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Editoriale

Protagonisti e non semplici comparse

Protagonisti e non semplici comparse

L’arrivo della primavera coincide, calcisticamente parlando, con la fase clou della stagione. I campionati si avviano verso il rush finale ed ogni partita vale molto più dei semplici tre punti in palio. Tuttavia questa è anche la fase cruciale delle coppe europee. Sono le settimane che valgono un’intera stagione, che influenzano positivamente o negativamente l’andamento di una squadra. Dal paradiso al baratro più profondo, le notti europee sono quanto di più bello e spettacolare per le squadre di club. Una gustosissima cena che anticipa un’estate di fuoco con il mondiale di Russia. Noi purtroppo non ci saremo, una delle pagine peggiori e nere della storia del calcio italiano. Allo stesso tempo, però, abbiamo tre squadre che ancora sono in corsa nelle coppe europee. La rinascita del nostro calcio passa anche dai club, per ritornare protagonisti al centro dell’Europa.

CHAMPIONS LEAGUE: IL SOGNO PROIBITO

Inevitabilmente la coppa dalle grandi orecchie è l’obiettivo principale per ogni grande club. Ogni anno è una lotta serrata che le squadre italiane fanno contro i top clubs esteri. Possiamo vantare una lunga storia di successi, ma anche tantissime delusioni. Da una parte il Milan che, insieme al Real Madrid, rappresentano le “specialiste” della competizione; dall’altra una Juventus che detiene il record poco lusinghiero di finali perse. Una maledizione, quella bianconera, che si è ripetuta due volte negli ultimi tre anni. Tuttavia questi risultati raggiunti dalla squadra di Allegri sono stati una svolta per l’intero movimento calcistico italiano. L’Italia era considerata in netto declino e nessuno puntava su una finalista italiana nel breve periodo. La storia ha dimostrato il contrario, ora però l’obiettivo, diventato quasi ossessione, è vincerla. Se la Juventus, ormai, è tornata a sedersi al tavolo delle grandi, le altre italiane faticano un po’. Tuttavia sarebbe estremamente sbagliato parlare esclusivamente di risorse, soldi, potenza del club. Le italiane in Europa hanno esattamente due facce: da una parte possono farsi rispettare ed essere protagoniste, dall’altra rinunciano da principio. La stagione di Roma e Napoli è l’esatto specchio di questa attitudine tutta nostrana.

CHIUSI NEI NOSTRI CONFINI

Dopo più di dieci anni abbiamo due squadre italiane ai quarti di finale di Champions. Il clima di grande festa e clamore dovrebbe, invece, essere una normalità per il calcio italiano. Le competizione europee si conquistano sul campo, ma poi bisogna onorarle e giocarle. La Roma ha portato avanti un percorso da grande squadra, superando club decisamente superiori come qualità della rosa e potenza economica della società. Al contrario, il Napoli ha preferito rimanere chiuso nei confini italiani. La scelta societaria e di mister Sarri è un qualcosa che non dovrebbe esistere nel mondo dello sport. Il sogno scudetto ha attirato tutta l’attenzione, mettendo in secondo piano il palcoscenico europeo. Una mentalità “provinciale” che non dovrebbe fare parte di uno dei club, attualmente, più importanti d’Italia. All’eliminazione in Champions si è aggiunta anche l’umiliazione in Europa League, competizione snobbata fin da principio. L’Europa, in casa Napoli, è stata considerata esclusivamente un peso.

DI NUOVO PROTAGONISTI?

Il grande interrogativo è proprio questo. La svolta passa esclusivamente da un cambiamento di mentalità. In particolare l’Europa League deve essere un importante banco di prova per i nostri club. Non esiste solo la Champions League, ma anche questa competizione che ancora oggi viene considerata “l’Europa delle piccole”. Le società italiane devono onorarla, non deve essere un pesante impegno del giovedì dedicato al turn over in vista del campionato. Il controsenso sta proprio in questo passaggio: si lotta un’intera stagione per il piazzamento europeo, lo si snobba l’anno successivo mentre in campionato si continua a lottare per ottenerlo. La classica situazione grottesca nostrana, che fortunatamente non ha trovato piede in casa Atalanta, Lazio e Milan quest’anno. I bergamaschi sono una realtà non più una piacevole sorpresa e hanno pagato la sfortuna nei sorteggi. I rossoneri puntano a tornare grandi, nonostante la poco chiara situazione societaria, mentre la Lazio si candida ad andare ancora più lontano dei quarti di finale. La strada intrapresa in questa stagione sembra quella giusta, adesso deve essere supportata da un rinnovamento a 360° del sistema calcio italiano. Nel frattempo incrociamo le dita ed aspettiamo ancora pochi giorni: Juventus, Roma e Lazio sono ancora in corsa.

Ernesto Francia, editore classe 1991 per LivinplayNews. Laureato in Scienze storiche presso l'Alma Mater Studiorum di Bologna, collabora come giornalista per quotidiani ed editore per blog sportivi. Grande amante di calcio e basket, segue lo sport a 360 gradi unendo passione e lavoro.

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