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La testa (e il cuore) oltre l’ostacolo: Gattuso riparte dai numeri

La testa (e il cuore) oltre l’ostacolo: Gattuso riparte dai numeri

Gattuso = grinta!

Chi non l’ha mai pensato? Ma non è (solo) con questo spirito da “Ringhio” che ha risollevato il Milan. I numeri a volte contano, e spesso fanno la differenza.

Prima la corsa

Si è detto tanto della forma fisica dei giocatori del Milan che con Montella sembravano correre con lo zaino in spalla, mentre adesso, pur giocando quasi sempre gli stessi, hanno ripreso a macinare chilometri. E questo va ad incidere, nettamente, sulla qualità del gioco. I numeri a volte contano, ma se non girano le gambe, diventano inutili. Dopo un iniziale approccio alla difesa a 3, Gattuso ha dato stabilità alla sua squadra puntando fermamente sul 4-3-3 e, tendenzialmente, sugli stessi interpreti.

Fraseggio e impostazione

In fase di possesso, il Milan cerca di evitare il più possibile il lancio lungo, con un’unica variante: Bonucci. Il capitano rossonero, dopo essersi tolto le pressioni eccessive di cui lui stesso si era caricato, ha ricominciato a giocare come sa. La sua abilità nelle “sventagliate” danno al Milan una variante importante di gioco, in particolare quando il pressing avversario è ultra-offensivo. In condizioni normali, comunque, i rossoneri partono sempre da Donnarumma, il quale cerca subito uno tra i due centrali o Biglia, che si abbassa per ricevere palla.

Esterni punto di forza

Quando ciò non è possibile, Gigio allarga direttamente verso i terzini, a volte, però, sbagliando la misura del passaggio. I cambi di gioco sono una delle armi principali dei rossoneri, poiché spesso riescono a superare la prima fase di pressing avversaria grazie alle aperture verso le mezz’ali Kessiè e Bonaventura, o direttamente verso Calhanoglu e Suso. Quando il Milan attacca, sale sempre un terzino solo, il quale si sovrappone all’ala sulla sua corsia e, in gergo, gli toglie l’uomo, andando a creare superiorità numerica. (Nell’immagine, Calhanoglu ha il possesso e la scorribanda di Rodriguez sulla sinistra gli concede due opzioni, il tiro con il destro o il filtrante per lo svizzero).

Molti avranno notato che le ali del Milan giocano a piedi invertiti. Avete fatto caso a quanti gol siano nati grazie ai cross? Solo alcuni esempi. Nel derby di Coppa Italia e contro la Roma in campionato, Cutrone ha fatto due gol molto simili, andando quasi solo a sfiorare la palla che Suso aveva messo in mezzo con il suo mancino. A Genova, poche settimane fa, a dieci secondi dalla fine, ancora Suso con lo stesso movimento ha fornito l’assist per il primo gol in campionato di Andrè Silva. Come diceva un noto personaggio televisivo… Coincidenze? Io non credo.

Squadra corta

In fase di non possesso, il Milan si adatta all’avversario che affronta, con alcune costanti. Se non vuole concedere profondità all’avversario, lo aspetta a ridosso della linea mediana del campo. Logico, chiaramente. Ma è qui che è ritorna la “nuova” forma fisica. Il Milan, sia nelle vittorie che nelle sconfitte, negli ultimi 3 mesi, raramente ha avuto grosse distanze tra i reparti. La squadra gioca al massimo in 30 metri. Cosa permette ciò? Il metodo e l’allenamento. La prima fase di pressing viene svolta dalla punta centrale e, a turno, da una delle due mezz’ali, che vanno ad attaccare direttamente i difensori centrali che portano palla. Le ali marcano i terzini, impedendo la fluidità della manovra avversaria. (Nell’immagine, il pressing di Bonaventura sul difensore centrale doriano nella partita con la Sampdoria).

Nella sfida con l’Arsenal, in particolare all’andata, questo sistema è andato in difficoltà perché la tecnica individuale dei giocatori inglesi permetteva loro di uscire dal pressing senza troppi affanni (oltre a tutte le altre variabili di inesperienza messe in mostra dai rossoneri). La forma fisica degli uomini di Gattuso è sembrata essere inferiore a quella dei giocatori dell’Arsenal, costringendoli a rincorrere spesso gli avversari e affaticarsi inutilmente.

 

Sicuramente ha influito positivamente la crescita dei singoli, che con Montella facevano fatica anche a causa dell’inabitudine a giocare insieme, ma l’organizzazione di Ringhio è stata fondamentale. Lavorando nel silenzio, soprattutto senza i proclami eccessivi figli della campagna acquisti faraonica della scorsa estate, Gattuso ha dato sicurezza ai suoi giocatori, evitando di stravolgere la formazione ad ogni partita e puntando su un solido blocco di giocatori. E mettendoci sempre la sua grinta. Quella, comunque, non passa mai di moda.

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