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Var o non Var?

Var o non Var?

I veleni non si placano. Il post partita di Roma – Inter ha provocato degli strascichi che stentano a placarsi. In realtà il big match dell’Olimpico è solo la punta di un iceberg che cresce sempre di più dall’inizio di questa stagione. Cambiamenti di protocollo, nuove direttive, tanta confusione: il Var da mezzo fondamentale sta diventando, col passare delle settimane, un grosso problema da risolvere. Tutto questo mentre è ufficiale la sua introduzione anche in Champions League. Dopo tanti anni di confronti e discussioni, quale sarà il futuro della tecnologia nel calcio?

IL CORAGGIO ITALIANO

In principio fu la “goal- line technology” che eliminò i goal fantasma e le infinite polemiche come nel “caso Muntari”. Da quel momento in poi, l’Italia ha decisamente fatto un passo avanti rispetto a tutti gli altri paesi europei. Nonostante i notevoli problemi del nostro movimento, in tema di tecnologie sportive e calcistiche siamo stati i primi ad affrontare questo cambiamento. L’introduzione del Var nella stagione 2017/2018 ha rappresentato un momento storico per questo sport secolare. Dopo una prima fase di rodaggio, tante incertezze di forma e regolamentari, l’esito della stagione sperimentale è stato senza dubbio estremamente positivo. A questo proposito è innegabile come il Var sia diventato un mezzo fondamentale per gli arbitri. Dopo una prima fase di opposizione, la stessa classe arbitrale ha abbracciato l’avvento tecnologico, abbandonando la visione integralista. La tecnologie, quindi, come grande supporto e non come sostituzione dei fischietti in campo. Le stessi tifoserie hanno, col tempo, imparato le nuove regole del gioco.

L’INSPIEGABILE PASSO INDIETRO

L’esempio italiano è stato apprezzato in tutto il mondo. Il Var è il futuro e va allargato non solo ai massimi campionati ma anche a tutte le altre competizioni. Dal Mondiale sino alla Champions League, la tecnologia utilizzata entro determinati parametri è sinonimo di trasparenza. In questo contesto estremamente positivo, tuttavia, sono iniziati a sorgere notevoli problemi a partire da questa stagione. Infatti paradossalmente, in questa prima parte di campionato, sono aumentati gli errori arbitrali, i mancati interventi del Var e gli equivoci durante le partite. Dati alla mano si può notare un notevole squilibrio anche negli specifici interventi del Var. Infatti, a questo proposito, la tecnologia sta intervenendo in maniera quasi ossessiva su tutti i casi riguardanti i falli di mano. Tra silent checks e visioni dirette degli arbitri, ogni caso dubbio viene analizzato in maniera quasi esagerata come successo solo qualche giorno fa in occasione di Fiorentina – Juventus. Al contrario, in molte altre occasioni il Var non interviene come in Roma – Inter. Tutto questo a dimostrazione di uno squilibrio nella valutazione dei singoli episodi e nell’interpretazione del protocollo Var.

IL “CASO ZANIOLO”

Prendendo d’esempio, cronologicamente, l’ultimo episodio degno di nota è possibile notare le difficoltà di questa stagione. Dalle immagini, infatti, sono subito chiari due aspetti: in primo luogo il contatto netto tra Zaniolo e D’Ambrosio, in secondo luogo le difficoltà dell’arbitro nel vedere l’episodio a causa dei tanti giocatori sulla linea visiva. L’errore arbitrale, causato da una svista palese, viene accentuato anche dal vantaggio siglato dall’Inter proprio nell’azione successiva d’attacco. Questo episodio, non solo mette in evidenza il notevole equivoco nell’interpretare il nuovo protocollo Var ma influisce anche sugli stessi calciatori che, negli attimi successivi, aspettato l’intervento del Var stesso. In questo caso specifico il Var non ha considerato l’episodio come un chiaro e lampante errore, per questo motivo non ha invitato il direttore di gioco a visionarlo al monitor. La domanda sorge spontanea: perché tanta attenzione su determinati episodi come i falli di mano e poca chiarezza sugli altri? Ed ancora: perché tanta differenza di interpretazione del protocollo in questo inizio di stagione? Purtroppo gli errori continuano a susseguirsi e stanno aumentando in maniera preoccupante. Urge un cambiamento ed una nuova linea di intervento arbitrale. Il Var deve tornare ad essere una risorsa fondamentale.

 

 

Ernesto Francia, editore classe 1991 per LivinplayNews. Laureato in Scienze storiche presso l'Alma Mater Studiorum di Bologna, collabora come giornalista per quotidiani ed editore per blog sportivi. Grande amante di calcio e basket, segue lo sport a 360 gradi unendo passione e lavoro.

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