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Tecnologia

Startup stories: il caso “Strava”

Startup stories: il caso “Strava”

Nell’ultimo decennio la tecnologia ha assunto un ruolo sempre più importante all’interno del panorama sportivo mondiale. I nuovi supporti elettronici vengono utilizzati per conseguire un miglioramento della performance atletica. Professionisti, club e federazioni si affidano a nuovi strumenti al fine di garantire un regolare svolgimento dell’attività sportiva.

Nuovi orizzonti

Lo sviluppo di questi nuovi software ha inevitabilmente mutato la concezione dello sport anche a livello amatoriale. L’avvento di numerose applicazioni volte alla regolamentazione dei programmi di allenamento, ha permesso l’affermarsi di nuovo modelli di business basati sulla comparazione dati con altri utenti e sull’erogazione di servizi personalizzati.

Il modello Strava

Logo "Strava"

Logo “Strava”

Tra tutte le Startup lanciate negli store, sicuramente Strava risulta essere una delle più performanti sopratutto in termini di interattività. Nata nel 2009 a San Francisco,  nel giro di pochi anni è riuscita a divenire un vero e proprio punto di riferimento nel settore. Infatti a tutt’oggi l’applicazione conta un totale di 27 milioni di utenti. Il meccanismo di funzionamento è molto facile: attraverso un normalissimo sistema gps è possibile registrare i propri percorsi e renderli pubblici. Tralasciando il profilo analitico, il valore aggiunto di Strava consiste nella sua capacità di creare un vero e proprio network sportivo. Ogni utente ha la possibilità di condividere i percorsi utilizzati per il suo allenamento non solo con runner amatoriali, ma anche con sportivi professionisti.

Grande fratello

Immagini dell'App "Strava"

Immagini dell’App “Strava”

Nel settembre del 2017 la società californiana ha rilasciato una mappatura dei percorsi intrapresi dai suoi users in tutto il mondo. Tuttavia, a seguito di un’accurata analisi posta in essere da un gruppo di studio Australiano, è risultato evidente come l’operato di Strava abbia leso involontariamente la sicurezza di molte nazioni. Infatti la suddetta applicazione è stata utilizzata anche da militari di diversi paesi durante i loro allenamenti. Attraverso le seguenti registrazioni  è stato possibile ricostruire i perimetri di numerose basi militari situate in zone ad alta densità bellica come ad esempio: Siria, Afghanistan, Somalia e Yemen. I tragitti utilizzati dai militari e  mostrano l’attività all’interno delle basi e rivelano le strade più pattugliate fornendo informazioni  preziose per i terroristi. La società Statunitense ha immediatamente rilasciato un upgrade che consente di poter rendere private le sessioni di allenamento.

 

 

Simone Coletta, scrittore classe 1994 per Livinplay News. Laureato in Scienze dell'Amministrazione e dello Sviluppo economico presso l'Università degli Studi di Messina. Amante del Basket, della tecnologia, dell'economia e del marketing.

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