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Boban, Cantona, Evra e le loro gesta

Attualità

Violenza e sport, il binomio inaccettabile

Violenza e sport, il binomio inaccettabile

“A volte la violenza potrà aver sgomberato con rapidità la strada da ostacoli, ma non si è mai rivelata creativa.” – Albert Einstein.

Sport, definizione

Con il termine «sport» si indicano tutte le discipline fisiche in tutte le loro forme e fini. Tuttavia questa definizione, a quanto pare, può paradossalmente risultare errata o incompleta. Spesso, però, assistiamo a eventi di violenza, più o meno grandi, personalmente o telematicamente. In realtà tutto ciò che dovrebbe racchiudere lo sport è la competizione intesa come onesta, dove l’essenziale non è la vittoria ma la certezza di essersi battuti bene.

La potenza dei media

Quanto incidono i media? Tanto. Tantissimo. Quel che oggi ognuno di noi sente in tv, in un qualsiasi tg o fonte d’informazione è paradossalmente un reindirizzamento per i giovani, ovvero per la società del domani. È infatti palese come i primi titoli di giornali o telegiornali sono sempre a base di cattiveria e violenza. Questo influisce e non poco sulla crescita della società, indipendentemente dall’età del lettore-telespettatore. Ma se a questo siamo, ahimè, abituati, ciò che rode è quando anche gli sportivi sono testimonial di atti di pura violenza. A maggior ragione se la violenza è rivolta ai tifosi. Rispondere alle parole di contestazione dei tifosi con gesta è ciò che è inaccettabile più d’ogni altra cosa.

Episodi (non) sportivi

Fatti di violenza vengono automaticamente riportati dentro il campo, dove invece dovrebbe regnare sovrana la definizione “sport” di cui sopra. Episodi dove violenza e sport s’incontrano non sono tantissimi, ma non per questo pari a zero. Partiamo dai fatti più recenti per andare indietro nel tempo.

Evra, la follia

Il calcio di Evra al tifoso

Il calcio di Evra al tifoso

Il difensore trentaseienne Patrice Evra è stato attore di un gesto folle, malsano e totalmente antisportivo. Lo scorso 2 novembre, prima del match tra Vitoria Guimares e Olympique Marsiglia, il francese della squadra ospite, ha sferrato un insensato calcio all’altezza del volto a un proprio tifoso (se così quest’ultimo può definirsi), il quale lo ha provocato durante tutto il tempo il riscaldamento. L’Olympique Marsiglia ha immediatamente licenziato il giocatore, che a sua volta è stato, inoltre, squalificato dalla Uefa per 8 mesi. È bastato un gesto d’un istante di follia per macchiare la carriera e la professionalità di un atleta che ha sempre attirato l’attenzione per le sue gesta ricche di simpatie e lotta al razzismo. (Guarda il video)

Cantona, Kung-fu

Il colpo Kung-fu di Cantona

Il colpo Kung-fu di Cantona

Quando i gabbiani seguono il peschereccio è perché pensano che verranno gettate in mare delle sardine.” Queste sono state le parole di Eric Cantona quando dovette presentarsi in sala stampa per parlare di quanto accaduto il 25 gennaio 1995. L’attaccante francese, dopo essere stato espulso nella partita tra Crystal Palace e Manchester United, ha colpito un tifoso di casa con un calcio volante in pieno stile Kung-fu. Anche per lui quindi un episodio totalmente negativo che lo segnerà per il resto della carriera e anche della vita. La squalifica di 9 mesi da parte della Federcalcio inglese non ha mai trovato le scuse del francese, personaggio carico di autostima ed egocentricità. (Guarda il video)

Boban, Zorro eroico

Boban e il calcio al poliziotto

Boban e il calcio al poliziotto

13 maggio 1990. Durante i disordini più gravi della storia del calcio jugoslavo, Zvonimir Boban è protagonista di atti di pura violenza. È infatti lui, Zorro, etichettato poi come eroe nazionale, a scagliarsi contro un poliziotto durante l’invasione di campo nel match tra Dinamo Zagabria e Stella Rossa. Il motivo? L’indipendenza della Croazia. Un motivo anche piuttosto serio e distaccato dal mondo calcistico e sportivo. Ma non per questo giustificabile. Anche per Boban, uomo di grande cultura e personalità, oggi vice-segretario della Fifa, resterà questo triste ricordo, oltre la consapevolezza di un gesto da non imitare. (Guarda il video)

Reazione a catena

La cattiva informazione e il cattivo esempio subiscono una malsana reazione a catena. Se quello che dovrebbe essere l’esempio dell’aggressività agonistica diventa testimonial di violenza allo stato puro, l’effetto domino sarà devastante. Tra, appunto, tv e web si diventa spettatori di atti di violenza continuamente. E come ogni buon spettatore che si rispetti, si proverà ad emularlo. Nel bene e nel male. È, dunque, inaccettabile che i bambini debbano essere pubblico di atti di violenza. Lo sport è uno straordinario sfogo di divertimento e non dovrebbe mai essere teatro di cattiveria.

Mirko Burrascano è il Direttore di Livinplay News. Siciliano del 1992, ha conseguito il Football Master all'Università del Calcio di Roma ed è un tecnico abilitato Uefa B. Vive lo sport, vive di sport, scrive di sport. I suoi hobby? La cucina siciliana e la geografia.

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