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Intervista ESCLUSIVA a Emerson Palmieri: “Che emozione l’esordio in Nazionale! Tra la Serie A e la Premier dico che…”

Intervista ESCLUSIVA a Emerson Palmieri: “Che emozione l’esordio in Nazionale! Tra la Serie A e la Premier dico che…”

Emerson Palmieri ha affrontato molte sfide nella sua ancor breve carriera. L’arrivo in Italia da solo, l’esordio in Serie A, l’infortunio, il recupero e il passaggio in Premier League.

Senza dimenticare una tappa fondamentale della sua crescita, l’esordio con la maglia azzurra, avvenuto solo pochi mesi fa perché a causa del maledetto infortunio al ginocchio, che gli impedì di rispondere alla prima convocazione nel giugno 2017. Emerson abbina tecnica, corsa e tanto cuore, che in parte appartiene ancora al Brasile, dove vive la sua famiglia a cui è molto legato. In particolar modo al fratello, anch’esso calciatore.

Arrivato in Europa, dimostra subito il suo valore a Palermo e su di lui cadono le attenzioni delle big italiane, in particolare della Roma. Non è da tutti, in 4 anni, passare da Palermo, Roma, Chelsea e Nazionale. Emerson, però, sa che quello a cui è arrivato, non è un punto di arrivo ma bensì un punto di partenza. In questa intervista affronta alcuni temi cruciali per lui, come l’arrivo in un campionato totalmente nuovo, l’esordio in Nazionale e le differenze tra Italia e Inghilterra.

Quali sono state le emozioni che hai provato il giorno dell’esordio in Nazionale?

È stato un giorno molto speciale nella mia vita. Stiamo parlando di un’amichevole ma per me è stato molto importante indossare la maglia della Nazionale Italiana. Una sensazione diversa, per questo ho cercato di approfittare al massimo di quei 90 minuti che ho giocato e spero che siano soltanto i primi 90 minuti di tanti altri che giocherò con la maglia azzurra.

Qual è stato il giocatore che ti ha aiutato di più quando sei arrivato alla Roma e al Chelsea?

Quando sono arrivato alla Roma, c’era un gruppo molto forte, mi hanno accolto benissimo. Lì c’erano Leandro Castan e Maicon, quindi mi sono aggiunto a parlare portoghese con loro. Qui al Chelsea la stessa cosa, tutti mi hanno accolto benissimo, dallo staff e dirigenza ai giocatori, e nonostante conoscessi già Rudiger,con il quale avevo giocato a Roma, i brasiliani Willian e David Luiz mi hanno aiutato tantissimo ad ambientarmi con la lingua.

Per le tue caratteristiche, speri di tornare a giocare in Italia o preferisci la Premier?

Nella Premier League impari tante cose, c’è molta intensità, a volte non hai il tempo per pensare. Forse la Serie A è più tattica ma qui in Inghilterra giochiamo in un modo diverso, molto intenso, quindi troviamo molte difficoltà contro le squadre di bassa classifica. Lo stesso avviene anche durante le partite di coppa, dove sfidiamo squadre di seconda o terza divisione con molta velocità e intensità di gioco.

Quali sono i giocatori più forti che hai incontrato in Italia e in Inghilterra?

Ho giocato con tantissimi buon giocatori, sia qui che in Italia. Un giocatore in particolare, con cui ho giocato insieme al Palermo ed oggi sta dimostrando tutto il suo valore, è Dybala. A Palermo aveva già dimostrato tutto il suo potenziale e oggi ancor più sta facendo vedere il grandissimo giocatore che è. Qui in Inghilterra, invece, un giocatore contro cui ho giocato e che mi ha impressionato particolarmente è stato Sané del Manchester City.

In base al tuo stile di gioco, potresti anche giocare in posizione più avanzata?

Sono abituato a giocare nella difesa a 4 come ho giocato per esempio alla Roma, ma anche nel 3-5-2 facendo tutta la fascia. Al Chelsea ho giocato un paio di volte come esterno alto d’attacco, ma per me è più complesso ricoprire questo ruolo perché non sono ancora molto abituato a giocare spalle alla porta, quindi per farmi giocare in una posizione più avanzata mi servirebbe un po’ di tempo per ambientarmi.

E’ stato più facile ambientarsi alla Roma o al Chelsea?

Per ambientarmi è stato un po’ più facile alla Roma, perché sapevo un po’ di italiano e per il fatto di aver già vissuto un periodo in Italia precedentemente. Di conseguenza, considero la lingua il fattore che mi ha facilitato la vita in Italia, diversamente da quando sono arrivato a Londra. Qui ho trovato una struttura spettacolare del Chelsea, ma non sapevo parlare la lingua, quindi ci ho messo più tempo. Ma ora sono ambientato, felice e senza alcun problema.

Ringraziamo Emerson Palmieri per la sua gentilezza e gli auguriamo ogni tipo di fortuna per la sua carriera.

La realizzazione di questa intervista è stata possibile grazie ad The Aces Agency, l’agenzia che cura la comunicazione del calciatore, alla quale vanno i nostri ringraziamenti per la disponibilità dimostrata.

 

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