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Verstappen: matto o migliore?

Verstappen: matto o migliore?

Tutti i migliori sono matti”, recitava il Cappellaio Matto nel famoso film di Tim Burton.

La prima vittoria di Max

La prima vittoria di Max

Sono passati esattamente 2 anni dal giorno in cui Max Verstappen ha frantumato il record di Sebastian Vettel di pilota più giovane della Formula 1 ad aver vinto un Gran premio. Era il 15 Maggio del 2016 e si correva in Spagna, l’età era quella di 18 anni e 228 giorni. Circa 3 anni in meno del pilota tedesco della Ferrari. Da allora un susseguirsi di alti e bassi: sorpassi spettacolari alternati ad errori imperdonabili, tanto da far usare qualche giornalista l’aggettivo “verstappenate”.

VERSTAPPENATE

Azzardi che compromettono la propria gara e quella dei piloti coinvolti in un sorpasso. Probabilmente è questa la definizione che trovereste sul vocabolario. Si perché Verstappen, ormai in Forumla 1 da 4 anni, si è reso protagonista di sorpassi spesso terminati con un contatto tra le autovetture o con il ritiro proprio o di quello dell’avversario. Sulle 20 gare della passate stagione, 7 sono terminate con un suo ritiro. Negli occhi di tutti gli appassionati rimarrà l’incidente di Singapore dove con una partenza sconsiderata costrinse al ritiro entrambe le Ferrari, compromettendone la corsa al titolo.

THE UNTOUCHABLE

Sorpasso Red Bull su Mercedes

Sorpasso Red Bull su Mercedes

Non si è fatto troppi amici nel Paddock il giovane Max. Ormai, in particolare dalla stampa, è definito “l’intoccabile”. La Fia, infatti, sembra avere un occhio di riguardo nei suoi confronti, non punendo a dovere alcuni comportamenti definiti ‘sconsiderati’ dai suoi colleghi. Si dice spesso che dai propri errori si impara. Tuttavia Verstappen sembra ancora non aver imparato del tutto la lezione, considerando i due ritiri nelle prime 5 gare del 2018 e l’incredibile incidente che lo ha visto coinvolto con il compagno di squadra Ricciardo nella gara di Baku. Cambiando due volte direzione sul lungo rettilineo del traguardo del GP azero, manovra vietata dal regolamento FIA, il pilota olandese cercava di evitare in tutti i modi il sorpasso da parte del compagno di squadra, finendo però per farsi tamponare a 330 km/h, mettendo a rischio l’incolumità propria e quella di Ricciardo e causando il ritiro di entrambe le monoposto Red Bull.

GENIO E FOLLIA

Un talento che era sotto gli occhi di tutti ma che adesso rischia di essere annebbiato da una fama che lo precede. La fama di pilota pericoloso con cui è meglio non ingaggiare il duello per la posizione durante una gara. Il talento da solo non basta, serve tenacia. Serve mostrare rispetto per gli avversari, capire i propri sbagli e cercare di non ripeterli. E serve maturità, anche a 21 anni. Altrimenti si sfocia in presunzione e spavalderia concetti che si allontanano da quel talento cristallino che Max ha mostrato a più riprese senza mai confermarsi.

MAD MAX

E’ innegabile che Verstappen abbia messo un po’ di pepe ad una F1 negli ultimi anni diventata troppo noiosa, con sorpassi solo in partenza o grazie alle strategie delle soste. E’ innegabile che ogni volta che Vertsappen si prepari ad effettuare o a subire un sorpasso la prima cosa che viene da dire è: “vediamo adesso che combina!”. Ma quanto si dovrà aspettare perché ‘Mad Max’ cominci a correre rispettando le regole? Che venga seriamente compromessa l’incolumità di qualcuno?

La domanda che vi poniamo quindi è: se tutti “i migliori sono matti”, tutti i matti sono i migliori? Verstappen è solo un ‘matto’ alla guida di una F1 o ha solo quel pizzico di follia che gli serve per diventare, un giorno, il migliore?

Marco Quartuccio è uno degli editori di LivinplayNews. Laureato in giurisprudenza, ha approfondito i suoi studi in Inghilterra, affinando la conoscenza della lingua inglese. E' appassionato di tecnologia e sport: calcio, ciclismo e formula1 in particolare.

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