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Si scrive calcio, si legge DEL PIERO

Si scrive calcio, si legge DEL PIERO

Per ogni ragazzo della mia età tifoso juventino, alla domanda “Chi è stato per te il calcio?” è quasi scontato rispondere “Alessandro Del Piero”. Il numero 10, che ogni altro giocatore della Juventus che indosserà quella maglia, saprà sempre di ereditare una maglia leggendaria. 

Le origini

Correva il 9 Novembre del 1974, in un paesino in provincia di Treviso, esattamente San Vendemiano, a cinque chilometri da Conegliano Veneto, nasceva Alessandro Del Piero. Nato dalla madre Bruna, casalinga molto attenta all’andamento della casa, e dal padre Gino, elettricista scomparso quando Alex raggiungeva l’apice della carriera, il nostro protagonista ha sempre vissuto con la passione per il calcio. A 8 anni Alessandro si iscrive per la prima volta in una scuola calcio, l’A.C. San Vendemiano. Da lì in poi, con questa squadra, farà tutta la trafila giovanile, Pulcini, Esordienti e Giovanissimi. Il 10 Novembre del 1987 finirà sul taccuino, con il massimo dei voti, di un osservatore del Padova e nel giro di pochi mesi verrà ufficialmente ingaggiato.

Il primo tesserino.

Gli inizi da professionista

Con il Padova continua il suo percorso formativo con la maglia numero 7, finchè il 15 Maggio 1992 si gioca una partita di Serie B tra Messina e Padova, al Giovanni Celeste. Lì, l’allora allenatore Bruno Mazzia lo fa debuttare tra i professionisti. In occasione di Padova vs Ternana il 22 Novembre 1992, Mauro Sandreani lo getta nella mischia e Alessandro segnerà il suo primo gol in Serie B. Durante la sua crescita con la squadra di club comincia a debuttare con le nazionali giovanili, Under 16, Under 17, con cui giocherà il suo primo mondiale, ed infine Under 18. In quest’ultimo periodo, gli allenamenti con altri calciatori che in futuro riusciranno a diventare professionisti, Albertini e Di Livio tra tutti.

L’approdo alla Juventus

Estate 1993, Del Piero è seguito dai top club italiani. Il 28 Giugno il presidente Giampiero Boniperti in meno di 24 ore chiude la trattativa. Più avanti racconterà in un’intervista che sarebbe stato il suo ultimo regalo per la Juventus. Diventerà il pupillo dell’avvocato Agnelli che lo soprannominerà “Pinturicchio” per l’eleganza del suo stile di gioco. Viene aggregato con la primavera e firma con Cuccureddu allenatore, la vittoria dello scudetto e del torneo di Viareggio. Segnando il rigore decisivo in finale contro la Fiorentina. La prima squadra in quell’annata farà molta fatica, ma Alessandro riuscirà comunque ad ottenere le sue prime 14 presenze in Serie A. Contro il Foggia il 12 Settembre 1993 il debutto entrando al posto di Ravanelli ad un quarto d’ora dal termine. La prima rete, invece, arriverà sette giorni più tardi contro la Reggiana.

I primi trionfi in Italia

La stagione 1993-1994 si conclude con un secondo posto per i bianconeri allenati, per l’ultima volta, da Giovanni Trapattoni. Nell’aprile di quell’anno Boniperti lascia la presidenza della Juve ed incomincia una nuova era: quella della Triade. Bettega, Giraudo e Moggi costruiranno una squadra che raggiungerà i vertici del calcio mondiale per oltre un decennio, prima dello scandalo Calciopoli. Con la Triade arriva Marcello Lippi come allenatore, che punterà sul modulo che lo porterà sul tetto d’europa il 4-3-3. Alex viene promosso in prima squadra come prima riserva del trio Baggio-Ravanelli-Vialli. La rivale in quell’anno è il Parma. A fine stagione le due squadre arriveranno in finale di Coppa Italia, con il trionfo dei bianconeri, e di Coppa Uefa, con la vittoria per gli emiliani. A nove anni di distanza Del Piero e compagni porteranno il tricolore sotto la Mole.

Le vittorie in tutto il mondo

In estate la società decide di puntare su Alessandro, affidandogli la numero 10. Quella di Roberto Baggio, ceduto al Milan per 18 miliardi. Per “Pinturicchio” sarà la stagione della definitiva consacrazione. Nasceranno infatti i gol alla Del Piero, “uno contro uno e tiro a giro sul secondo palo vicino all’incrocio dei pali”. A fine stagione arriverà, dopo i primi due trionfi nazionali, la vittoria della Champions League nella finale di Roma contro l’Ajax.

22 Maggio 1996 (Juventus vs Ajax)

L’anno successivo cambierà l’intero attacco con le cessioni di Vialli e Ravanelli. Ad affiancare il 10 arriveranno attaccanti come Vieri, Boksic e Zidane. Sarà un’altra stagione incredibile. Uno dei due momenti memorabili di quell’annata è la vittoria della Coppa Intercontinentale a Tokyo, gara in cui “Pinturicchio” sarà il match-winner contro il River Plate.

 

Il secondo momento trionfante sarà la vittoria della Supercoppa Europea contro il Paris Saint Germain. 1-6 a Parigi e 3-1 sul neutro di Palermo. Alex in quest’ultima partita sarà protagonista con una doppietta. Ci sarà anche un evento negativo in quella fantastica stagione, la finale di Champions League persa contro un avversario decisamente più debole, il Borussia Dortmund. 3-1 è il risultato finale per i tedeschi e Del Piero segnerà il gol di tacco del provvisorio 2-1. In un’intervista il nostro protagonista dirà “se l’avessimo giocata altre dieci volte non avremmo mai perso contro di loro”. La stagione 1997/1998 sarà ricca di successi nel palmares della Juventus e di Del Piero. Vincerà il secondo campionato di fila e la Supercoppa Italiana. E arriverà la terza finale di Champions negli ultimi tre anni. Stavolta la sconfitta sarà contro il Real Madrid per 1-0.

In questi anni diventa protagonista anche con la nazionale italiana, nel 1994 e nel 1996 vincerà l’europeo under 21. Nel 1998 si preparerà a giocare il suo primo mondiale all’età di 23 anni. Purtroppo la spedizione in Francia si fermerà proprio contro i galletti ai quarti di finale.

L’infortunio

8 Novembre 1998, la Juventus sta vincendo al Friuli di Udine, siamo nei minuti finali. Del Piero vuole raggiungere una palla sulla fascia sinistra, sta per calciare al volo quando il ginocchio sinistro fa crac. Si tratterà di lesione del legamento crociato anteriore e posteriore che lo costringerà all’intervento chirurgico negli Stati Uniti. La sua stagione terminerà qui. La Juventus farà una stagione deludente senza di lui e si piazzerà solo al settimo posto, e senza trofei. In compenso a febbraio del 1999 Lippi verrà esonerato, al suo posto arriverà Carlo Ancelotti.

La foto del terribile infortunio.

Il momento più difficile

La stagione 1999-2000 comincia con la Coppa Intertoto per qualificarsi in Coppa Uefa. E’ il 4 Agosto del 1999 a Cesena arriva il Rostelmash, Alex ritornerà in campo e da lì in poi costruirà un nuovo record di presenze in campionato, 34 su 34. Peccato però che a fine stagione arriverà un secondo posto che sa di amaro in bocca. La Juventus a sette giornate dal termine ha un vantaggio di sei punti sulla Lazio con lo scontro diretto in casa. Finirà 0-1 gol di Simeone. La Lazio si avvicinerà e solo all’ultima giornata di campionato riuscirà nel sorpasso decisivo. I bianconeri affonderanno nel diluvio di Perugia. Terminato il campionato, il rilancio può arrivare in nazionale.

Le critiche con la nazionale

E’ il 2 Luglio 2000 a Rotterdam. Si gioca la finale del campionato europeo Francia vs Italia. Del Piero entra al 53′ al posto di Fiore. Due minuti dopo un colpo di tacco di Totti smarcherà Pessotto che con un cross preciso permetterà a Delvecchio di segnare l’1-0. Sembra l’inizio di un trionfo, ma non sarà così. Due volte Alex si troverà a tu per tu contro il portiere francese Barthez. Sfortunatamente ciccherà il pallone in entrambi i casi lasciando il risultato in bilico. E come nelle grandi beffe al 93’Wiltord pareggerà la contesa. Si andrà al golden gol. A due minuti dal termine del primo tempo supplementare Trezeguet firmerà la rimonta decisiva. Trionfo per i francesi, lacrime per gli italiani. Verrà criticato da una nazione intera come se la sconfitta fosse colpa sua. Lo difesero Sacchi, Ancelotti e Boniperti.

La morte del padre

Il momento della rinascita ha una data: 18 febbraio 2001. La Juventus gioca a Bari. Il risultato è inchiodato sullo 0-0. Siamo al 63’Ancelotti sostituisce Kovacevic con Del Piero e proprio il capitano bianconero a dieci minuti dal termine con un tocco sotto supera Gillet e sarà 1-0. Lì scoppiò in lacrime perchè cinque giorni prima era morto l’amato padre. Quello lì era stato il dolore più grande di tutta la sua vita. Quelle lacrime sono state l’inizio della sua nuova carriera. La stagione si concluderà con il secondo posto dietro una formidabile Roma.

Le lacrime dopo lo 0-1.

Una nuova carriera

L’estate 2001-2002 per la Juventus sarà aria di rinnovamento. Ritornerà Lippi in panchina e verrà ceduto Zidane. I sostituti saranno Buffon, Thuram, Nedved e Salas. In questo campionato la triade affiancherà ad Alex, proprio quel Trezeguet che ci castigò nella finale di Rotterdam. Sarà la coppia più prolifica della storia della Juventus.

La stagione è quella del 5 Maggio. Si arriverà all’ultima giornata con Inter 69, Juventus 68, Roma 67. L’Inter si gioca lo scudetto a Roma contro una Lazio, ormai priva di motivazione. La Juventus va ad Udine e la Roma al Delle Alpi contro il Torino. Succederà quello che tutti i tifosi juventini ricordano ancora come lo scudetto più bello. Vincono 2-0 al Friuli, con le reti sempre del tandem Trezeguet-Del Piero. La Roma vincerà 1-0 a Torino e si piazzerà seconda. L’Inter dopo essere passata in vantaggio per ben due volte perderà la partita 4-2 e finirà il campionato terza.

Il primo gol in un mondiale

Festeggiato il trionfo in campionato, la testa è subito al Mondiale nippo-coreano. L’allenatore di quella nazionale era Giovanni Trapattoni, il primo allenatore che lo fece debuttare in serie A. I primi tre punti saranno contro l’Ecuador, arriverà la sconfitta contro la Croazia, e si giocherà il passaggio del turno contro il Messico ad Oita all’ora di pranzo in Italia. I messicani si porteranno in vantaggio nel primo tempo, ed il Trap decide di buttare nella mischia Del Piero al 78′ al posto di Totti. Bastano sei minuti al numero 7 della nazionale italiana per pareggiare l’incontro e far qualificare la nazionale al turno successivo. Si tratterà del primo gol in un mondiale e la dedica sarà al padre defunto. Il mondiale finirà male perchè agli ottavi un arbitraggio scandaloso farà uscire gli azzurri contro i padroni di casa della Corea.

Il gol del pareggio contro il Messico e la dedica al padre

La morte dell’Avvocato

Superata l’amarezza del mondiale, arriverà un’altra grandissima stagione con la Juventus targata Lippi. Secondo scudetto consecutivo e finale di Champions League contro il Milan a Manchester. In quella finale tutta italiana soltanto i calci di rigore decisero la contesa a favore dei rossoneri. Ma quella stagione Del Piero la ricorderà soprattutto per la scomparsa del suo “padre adottivo”: l’avvocato Agnelli. 26 gennaio 2003, Juventus vs Piacenza. L’avvocato scomparso due giorni prima non potrà vedere dalla tribuna la perla che Del Piero gli ha regalato. Cross di Zambrotta sulla sinistra e colpo al volo all’incrocio dei pali. Tutto lo stadio applaude il gesto tecnico e si commuove per l'”Avvocato”.

Il gesto tecnico straordinario

L’unica gioia nella stagione seguente la vittoria in Supercoppa Italiana, ai rigori proprio contro il Milan, che tre mesi prima aveva trionfato nella serata inglese. Sarà un campionato anonimo che si concluderà al terzo posto e con un Europeo disastroso in Portogallo.

Una squadra invincibile

Finirà definitivamente l’era Lippi con la Juventus, ed inizierà a sorpresa un biennio targato Fabio Capello. Con l’allenatore proveniente dalla Roma arriveranno Zebina ed Emerson. Inoltre il ds Moggi l’ultimo giorno di mercato regalerà alla Juventus i calciatori Cannavaro ed Ibrahimovic. Sembra una macchina perfetta. In campionato sarà così due anni di dominio assoluto e Alex anche non partendo spesso titolare riuscirà a segnare 34 reti in tutte le competizioni. In Champions questa squadra però non riesce ad esprimersi ed andare oltre i quarti di finale. Entrambi le sconfitte contro squadre inglesi Liverpool e Arsenal.

Il 10 Gennaio 2006 in una notte gelida al Delle Alpi arriva la Fiorentina in Coppa Italia. Questa partita sarà importante per “Pinturicchio” come la partita del sorpasso su un mito bianconero Giampiero Boniperti e diventare così il miglior marcatore di tutti i tempi. Il 14 Maggio 2006 la Juventus giocherà a Bari in campo neutro contro la Reggina, e si intuiva che potesse succedere qualcosa che avrebbe stravolto tutto il calcio italiano. La sentenza definitiva arrivò con la revoca di questi ultimi due scudetti e con la retrocessione in serie B con nove punti di penalizzazione.

La rivincita mondiale

L’estate 2006 fu un’estate turbolenta per via di Calciopoli, che ormai aveva colpito club e personaggi calcistici. Fu l’estate del tentato suicidio di Gianluca Pessotto, ex bianconero e molto amico di Alex. Ma soprattutto fu l’estate del Mondiale tedesco. Lippi, allenatore della nazionale, dovette preparare un mondiale tra mille difficoltà e soprattutto far concentrare i propri calciatori solo sulle faccende di campo senza pensare al resto. 2-0 al Ghana, 1-1 contro gli Stati Uniti, 2-0 alla Repubblica Ceca. 7 punti e ottavi di finale conquistati. 1-0 all’Australia e 3-0 all’Ucraina ci portano in semifinale contro la Germania.

E’ il 4 Luglio 2006, Westfalen Stadium di Dortmund. Davanti ad un muro bianco, c’è Germania vs Italia per un posto alla finale di Berlino. I primi novanta minuti vanno via ed il risultato resta sullo 0-0. Tempi supplementari con i primi cinque minuti di marca azzurra che colpiscono due legni con Gilardino e Zambrotta. Sembra la solita sfortuna che l’Italia non si riesce a togliere. Al 104′ Lippi prova il tutto per tutto ed inserisce Del Piero per Perrotta. Al 118′ Alex batte un calcio d’angolo. Il pallone arriva a Pirlo che con la coda dell’occhio vede Grosso che fa partire un sinistro sul palo più lontano ed è 0-1. La Germania si getterà in avanti disperatamente, ma un contropiede da manuale orchestrato da Gilardino permetterà a Del Piero di segnare il gol del definitivo di 0-2. Delirio puro e finale conquistata.

Campioni del mondo!

Corsi e ricorsi storici e si arriva al 9 Luglio 2006 di nuovo in finale contro la Francia. Nuovamente Alex parte dalla panchina ed entrerà solo come ultimo cambio a cinque minuti dal termine dei novanta regolamentari al posto di Camoranesi. Il risultato è sull’1-1, un rigore di Zidane e un colpo di testa di Materazzi porteranno la partita fino ai calci di rigore. Del Piero era in campo nel 1998 quando i francesi ci batterono ai rigori in casa loro. Era in campo nella finale dell’Europeo del 2000 dove fallì due nitide occasioni. Ed è stato in campo anche nella notte di Berlino, stavolta si è preso la sua rivincita calciando sotto l’incrocio dei pali il quarto dei cinque rigori azzurri. Il suo compagno di sempre, Trezeguet, calcerà sulla traversa l’unico rigore non segnato di questa lotteria. Il rigore di Grosso fu quello decisivo.

Dal Mondiale alla Serie B

Dalla vittoria del mondiale a giocare la Serie B è stato un attimo. Alessandro non ha mai abbandonato la Juventus quando era ai vertici del calcio mondiale e non l’ha abbandonata neanche quando stava per giocare per la prima volta nella sua storia un campionato di Serie B. Il pensiero era per tutti coloro che si erano calati verso questa realtà ed era far ritornare la Juventus dove meritava di stare. Il campionato cadetto è lungo, ma alla fine Alex riuscirà con i suoi gol a diventare capocannoniere e vincere la Serie B. L’anno successivo con Ranieri allenatore, tra le tante difficoltà ed una squadra rifondata la Juventus si piazzerà al terzo posto dietro Inter e Roma. Anche in questo campionato Del Piero sarà il capocannoniere della Serie A. L’obiettivo stagionale era stato raggiunto: ritornare a giocare la Champions League.

L’ovazione del Bernabeu

Chiunque giochi a calcio sogna serate come quella che è capitata a Del Piero il 5 Novembre 2008. Si gioca la quarta giornata del gruppo H, due settimane prima i bianconeri vinsero a Torino 2-1 contro gli spagnoli e adesso le “merengues” cercano la rivincita. Ed invece la scena se la prenderà proprio il nostro protagonista con una doppietta che entrerà nella storia. Ed al 93′ Ranieri gli concederà la standing ovation che il Santiago Bernabeu sportivamente gli dedicherà con un lungo applauso.

Gli ultimi anni

Arriveranno due annate difficili, due settimi posti di fila e tanti allenatori cambiati. Dopo le buone stagioni di Ranieri, in successione Ferrara, Zaccheroni ed infine Del Neri non sono riusciti a portare risultati soddisfacenti. Nell’estate 2011 con l’avvento del nuovo stadio lo “Juventus Stadium” cambia la proprietà, Andrea Agnelli sarà il presidente e soprattutto Antonio Conte l’allenatore. L’8 Settembre 2011 l’inaugurazione del nuovo stadio in amichevole contro il Notts County.

Qui la storia della Juventus, Del Piero e Boniperti nella panchina al centro del nuovo stadio.

Lo Stadium diventerà un fortino e per tutta la stagione resterà imbattuto. A due giornate dal termine sul neutro di Trieste, la Juventus batterà il Cagliari e con la contemporanea sconfitta del Milan nel derby contro l’Inter, Del Piero vincerà il suo ultimo scudetto con la maglia bianconera.

E’ il 13 Maggio 2012 si gioca l’ultima giornata di campionato Juventus vs Atalanta, Alex segnerà il suo ultimo gol con la maglia della Juventus. Al decimo del secondo tempo Conte gli concederà l’ultima meritata standing ovation. Il  campione bianconero che dopo 19 anni a tinte bianconero saluterà la Juventus con l’ennesimo scudetto da protagonista. I due gol decisivi sono stati il gol del 2-0 contro l’Inter e la punizione per la vittoria contro la Lazio.

Tributo al più grande numero 10 della storia della Juventus

Prima di appendere definitivamente gli scarpini al chiodo farà altre due esperienze in giro per il mondo. Al Sydney in Australia e al Delhi Dynamos in India.

Oggi 9 Novembre ho voluto raccontare la storia del più grande numero 10 della Juventus di tutti i tempi, Alessandro Del Piero.

 

Gabriele Di Pietro, editore classe 1993 per LivinplayNews. Entra a far parte di Livinplay come esperto di Fantacalcio, ed ogni settimana dedica una rubrica al gioco che appassiona ogni settimana tantissimi fantallenatori. Appassionato di sport, in particolare Calcio, Tennis e Motori.

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