby di Milano. Dopo una magia di Dybala e una Roma corsara.

Una domenica che può cambiare la vita. Intesa come una stagione.

Ti alzi la mattina e magari vai in Chiesa. O magari è troppo tardi per fare colazione.

Vai a votare o, se non puoi, pensi a chi avresti voluto votare.

Un’altra occhiata alla formazione del Fantacalcio prima dell’anticipo di mezzogiorno. Pensi ai 4 goal presi da Reina la sera prima, e cadi nello sconforto. Il tuo avversario ha anche segnato con Mertens all’ultimo respiro. Solo un miracolo può salvarti.

Sei interista o milanista. E pensi alla partita più importante della stagione. Forse hai anche il biglietto per andare a San Siro a goderti lo spettacolo. Urlare di gioia o sfogare di rabbia. Perchè il calcio, si sa, non è solo un gioco. Per chi lo ama, diventa un determinante dello stato d’animo.

La tua domenica da passare fra imprecazioni, schedine perse, elezioni, Salvini e Cinque Stelle, sta per avere inizio. Non vedi l’ora. Non vedevi l’ora di questo 4 Marzo. Che tra l’altro è anche il compleanno di Lucio Dalla. E come fai a non ricordare la sua canzone.

Quella canzone che magari rimbomba nelle tue orecchie ogni 4 marzo. Scritta da Dalla e Paola Pallottino.  “Voleva essere un mio ideale risarcimento a Lucio per essere stato orfano dall’età di 7 anni. Doveva essere una canzone sull’assenza del padre, ma poi è diventata una canzone sull’assenza della madre”. Questo confessarono gli autori. E pensi a come abbia fatto Lucio a crescere senza un padre.

Ritorni, ancora una volta, ai tuoi pensieri. Scommesse, schedine, Fantacalcio, pranzo dalla nonna, elezioni e Derby. Non vedi l’ora. Che domenica da urlo. Genoa-Cagliari sta per iniziare.

In un secondo, però, tutto cambia. Una notizia, un’espressione, l’incredulità. Pensi sia uno scherzo, non può essere vero.

Davide Astori non c’è più. E’ morto. Per te salta il programma della domenica, per qualcun altro cambiano i programmi di una Vita.

Il Capitano Viola è stato espulso. Rosso diretto. Mandato sotto la doccia da un arbitro troppo severo e ingiusto.

Non curante che la sua bimba, di 2 anni, è con la mamma a vederlo giocare. Davide, però, non protesta. Va negli spogliatoi in silenzio. A testa alta e fiero. Col sorriso e la pacatezza che lo hanno sempre contraddistinto. Lasciando agli altri il piacere di volergli bene.

Il rumore del silenzio

Davide se n’è andato e noi stiamo in silenzio. Per rispettare il suo esempio. Il calcio si ferma, e pensa. Facile pensare adesso, domani sarà tutto dimenticato. La giovinezza di una Vita spezzata, e la fugacità di un momento di riflessione. Riflettere su come, in un attimo, tutto può cambiare. Un amico che ti lascia, un marito che non c’è più, un Capitano che ti abbandona. E un padre che non lo sarà.

Se ne va “uno del Circo”. Un uomo Azzurro. Un difensore a testa alta. Mancino di quelli con un qualcosa in più. Lo si vede lontano un miglio. Pronto a prendersi responsabilità, per essere chioccia e scudo.

Astori, per come ce lo stanno raccontando i suoi compagni ed avversari, è così. E noi ci crediamo. Non per retorica. Piuttosto per lealtà nei confronti di un mondo, quello del Calcio, che alla fine è come noi. Uomini e famiglie che combattono delle battaglie. Con Noi in campo, e come Noi nella Vita.

Il piano della domenica perfetta è saltato. Il silenzio ha fatto più frastuono di un San Siro pronto per il Derby della Madonnina. I pensieri si sono accavallati e nessuna voleva giocare. Non è stato un segno di rispetto nei tuoi confronti, caro Davide. E’ stato un segno di strazio. Di debolezza umana. Di non essere capaci di reggere lo sforzo fisico con il dolore nel cuore.

Sarebbe stato meglio svegliarsi ieri, e imprecare. Per una schedina persa. O mezzo punto al Fantacalcio. Per un goal di Cutrone. Sfotterci e litigare.

Tu invece, caro Davide, ci hai costretto a tacere. E a pensare..

Rimarrai per sempre un grande Condottiero Viola.

Da domani, e per sempre, indossare quella fascia significherà portare in campo il tuo ricordo, il ricordo di Davide Astori. Sarai per sempre il Capitano della Tua Viola.

 

 

 

 

 

 

 

 

“Ce ne andiamo tutti, non in ordine di apparizione”

 

 

 

Marco Pino, editore classe 1993 per LivinplayNews. Studente all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano in Management per l’Impresa, ha approfondito le sue conoscenze in materia sportiva con Sports Management. È da sempre appassionato di sport, in particolare alla gestione delle società calcistiche e ai loro business.

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