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Leggenda del basket italiano: Dino Meneghin!

Leggenda del basket italiano: Dino Meneghin!

Lignano Sabbiadoro, settembre 2008.

Eravamo dei ragazzini. Arrivati, con sorriso e sudore, a competere per le finali nazionali studentesche di pallacanestro. Una gita, un’esperienza. Che si è trasformata in un sogno quando le nostre “piccole” mani hanno stretto la “manona” del signore che spicca in foto: DINO MENEGHIN.

Lui che si avvicinò alla pallacanestro proprio grazie ai campionati studenteschi.

E’ il 1964, siamo a Varese. Mentre due formazioni si affrontano in campo, uno dei due allenatori, Nico Messina, vede svettare un 14enne di due metri sugli spalti. Finita la partita gli si avvicina e gli chiede “Tu, hai mai giocato a basket?”.

Il giovane, e predestinato, Dino risponde di no. A quel punto Messina gli chiede di correre. Per testare la sua predisposizione all’attività fisica.

Il giorno dopo, il “ragazzino” era già in campo ad allenarsi. Con le scarpe comprate dalla mamma il pomeriggio precedente.

Un paio di Superga rosse che in quel di Varese non piacevano mica.

Fu a quei campionati studenteschi che nacque la leggenda.

Leggenda della pallacanestro

Dino Meneghin, nel mondo, significa pallacanestro italiana. Un uomo che ha segnato un’epoca, in Italia e in Europa.

Grandissimi riconoscimenti per lui. Nel 1991 viene eletto dalla rivista Giganti del Basket  come il più grande giocatore europeo di tutti i tempi.

E lui, un gigante, lo è davvero. Un animale dei 28×15. Un ragazzo che si avvicina alla pallacanestro quasi per caso.

Primo giocatore italiano ad entrare nella Hall of Fame del basket mondiale. Presentato dall’amico Bob McAdoo. Con cui dominò i pitturati d’Italia e Europa per tanti anni!

La carriera

Una carriera leggendaria quella di Dino Meneghin. Cominciata da professionista nel 1966 con la Ignis Varese, dopo la trafila nelle giovanili.  L’Ignis vincerà lo Scudetto del 1969, il primo di una lunga serie per il 19enne Dino. E dopo la vittoria italiana, arriva il primo successo europeo. Nel 1970 in finale di Coppa Campioni contro il Cska Mosca. Ed è qui che Dino comincia a coltivare un’ossessione per la vittoria. Dedicando, da quel momento in poi, la sua carriera alla ricerca di un modo per ripetersi. Sempre, Ogni anno vincere. E ancora vincere.

«Quando nacque mio figlio Andrea fu una gioia enorme, però vincere è un’altra cosa. È una sensazione che esplode e che riempie dalla testa ai piedi. La vittoria è di color rosso»

Alla fine degli anni a Varese sarà il momento delle “Scarpette Rosse”. Dopo 5 Coppe dei Campioni, 7 Campionati, 4 Coppe Italia, 3 Coppe Intercontinentali e 2 Coppe delle Coppe con la Ignis, Dino passa a Milano.

Saranno altri nove anni pieni di successi, con tante vittorie indimenticabili.

Lascia Milano e passa a Trieste per tre stagioni. Per poi finire la carriera nel capoluogo lombardo nel 1944. A 44 anni!

Palmares infinito: 12 scudetti all’attivo e 13 finali di Coppa Campioni disputate. Vincendone 7. Una carriera da urlo.

«Non mi avete solo guardato con le statistiche: altri avevano numeri migliori dei miei. Non mi avete misurato con quelle: avete visto il quadro più grande e sono profondamente commosso dal fatto che lo avete riconosciuto nel mio gioco e nella mia intera carriera»

 

Tanti Auguri Gigante Buono. Tanti Auguri Dino Meneghin!

 

 

Marco Pino, editore classe 1993 per LivinplayNews. Studente all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano in Management per l’Impresa, ha approfondito le sue conoscenze in materia sportiva con Sports Management. È da sempre appassionato di sport, in particolare alla gestione delle società calcistiche e ai loro business.

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